Il Papa parla degli attentati islamisti in Europa

Prudenza a parte, Francesco rileva l’elemento religioso degli attacchi terroristici: l’obiettivo è imporre con la spada il proprio credo

Ieri, al termine dell’udienza generale, il Papa è tornato sugli attentati di Nizza e Vienna: “In questi giorni di preghiera per i defunti, abbiamo ricordato e ricordiamo ancora le vittime inermi del terrorismo, il cui inasprimento di crudeltà si sta diffondendo in Europa. Penso, in particolare, al grave attentato dei giorni scorsi a Nizza in un luogo di culto e a quello dell’altro ieri nelle strade di Vienna, che hanno provocato sgomento e riprovazione nella popolazione e in quanti hanno a cuore la pace e il dialogo. Affido alla misericordia di Dio le persone tragicamente scomparse ed esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questi deprecabili eventi, che cercano di compromettere con la violenza e l’odio la collaborazione fraterna tra le religioni”.

Francesco ha dunque rilevato l’elemento religioso, sottolineando implicitamente che l’obiettivo di chi compie atti di terrorismo – sovente in chiese o in altri luoghi di culto – altro non vuole che imporre con la spada il proprio credo. Nessun accenno all’islam o all’islamismo, ovviamente: la regola aurea è quella della prudenza.

Ci ha pensato però un grande filosofo francese, Rémi Brague, in un’intervista a Famille chrétienne, a sgombrare il campo dai dubbi: “Qual è la differenza tra islam e islamismo? La differenza tra islam e islamismo è reale, ma la mia convinzione è che sia una differenza di grado e non di natura. L’islamismo è l’islam spinto all’estremo. L’islam da cui si traggono le ultime conseguenze. E’ una strana religione, una religione che spinge coloro che si convertono a essa a uccidere il prossimo”.