Il ritorno di Trump: “Vaccini per tutti, ma non per New York. Vedremo che governo avremo…”

Nel corso dell'incontro President Trump ha confermato l'approvazione imminente di un vaccino contro il coronavirus, quasi certamente quello di Pfizer, anche se ce n'è almeno un altro in lizza. Per poi sottolineare: "Pfizer dice di non far parte di War speed, ma è un errore. Gli abbiamo dato 1, 95 miliardi di dollari". I primi vaccini saranno probabilmente effettuati già a inizio anno, mentre sarà disponibile in tutti gli Stati Uniti a partire da Aprile. Ovunque, tranne New York: "Non daremo il vaccino a uno stato che non si fida" ha sostenuto, attaccando per l'ennesima il governatore Andrew Cuomo, che durante la campagna elettorale si era detto scettico rispetto al "vaccino elettorale" promesso dal presidente prima delle elezioni

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NEW YORK – L’ha annunciata via Twitter 15 minuti prima chiamandola “conferenza stampa”.  Ma alla sua prima uscita pubblica dopo la sconfitta elettorale, il presidente uscente Donald Trump si è esibito in una sorta di monologo. Andandosene via senza rispondere alle domande dei giornalisti. Trump si è presentato nel giardino delle rose della Casa Bianca quando in America erano passate da poco le 4 del pomeriggio, accompagnato da Moncef Slaoui, direttore operativo di quell’operazione Warp Speed lanciata in primavera per finanziare le ricerche di eventuali nuovi vaccini. E produrre al più presto almeno 300 milioni di dosi.

Nel corso dell’incontro President Trump ha confermato l’approvazione imminente di un vaccino contro il coronavirus, quasi certamente quello di Pfizer, anche se ce n’è almeno un altro in lizza. Per poi sottolineare: “Pfizer dice di non far parte di War speed, ma è un errore. Gli abbiamo dato 1, 95 miliardi di dollari”. I primi vaccini saranno probabilmente effettuati già a inizio anno, mentre sarà disponibile in tutti gli Stati Uniti a partire da Aprile. Ovunque, tranne New York: “Non daremo il vaccino a uno stato che non si fida” ha sostenuto, attaccando per l’ennesima il governatore Andrew Cuomo, che durante la campagna elettorale si era detto scettico rispetto al “vaccino elettorale” promesso dal presidente prima delle elezioni.

Come se poi non fosse previsto alcun cambio della guardia alla Casa Bianca, Trump, che ancora non ha riconosciuto la sconfitta del 3 novembre, ha poi insistito: “Con la mia amministrazione, non ci sarà nessun lockdown. Chissà quale amministrazione ci sarà, solo che il tempo lo dirà. Ma vi assicuro che questa amministrazione non ordinerà il tutti a casa”.

Con buona pace del fatto che i numeri del contagio in America, sono ormai da record. Giovedì si sono infatti registrati 160mila nuovi casi in un solo giorno mentre California e Texas hanno raggiunto un milione di infetti ciascuno (mentre in tutto il paese il totale dei contagi ha superato gli 8 milioni). Città come Chicago e Detroit stanno nuovamente varando misure d’emergenza che vanno dal coprifuoco al tutti a casa. Mentre New York si prepara a richiudere le scuole.

Una situazione sempre più grave che preoccupa il presidente eletto Joe Biden. Sempre ieri, questi  ha infatti chiesto, proprio a Trump di riconoscere. “Serve da parte sua un’azione urgente: ora”. Da qui a gennaio, quando s’insedierà il nuovo governo, se non si prenderanno misure adeguate le previsioni parlano di almeno altri 70 mila morti.

La conferenza stampa del presidente ha avuto sui social un impatto sicuramente diverso da quello che lui si aspettava. Ad essere notato, infatti, è stato soprattutto il colore della sua capigliatura: non più giallo canarino, ma signorilmente argentato. Un cambio che ha mandato in fibrillazione Twitter. Nessuno sa se è volontario. O semplicemente non ha avuto tempo per fare la tinta.