Il ritorno di Ratzinger “Nozze gay e aborto segni dell’Anticristo”

Le critiche del Papa emerito alla società moderna in una nuova biografia Subito rilanciate, alla vigilia dell’uscita, da un sito conservatore americano

CITTÀ DEL VATICANO — Anche se le sue parole sono state raccolte nel corso del 2018, quella di Joseph Ratzinger è a tutti gli effetti la prima uscita dopo il pasticciaccio del libro sul celibato ecclesiastico scritto assieme al porporato africano Robert Sarah. Il Papa emerito appare in appendice della biografia di mille pagine scritta dal suo amico giornalista Peter Seewald — “Ein Leben” esce domani, mentre per la versione italiana e inglese occorrerà aspettare l’autunno — con una intervista dal titolo “Le ultime domande a Benedetto XVI” e che, come nel libro di Sarah, propone ai lettori un verbo che scalda gli animi dell’ala conservatrice della Chiesa, quella parte che gli è rimasta fedele anche dopo la rinuncia dell’11 febbraio 2013.

 

Ratzinger, infatti, parla della crisi della società contemporanea paragonando il «matrimonio omosessuale» e l’«aborto» al «potere spirituale dell’Anticristo». Con le sue parole, anticipate ieri dal sito americano conservatore LifeSiteNews, lo stesso che in questi mesi ha diffuso le uscite anti-Francesco dell’ex nunzio a Washington Carlo Maria Viganò, attacca a testa bassa l’«ideologia dominante » nella società e opponendosi alla quale, spiega, si è scomunicati. Si percepisce, nel suo dire, l’eco del testo di un anno fa dedicato alla pedofilia, con quella condanna delle aperture iniziate nel ’68, l’incipit a detta sua del decadimento morale della società e di una crisi irreversibile della Chiesa. Il nemico è sempre il medesimo: la rivoluzione degli anni Sessanta-Settanta.

 

«Cento anni fa — afferma Benedetto — tutti avrebbero considerato assurdo parlare di un matrimonio omosessuale ». Mentre oggi, dice, si è scomunicati dalla società se ci si oppone. E lo stesso vale per «l’aborto e la creazione di esseri umani in laboratorio ». E ancora: «La società moderna è nel mezzo della formulazione di un credo anticristiano e se uno si oppone viene punito dalla società con la scomunica». «La paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è più che naturale e ha bisogno dell’aiuto delle preghiere da parte della Chiesa universale per resistere».

Resistere, contrapporsi all’ideologia dominante. Il nucleo del pensiero di Ratzinger non è nuovo. Tutto il suo pontificato ruotò attorno ai princìpi non negoziabili, una resistenza al mondo senza se e senza ma. Ma il Papa emerito riflette anche su un’altra resistenza, quella subita durante il suo pontificato dall’interno della Chiesa, in particolare da parte della Curia romana. Dice: «I blocchi venivano più dall’esterno che dalla Curia. Non volevo semplicemente promuovere la purificazione nel piccolo mondo della Curia, ma della Chiesa nel suo insieme». Nel frattempo, gli eventi hanno dimostrato «che la crisi della fede ha portato anche a una crisi dell’esistenza cristiana». Questo, continua, è ciò che il «Papa deve avere davanti ai suoi occhi».

 

All’inizio del suo pontificato Benedetto XVI chiese la forza di non fuggire dai lupi: questi, però, non sono i nemici interni o quanto avvenuto con Vatileaks, perché, dice, «la vera minaccia per la Chiesa e quindi per il ministero petrino non risiede in queste cose, bensì nella dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddicendo le quali si resta esclusi dal consenso sociale di fondo». I lupi, casomai, emergono nel trionfo della ideologia relativista, spiega, che tende ad escludere chi ha una concezione diversa da quella dominante: «L’inganno religioso supremo è quello dell’Anticristo — insiste — uno pseudo-messianismo mediante il quale l’uomo si glorifica al posto di Dio e del suo Messia».

 

Nel libro Seewald parla del conclave che elesse Benedetto XVI, nel 2005. Una parte votò per lui, un’altra già allora per Jorge Mario Bergoglio che poi tornò a Buenos Aires. Per quest’ultimo votò il cardinale Carlo Maria Martini che, secondo quanto scrive Seewald, non si spese mai per Ratzinger, come da più parti era stato detto.

 

La copertina di “Ein Leben”, la biografia di Ratzinger scritta dal giornalista tedesco Peter Seewald