Il discorso di Draghi in Senato: «Priorità la lotta al virus, vaccinare in tutte le strutture». Poi ai partiti: «L’unità è un dovere»

Oggi Mario Draghi parla in Senato per ottenere la fiducia: nel suo discorso - il primo rivolto al Paese - delinea il suo programma, tra piano vaccinale e recovery plan

Oggi Mario Draghi chiede e ottiene la fiducia del Senato per il suo governo. Domani toccherà alla Camera e il nuovo governo sarà nella pienezza delle sue funzioni. Draghi nel suo discorso si è rivolto al Paese spiegando cosa intende fare sui tre fronti da cui gli italiani si aspettano la sua impronta: la riscrittura del Recovery Plan — vero motivo della caduta di Conte —, le misure per il rilancio di un’economia schiacciata dalla pandemia — a cominciare dalla questione dei licenziamenti, il cui blocco scade a fine marzo — e quelle per fronteggiare il virus. Poi ancora relazioni internazionali, riforme, parità di genere, ambiente e giustizia. Ecco il testo completo dell’intervento del premier a palazzo Madama. De seguito Ecco tutti gli aggiornamenti della giornata politica

Ore 11.30 – Per Draghi 53 minuti di discorso e 21 applausi
Sono stati 21 in tutto gli applausi che hanno contrassegnato i 53 minuti di durata delle dichiarazioni programmatiche di Mario Draghi nell’Aula del Senato. Per Draghi il primo applauso arriva quando annuncia, all’inizio del discorso, che la popolazione sarà informata con anticipo sulle misure di contrasto al Covid. Applausi anche sull’invocazione ad una «ampia responsabilità». Quando cita Conte applaude solo la vecchia maggioranza con solo i senatori M5S a levarsi in piedi, dai banchi della Lega si sentono dei `Buuh´. Battimani arrivano sull’identità, sulla Ue, sulla responsabilità condivisa in Europa, sull’orgoglio di quanto l’Italia fa e rappresenta nel mondo, sulle misure per la scuola ed il recupero delle lezioni perse per il Covid, ma anche per la destinazione di fondi del Pnr all’istruzione. Quindi applausi sull’ambiente, sul lavoro, sulle quote rosa, le politiche di genere. Un forte applauso arriva quando Draghi sottolinea l’orizzonte «europeista ed atlantista» del suo governo, ricorda il tema dei diritti in Asia vicino alla Cina, cita il tema dei rimpatri e, infine, fa un appello all’unità come dovere per l’Italia.

Ore 11.09 – Draghi: «Oggi l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere»
«Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. È un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia». Così Mario Draghi conclude, con emozione,

Ore 11.06 – Draghi: «Convintamente europeisti». Russia? «Preoccupati per diritti dei cittadini sono spesso violati»
«Nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite». Lo ha detto parlando di relazioni internazionali Mario Draghi nel suo discorso al Senato. Per l’Italia sarà necessario «strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania». Ma occorrerà anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinché si avvii un dialogo più virtuoso tra l’Unione europea e la Turchia, partner e alleato NATO». Infine un richiamo, preoccupato, alla Russia. « L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati», ha sottolineato il premier.

Ore 11.03 – Draghi e la giustizia: «Adottare norme procedurali più semplici»
Aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile «attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione». Queste le parole del premier Mario Draghi nella parte dedicata alla riforma della giustizia del suo discorso programmatico al Senato.

Ore 11.01 – Draghi e la riforma della pubblica amministrazione: «Non è procrastinabile»
L’altra riforma che non si può procrastinare, per Draghi, è quella della pubblica amministrazione. «Nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata. Particolarmente urgente è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati».

Ore 11.00 – Draghi: «Revisione profonda dell’Irpef »
Una riforma fiscale segna in ogni Paese «un passaggio decisivo». Lo ha detto chiaramente Mario Draghi parlando al Senato. «Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio. In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale».

Ore 10.58 – Draghi: «Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta»
«Negli anni recenti i nostri tentativi di riformare il paese non sono stati del tutto assenti, ma i loro effetti concreti sono stati limitati. Il problema sta forse nel modo in cui spesso abbiamo disegnato le riforme: con interventi parziali dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza. Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli». Lo ha detto Mario Draghi parlando di riforme nel corso del suo discorso al Senato.

