Il rebus dei vaccini in ritardo. Ma Pfizer ne consegna 1,5 milioni

Somministrato solo il 54% delle dosi di AstraZeneca, che annuncia: «Dimezzata la fornitura di metà aprile»

La buona notizia è che ieri sono arrivate 1,5 milioni di dosi Pfizer, il lotto di vaccini più consistente consegnato dall’inizio della campagna. Una boccata d’ossigeno soprattutto per le somministrazioni agli over 80 e ai soggetti fragili, che sono aumentate del 20 per cento la scorsa settimana, ma che ancora restano indietro. La cattiva notizia è che AstraZeneca continua ad arrancare e ha fatto sapere che delle 340 mila dosi previste per il 14 aprile ne arriveranno la metà, ovvero 175 mila, mentre le altre saranno consegnate il 16 e il 23 aprile.

Un quadro complesso. Con vaccinazioni praticamente ferme a Pasqua, come e più di tutti i weekend e nei festivi. Forniture insufficienti e caos con il consueto rimpallo di responsabilità tra le autorità centrali e le Regioni.

Nonostante tutto la struttura del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid, conferma l’obiettivo di arrivare a 500 mila vaccinazioni al giorno a fine aprile, smentendo chi paventa uno slittamento a maggio, se non dopo. E si aspetta di immunizzare l’80 per cento della popolazione entro settembre. Certo, dipenderà molto dalle forniture. Perché AstraZeneca, che è il vaccino su cui ha puntato maggiormente l’Europa, continua ad alimentare dubbi sulla sicurezza e a non rispettare i patti. E qualche dubbio c’è anche per il vaccino di Johnson & Johnson, i primi lotti dovrebbero essere consegnati entro il 19 aprile.

Ma c’è anche un contrasto che si fa sempre più forte con le Regioni. Che contestano la mancanza di vaccini, mentre dal centro si ricorda che ci sono ben 3 milioni di dosi disponibili, non ancora somministrate. Il mistero non è così insondabile, visto che sono note le differenze di velocità tra le Regioni. Alessio D’Amato, assessore del Lazio, non è molto diplomatico: «Sono un po’ stanco del balletto delle cifre e sono molto preoccupato. Se vogliamo raggiungere i 500 mila vaccinati al giorno, abbiamo bisogno di 15 milioni e mezzo di dosi in Italia in un mese e di uno e mezzo nel Lazio. Il resto sono solo chiacchiere».

Johnson&Johnson

Ci sono dubbi anche per J&J: la consegna dei primi lotti è attesa entro il 19 aprile

Invece le dosi previste per aprile sono solo 8 milioni, salvo miracoli dell’ultimo minuto. Le dosi, dopo gli inizi, vengono distribuite in proporzione alla popolazione. Non sarebbe il caso di darle a chi riesce davvero a somministrare, per accelerare la campagna? «Non voglio entrare in questo — dice D’Amato —. Prima di tutto io voglio che mi sia data la quota che ci spetta, il 10 per cento. Poi, quando ci sarà abbondanza, se si vuole dare una premialità a chi va più veloce, va benissimo. Ma mi pare che si stia creando la tempesta perfetta. Ci sono dubbi su AstraZeneca e Johnson & Johnson arriva a scartamento ridotto: 30 mila dosi le facciamo in due giorni».

Su AstraZeneca rimane la diffidenza. Solo il 54 per cento del totale è stato somministrato, soprattutto perché l’ultima consegna è di soli tre giorni fa e non c’è stato il tempo, con la Pasqua di mezzo. Ma molti cittadini preferiscono saltare il turno. A Napoli centinaia di persone hanno chiesto al centro vaccinale di cambiare con Pfizer, ritardando le somministrazioni. Il presidente campano Vincenzo De Luca chiede chiarimenti: «Il disastro comunicativo sta determinando una situazione di crollo nelle somministrazioni di questo vaccino». Anche la Sardegna, ultima in classifica, arranca e registra il 20-30 per cento di defezioni, tra chi doveva sottoporsi ad AstraZeneca.

Il giallo

Nel Lazio mancano 97 mila fiale destinate a forze di polizia, militari e Protezione civile

Nel Lazio c’è un giallo su 97 mila dosi, che vengono date per consegnate alla Regione ma non risultano. Dopo l’allarme, precisa la struttura del commissariato all’emergenza: «Sono state destinate a forze di polizia, forze armate e Protezione civile». Categorie contestate da molti e che riguardano personale non sempre in prima linea. Anche la Toscana protesta: «Il portale per la fascia d’età 70-79 anni è attualmente chiuso perché non ci sono nuovi vaccini — spiega il governatore Eugenio Giani —. La prossima consegna di AstraZeneca è di 9.000 dosi, quando siamo in grado di farne 30 mila al giorno. Sono appena una goccia».