Il report dell’Oms è inutile, dice l’Oms

Tedros solleva dubbi sull’indagine sull’origine della pandemia.  Tedros ha detto che le conclusioni dell’indagine sono tutt’altro che definitive, ma che mentre l’indagine si è concentrata molto sulle ipotesi di un salto di specie del virus, dal pipistrello all’uomo attraverso un altro animale, l’ipotesi dell’incidente di laboratorio “non è stata sufficientemente studiata”. Adesso che anche il direttore generale dell’Oms accusa Pechino di scarsa trasparenza, c’è da aspettarsi una Cina sempre più furiosa. 

Ieri l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato ufficialmente il report finale dell’indagine congiunta, condotta da Oms e Cina, sull’origine della pandemia. Il documento, che era stato già diffuso sui media, è tutt’altro che una risposta all’origine della pandemia, anzi. Già prima dell’inizio della missione era stata messa in discussione l’indipendenza del team di scienziati, che ha  potuto lavorare sul campo soltanto due settimane, e sempre scortato dal team cinese. Non solo: ieri alla fine della conferenza stampa che ha accompagnato la pubblicazione del report, Tedros Adhanom, direttore generale dell’Oms, che ha sempre difeso la Cina, ha fatto un sorprendente discorso molto duro: “Il team riferisce che il primo caso ha sviluppato i sintomi l’8 dicembre 2019. Ma per comprendere l’inizio dell’epidemia gli scienziati dovrebbero avere pieno accesso ai dati, inclusi i campioni biologici almeno a partire da settembre 2019”.

Poco prima il capo missione dell’Oms Peter Ben Embarek aveva ammesso che il team “ha avuto difficoltà a ricevere tutti i dati”, ma ha giustificato l’omissione con il fatto che “sono tantissimi, e molti sono dati sensibili”. Tedros ha detto che le conclusioni dell’indagine sono tutt’altro che definitive, ma che mentre l’indagine si è concentrata molto sulle ipotesi di un salto di specie del virus, dal pipistrello all’uomo attraverso un altro animale, l’ipotesi dell’incidente di laboratorio “non è stata sufficientemente studiata”. La Cina sperava che il documento funzionasse come un’assoluzione per le sue responsabilità nella pandemia, e stava già cercando in tutti i modi di spostare l’attenzione della comunità scientifica – di nuovo – su altri paesi: ieri Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri, ha chiesto indagini simili anche altrove, come a suggerire che l’epidemia non abbia avuto inizio a Wuhan. E in conferenza stampa la Xinhua, l’agenzia di stato cinese, ha chiesto agli esperti: siete proprio sicuri che la pandemia non sia iniziata altrove?  Adesso che anche il direttore generale dell’Oms accusa Pechino di scarsa trasparenza, c’è da aspettarsi una Cina sempre più furiosa.