Ore 10.56 – Draghi e il recovery plan: «Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore»
«Il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza indicherà obiettivi per il prossimo decennio e più a lungo termine, con una tappa intermedia per l’anno finale del Next Generation EU, il 2026. Non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti. Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell’arco dei sei anni del programma». Lo ha detto il premier Mario Draghi parlando di Next generation Eu al Senato. «Assicureremo inoltre che l’impulso occupazionale del Programma sia sufficientemente elevato in ciascuno dei sei anni, compreso il 2021. Chiariremo il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso i meccanismi di finanziamento a leva (fondo dei fondi). Sottolineeremo il ruolo della scuola che tanta parte ha negli obiettivi di coesione sociale e territoriale e quella dedicata all’inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro Nella sanità dovremo usare questi progetti per porre le basi, come indicato sopra, per rafforzare la medicina territoriale e la telemedicina. La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore».

Ore 10.53 – Draghi parla di Recovery Plan: ecco obiettivi strategici e riforme
È il recovery plan uno dei cuori del discorso di Mario Draghi al Senato. « Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che “ogni azione ha una conseguenza”. Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni», ha detto il premier nel suo passaggio su Next generation Eu. «Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica. Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile». Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente saranno per Draghi, « di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l’orientamento del nuovo Governo. Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva».

Ore 10.49 – Draghi e il Mezzogiorno: «Garantire legalità e sicurezza»
Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, investire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne.«Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite», lo ha detto Mario Draghi al Senato parlando di Mezzogiorno. «Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea».

Ore 10.47 – Draghi e la parità di genere: «Superare la scelta tra famiglia o lavoro»
«Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nel suo discorso programmatico. «Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perché sempre più giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese», ha aggiunto Draghi.

Ore 10.46 -Draghi e il lavoro: «Sostegno a giovani, donne e lavoratori autonomi»
Dopo la pandemia il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma, secondo Mario Draghi, « sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche». Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. «E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi», ha detto parlando al Senato il premier. «La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore. Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione Europea mediante il programma SURE, è stato possibile limitare gli effetti negativi sull’occupazione. A pagare il prezzo più alto sono stati i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. E’ innanzitutto a loro che bisogna pensare quando approntiamo una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro, strategia che dovrà coordinare la sequenza degli interventi sul lavoro, sul credito e sul capitale.

Ore 10.43 – Draghi e l’ambiente: «Serve approccio nuovo»
«Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo». Parla anche di Ambiente Mario Draghi, e per farlo cita papa Francesco: «Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore». Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, secondo il premier richiede «un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane».

Ore 10.39 -Draghi: «Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza»
Dopo il vaccino, è il momento della scuola: «Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà. Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nel suo discorso programmatico.

Ore 10.36 – Draghi: «Prima sfida ottenere distribuire il vaccino rapidamente ed efficientemente»
Campagna di vaccinazione contro il Covid: è una delle priorità sottolineate da Draghi. « Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus.

Ore 10.29 – Draghi e l’Europa: «Appartenenza convinta al destino dell’Europa per essere ancora più italiani»
Nel suo discorso programmatico al Senato, Draghi sottolinea la forte impronta europeista e atlantica del suo governo. «Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo, nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere», ha detto il premier. E poi la difesa del Paese. «Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano».

Ore 10.25 – Draghi: «Oggi abbiamo la responsabilità di una nuova ricostruzione»
«Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato Dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione. L’Italia si risollevò dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro. Nella fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. A quella Ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa Nuova Ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nel suo discorso programmatico. Draghi parla di un «futuro migliore». «Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l’auspicio che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo».

Ore 10.23 – Draghi : «Questo governo non nasce dal fallimento della politica»
« Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nel suo discorso programmatico. «Nei momenti più difficili della nostra storia, l’espressione più alta e nobile della politica si è tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perché prima di ogni nostra appartenenza, viene il dovere della cittadinanza».

Ore 10.21 – Draghi: «Priorità è la lotta al virus. Mai stato così emozionato. Ringrazio Conte»
La priorità è la lotta la virus. È molto chiaro nel suo esordio nel discorso programmatico al Senato Mario Draghi. Poi una nota personale. «Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia». Draghi ringrazia il suo predecessore Giuseppe Conte, «che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi nel suo discorso programmatico. Nel ricordo di Conte si è aperto un lungo applauso a palazzo Madama, come quando il premier ha annunciato che «ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole».