Il Papa ricorda i martiri copti: “Sgozzati dalla brutalità dell’Isis, sono Santi di tutti i cristiani”

Videomessaggio in occasione di un webinar per la “Giornata dei Martiri Contemporanei”, organizzata dalla Diocesi ortodossa copta di Londr

Erano «andati a lavorare all’estero per sostenere le loro famiglie», e si sono ritrovati in una spiaggia della Libia «sgozzati dalla brutalità dell’Isis». Erano «uomini normali, padri di famiglia, uomini con l’illusione [il desiderio] di avere dei figli; uomini con la dignità dei lavoratori, che non solo cercano di avere pane a casa loro, ma di portarlo a casa con la dignità del lavoro», e invece, dopo quel «battesimo di sangue», sono ora acclamati come santi di «tutte le confessioni e tradizioni cristiane». Papa Francesco ricorda i 20 ortodossi copti egiziani decapitati sei anni fa insieme a un ghanese da affiliati al sedicente Stato Islamico, in occasione della “Giornata dei Martiri Contemporanei” organizzata dalla Diocesi ortodossa copta di Londra nel giorno in cui la Chiesa fa memoria del loro sacrificio.

Un macabro assassinio, avvenuto quando ancora il mondo conosceva a malapena la brutalità di Daesh, le cui immagini furono diffuse in tutto il mondo dagli stessi carnefici. Anzi, proprio la fotografia dei 21 uomini in tuta arancione, con lo sguardo rivolto verso Roma, in ginocchio sulla sabbia, con dietro miliziani incappucciati con uniformi nere, divenne l’immagine simbolo di tutti i cristiani ammazzati dai terroristi islamici.

I resti mortali furono individuati alla fine di settembre 2017 in una fossa comune sulla costa libica, presso la città di Sirte. I loro corpi erano stati rinvenuti con le mani legate dietro alla schiena, vestiti con le stesse tute color arancione che indossavano nel video filmato dai jihadisti. Presto il patriarca Tawadros volle inserire i martiri nel “Synaxarium”, il libro dei martiri della Chiesa copta, stabilendo che la loro memoria fosse celebrata proprio il 15 febbraio.

Già in diverse occasioni il Pontefice aveva ricordato l’esempio dei 21 copti, in particolare la «testimonianza di Gesù Cristo» resa con il loro sacrificio: «Sgozzati dalla brutalità dell’Isis, morivano dicendo: “Signore Gesù!”, confessando il nome di Gesù», ribadisce oggi nel videomessaggio trasmesso durante un webinar organizzato per l’evento al quale prendono parte Tawadros II, patriarca della Chiesa Ortodossa Copta; l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby; il Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e rappresentanti di altre Chiese.

Francesco dice di unirsi a questa “Giornata dei Martiri Contemporanei” che, afferma, «è un evento commemorativo di ringraziamento per la vita di coloro che hanno praticato la loro fede cristiana fino allo spargimento del sangue e di sensibilizzazione per la tragedia di quanti sono ancora oggi perseguitati per la loro fede».

«È il giorno di oggi che ho nel cuore, quel febbraio del 2015. Ho nel cuore quel battesimo di sangue, questi ventuno uomini battezzati cristiani con l’acqua e lo Spirito, e quel giorno battezzati anche con il sangue. Sono i nostri Santi, Santi di tutti i cristiani, Santi di tutte le confessioni e tradizioni cristiane. Sono coloro che hanno imbiancato la loro vita nel sangue dell’Agnello, sono coloro… del popolo di Dio, del popolo fedele di Dio», dice.

«È vero – aggiunge il Pontefice nel filmato – che c’è una tragedia, che questa gente ha lasciato la vita sulla spiaggia; ma è vero anche che la spiaggia è stata benedetta dal loro sangue. Ma ancora di più è vero che dalla loro semplicità, dalla loro fede semplice ma coerente hanno ricevuto il dono più grande che possa ricevere un cristiano: la testimonianza di Gesù Cristo fino a dare la vita».

Papa Bergoglio ringrazia Dio per «questi fratelli coraggiosi» ed anche vescovi e preti della «Chiesa sorella copta» che «li ha allevati, ha loro insegnato a crescere nella fede». Un grazie speciale va alle «mamme di questa gente, di questi ventuno uomini che hanno loro “allattato” la fede: sono le mamme del popolo santo di Dio che trasmettono la fede “in dialetto”, un dialetto che va oltre le lingue, il dialetto delle appartenenze».

Intanto in Egitto, in forma sobria e raccolta a causa delle misure di distanziamento sociale per il Covid, è stata celebrata la memoria delle vittime copte. Come riferisce l’agenzia Fides, la sera di domenica 14 febbraio, nel villaggio di al Awar (provincia egiziana di Minya), si è tenuta una veglia di commemorazione presso la chiesa-santuario dedicata ai “Martiri della Fede e della Patria”, dove sono custodite le spoglie mortali. Alla commemorazione, hanno preso parte anche diversi sacerdoti e una consistente rappresentanza dei familiari dei martiri.