Il Papa toglie la qualifica di «cattolico» agli ospedali che praticano l’eutanasia

Lettera dell’ex Sant’Uffizio a un’organizzazione in Belgio legata ai «Fratelli della Carità»: la vita è sacra, impossibile collaborare con le istituzioni civili

La Santa Sede ha tolto la qualifica di «cattolico» a un’organizzazione di quindici ospedali psichiatrici del Belgio – 30 mila pazienti e 12 mila dipendenti – legati alla congregazione religiosa dei «Fratelli della Carità», che avevano continuato ad applicare la legge belga sull’eutanasia. La decisione, confermata da Papa Francesco, è stata comunicata con una lettera firmata dal cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede. La vicenda, raccontata dal quotidiano cattolico La Croix, si trascinava da tre anni, da quando cioè l’organizzazione aveva deciso di applicare la legge civile che ha permesso, in alcuni casi, l’eutanasia. Le opere ospedaliere sono nate più di due secoli fa con la congregazione religiosa, ma ormai nel consiglio di amministrazione dell’organizzazione i religiosi sono in minoranza. I vertici alla fine hanno confermato di volersi adeguare alla legislazione belga, dopo che un ospedale cattolico fiammingo era stato costretto a pagare una sanzione per aver rifiutato l’eutanasia su un paziente di 74 anni, malato di cancro al polmone.

Nella lettera, l’ex Sant’Uffizio ricorda che la Chiesa cattolica afferma «il valore sacro della vita umana», «l’importanza di prendersi cura e di accompagnare malati e disabili» e «la morale inaccettabile dell’eutanasia», così come «l’impossibiltà di introdurre questa pratica negli ospedali cattolici, anche nei casi estremi, e di collaborare a questo riguardo con le istituzioni civili». Così comunica che gli ospedali dei «Frères de la Charité» non hanno più alcun legame con la Chiesa e non si potranno più definire «cattolici». A questo punto l’organizzazione degli ospedali dovrà dividersi e dalla congregazione dei religiosi e probabilmente cambierà nome. « Malgrado tre anni di dialogo, la visione dei responsabili dell’organizzazione è rimasta purtroppo la stessa», ha detto a La Croix fra’ René Stockman, superiore generale dei Fratelli della Carità: «Nulla è ancora deciso, ma chiederemo ai pochi religiosi che ancora partecipano alla gestione di lasciarla. È una decisione dolorosa. Questi ospedali sono all’origine della congregazione, nel 1815 siamo stati i primi a prenderci cura dei malati psichiatrici in Belgio».