Il Papa battezza le gemelline siamesi operate al Bambino Gesù. Mariella Enoc: “Un momento emozionante”

Il 6 agosto Francesco ha esaudito il desiderio della mamma delle piccole e ha battezzato Ervina e Prefina. Cerimonia privata a Santa Marta alla presenza dei medici

Un mese dopo la delicatissima operazione di oltre 18 ore effettuata con estrema competenza dai medici del Bambino Gesù, Ervina e Prefina, le bimbe siamesi di 2 anni provenienti dalla Repubblica Centrafricana, sono state battezzate da Papa Francesco. Una cerimonia riservatissima, alla quale erano presenti una decina di medici dell’ospedale pediatrico vaticano che, il 7 luglio scorso, hanno partecipato attivamente alle tre operazioni che hanno consentito finalmente alle gemelle, nate con una tra le più rare e complesse forme di fusione a livello cranico e cerebrale, di guardarsi negli occhi e potersi abbracciare.

La storia delle due gemelle siamesi unite per la testa e separate all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Il rito si è svolto giovedì 6 agosto, alle 17, nella cappella della Casa Santa Marta, dove il Pontefice celebra quotidianamente le famose messe mattutine. È stato Francesco stesso a voler compiere questo gesto, esaudendo il desiderio della mamma delle bambine. La donna, cristiana, aveva fatto recapitare al Papa tramite la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, una lettera in cui raccontava la sofferenza vissuta per la malformazione delle figlie e anche la gioia immensa nel vederle, da un mese a questa parte, condurre una vita normale. Chiedeva quindi al Pontefice se fosse disponibile a celebrare lui stesso il Battesimo.

Francesco ha subito acconsentito e si è presto organizzata la cerimonia nella Domus vaticana. Il Papa aveva chiesto riservatezza sull’evento: niente comunicati stampa, nessuna macchina fotografica o telecamera. Ma la notizia ha iniziato a circolare oggi su Twitter grazie alla politica centroafricana Antoinette Montaigne, ex ministro della Comunicazione del Paese, impegnata ora nell’Accademia per la Pace, che ha postato pure una immagine delle due piccole, con un bel vestito bianco in organza, in braccio alle madrine e a fianco al Papa.

Non che si volesse tenere nascosto un momento simile, ma Francesco voleva che la cerimonia restasse in una dimensione familiare. «Ed in effetti questo è stato: un momento di famiglia», racconta a Vatican Insider Mariella Enoc, presente al rito insieme allo staff del Bambino Gesù, tra cui l’anestesista, il neuroradiologo e quattro medici in rappresentanza dei trenta tra dottori e infermieri che hanno preso parte alla serie di interventi. «Il Papa ha fatto tutto da solo e, dopo il Battesimo, si è fermato anche a parlare con noi e scherzare affettuosamente con le bambine. Davvero molto emozionante»

Il responsabile di neurochirurgia dell’ospedale, il professor Carlo Marras, che ha operato Ervina e Prefina, è stato scelto come padrino di una delle bambine. La madrina era la mediatrice culturale Mina, anche lei centroafricana, che ha accompagnato la mamma delle piccole in quest’avventura in Italia aiutandola nella traduzione dalla lingua sango. Gli altri due padrini scelti sono il dottor Mario Zama, responsabile del reparto di chirurgia plastica, e la coordinatrice infermieristica Ilaria Pannacci.

«È stato davvero un dono che il Papa ha voluto fare a queste bambine, ma anche alla famiglia del Bambino Gesù che ha speso tante energie per questa operazione non facile», spiega Mariella Enoc. Quello delle due gemelle è stato il primo caso in Italia, probabilmente l’unico al mondo, di intervento concluso con successo su una coppia di “craniopagi totali posteriori”, che avevano cioè in comune le ossa dell’area posteriore del cranio e il sistema venoso. Il lavoro era cominciato infatti molti mesi fa, con un lungo periodo di preparazione e studio e l’ausilio di sistemi di imaging avanzato e simulazione chirurgica.

Era stata la Enoc, durante un viaggio a Bangui, nel luglio 2018, per seguire i lavori di ampliamento della struttura pediatrica voluta dal Papa, a conoscere la storia delle bambine. La presidente ha incontrato le due sorelle appena nate nel centro medico di Mbaiki, villaggio a 100 km dalla capitale, dove i medici non erano però attrezzati per prendersi cura di un caso così anomalo, scoperto solo al momento del parto cesareo.

Il 10 settembre 2018, le bimbe erano già in Italia insieme alla mamma. Hanno trascorso i primi mesi al Bambino Gesù di Palidoro, dove hanno iniziato il percorso di neuroriabilitazione, poi sono state trasferite nel reparto di Neurochirurgia nella sede del Gianicolo per gli studi sulle procedure di separazione. Il loro era un caso difficilissimo, si era scoperto pure che avevano una differenza di pressione arteriosa: il cuore di una delle bambine lavorava di più per mantenere l’equilibrio fisiologico degli organi di entrambe, compreso il cervello.

È stato così costituito un gruppo multidisciplinare composto da neurochirurghi, neuroradiologi, chirurghi plastici, neuroriabilitatori, fisioterapisti, ed è stato coinvolto anche il Comitato Etico per dare a entrambe le bambine la stessa qualità di vita. Sulla base dell’esperienza maturata con i precedenti casi di siamesi separati, l’équipe del Bambino Gesù ha messo a punto il programma. Che nel 2020 ha portato all’operazione conclusa con un lieto fine. Un vero «miracolo» ora benedetto dal Papa.