Il presidente rinato dopo il Covid, ecco la strategia per la rielezione

Il presidente ha superato la prova. Per la sua base religiosa può essere un segno dal cielo. Per tutti gli altri la conferma che di fronte al coronavirus non bisogna cedere al panico. Per il partito repubblicano rappresenta l'ultima speranza

NEW YORK – “Non abbiate paura del Covid-19”. Il tweet di Donald Trump, nell’annunciare il suo ritorno alla Casa Bianca, contiene anche la nuova strategia per la rielezione. Il presidente ha superato la prova. Per la sua base religiosa può essere un segno mandato dal cielo. Per tutti gli altri è la conferma che di fronte al coronavirus non bisogna cedere al panico, non bisogna esagerare con le precauzioni, altrimenti si ferma la vita della nazione e l’economia crolla. Trump fa sapere che parteciperà al secondo duello tv con Joe Biden il 15 a Miami.

La nuova strategia è una riedizione della vecchia, con questa aggiunta: il presidente è rinato, è emerso vincitore dall’ospedale militare, ha più credibilità di prima visto che ha vissuto la malattia sulla sua pelle ed è uscito trionfatore da questa sfida. Funzionerà?

Il partito repubblicano deve aggrapparsi a lui come all’ultima speranza, ma la situazione resta difficile. Il presidente era già in difficoltà, la sua rimonta nei sondaggi si era fermata, quando è incappato nello scandalo delle tasse mai pagate, poi nel duello tv dove l’eccesso di aggressività non gli ha giovato. Infine si è esposto al contagio, con imprudenze gravi. Sapeva di essersi cacciato nei guai, tant’è che ha resistito al ricovero in ospedale, poi ha voluto a tutti i costi fare un giro in auto tra i fan accorsi davanti al Walter Reed.

“Non devo sembrare debole”, ha detto ai suoi. Improvvisamente sono in calo sia le sue probabilità di vittoria, sia la nomina della giudice da lui designata alla Corte suprema (la conferma è intralciata dai contagi tra senatori repubblicani), sia la maggioranza di destra al Senato. Il rialzo della Borsa ieri sembra aver salutato con favore due notizie contraddittorie: il ritorno di Trump alla Casa Bianca, ma anche la prospettiva di una vittoria di Joe Biden abbastanza netta da scongiurare strascichi rissosi.

I repubblicani – finora i più rilassati nelle precauzioni sanitarie – dopo l’incidente alla Casa Bianca hanno dovuto riesaminare tutte le manifestazioni, comizi, raduni di massa che erano già dosati con più prudenza da parte dei democratici. Il contagio di massa alla Casa Bianca ha anche decimato i ranghi dei cosiddetti “surrogati”: tutti quei collaboratori autorevoli, alleati politici e fedelissimi, che possono fare campagna per lui e saturare lo spazio televisivo con i suoi messaggi.

Tuttavia il vicepresidente Mike Pence non ha la minima intenzione di adottare precauzioni maggiori: col presidente contagiato, il ruolo del numero due è essenziale per assicurare la continuità dell’esecutivo, ma lui ha fatto sapere che continuerà i comizi programmati. Pence sarà sottoposto a una prova difficile domani sera, nel suo dibattito televisivo con Kamala Harris. La gestione del coronavirus era già un punto debole del governo uscente, ora diventa con ogni probabilità la prima linea di attacco per la Harris contro Pence.

Alla fine è comunque Trump l’arma decisiva dei repubblicani in campagna elettorale. Il presidente ha cementato una fedeltà assoluta nello zoccolo duro dei suoi sostenitori. Lo conferma il sostegno che la rete televisiva Fox News, di Rupert Murdoch, continua a garantirgli in queste ore difficili.

Due tra gli anchor più celebri della Fox, Sean Hannity e Laura Ingraham, hanno assolto il presidente da ogni colpa per il contagio, e hanno rovesciato la vicenda in suo favore: è un miracolo che lui sia stato contagiato solo ora, e in maniera abbastanza lieve, dopo aver incontrato da vicino così tante persone negli ultimi mesi.

Trump è il “venditore” essenziale per tentare la vittoria su tre fronti: rimanere alla Casa Bianca, confermare una maggioranza repubblicana al Senato e incassare la nomina alla Corte suprema che blinda una superiorità della destra sei a tre. È essenziale per lui gestire al meglio la comunicazione sull’operazione convalescenza-guarigione e ricominciare a fare campagna per risollevare le sorti del partito.