Il chirurgo e i quaderni-choc «Ha violentato 250 minori»

Francia, 30 anni di abusi. Il medico chiese aiuto nel 2006: non fu ascoltato

Il medico chirurgo Joël Le Scouarnec, ormai in pensione e in carcere, è sospettato di avere commesso abusi su oltre 250 minori, molti dei quali bambini, nel corso della sua lunga carriera. «Delle 184 vittime che hanno già presentato denuncia, 181 erano minorenni all’epoca dei fatti», dice il procuratore di La Rochelle, Laurent Zuchowicz. Le Scouarnec potrebbe essere il peggiore pedofilo della storia di Francia.

 

Oggi il medico ha 68 anni, e aspetta nel carcere di Saintes (sud-ovest della Francia) il processo previsto per i primi mesi del 2020. Nel corso di un’udienza preliminare ha spiegato di avere cominciato a sviluppare e assecondare l’attrazione per le bambine a metà degli anni Ottanta, quando è entrata in crisi la relazione con la moglie, unica donna della sua vita. Nel 2005 una prima condanna per detenzione di immagini pedopornografiche. Nel 2017 la denuncia dei vicini di casa, dopo che la loro bambina di nove anni ha raccontato loro che il medico in giardino si era abbassato i pantaloni e poi l’aveva toccata nelle parti intime.

Dal 1985-1986 al 2017 sono oltre trent’anni, durante i quali il medico ha potuto continuare a molestare e violentare nonostante la condanna nel 2005 avesse rivelato le sue tendenze. La storia di Le Scouarnec testimonia degli orrori di cui può essere capace un uomo, ma mostra anche l’inefficienza e l’inerzia di cui si è resa responsabile la macchina amministrativa e giudiziaria francese.

Il medico era uno specialista di appendiciti, e grazie a questa competenza ha avuto la possibilità di avvicinare decine di bambine, dopo avere cominciato a molestare non i suoi tre figli — giura — ma la nipotina «che veniva a sedersi sulle mie ginocchia, dopo la crisi del mio matrimonio ho trasferito su di lei la mia sessualità», ha raccontato al giudice. Le Scouarnec poi è passato ad abusare delle pazienti facendo passare i suoi gesti come visite mediche.

Gli investigatori hanno ricostruito il numero enorme di vittime perché il medico era solito annotare ogni nome e ogni violenza su alcuni quaderni, che sono stati sequestrati durante una perquisizione in ospedale. In casa a Jonzac (Charente-Maritime), invece, la polizia ha trovato giocattoli erotici, parrucche da donna e una ventina di bambole, delle quali una aveva le catene ai polsi. «Serviva a soddisfare la mia fantasia senza dovere ricorrere a una bambina vera», ha spiegato ai giudici. La linea di difesa del suo avvocato è che «molti racconti trovati nei suoi quaderni non sono violenze realmente praticate ma fantasie».

Le ammissioni del dottore sono però molto pesanti: «La mia attrazione sessuale si dirige soprattutto verso le bambine di 9-10 anni, a quell’età sono più facili da sedurre. A partire dai 12 anni c’è lo sconvolgimento della pubertà, e le cose del sesso possono fare più violenza».

Secondo la perizia psichiatrica, Le Scouarnec manca totalmente di empatia, e si compiace del potere che esercita sulle sue vittime. Eppure in alcuni casi il chirurgo è sembrato consapevole del male che faceva e potrebbe avere tentato di evitarlo, per esempio quando, un anno dopo la prima condanna, nel 2006 ha chiesto all’ordine dei medici del Finistère (in Bretagna) la presenza di un collega in occasione degli esami sui bambini «per essere protetto». E quando due anni più tardi ha cominciato a lavorare all’ospedale di Jonzac non ha nascosto la condanna per immagini pedo-pornografiche. L’avvocato Kurzawa dice che il suo cliente non si è mai nascosto: «Sono così, un deviante sessuale», diceva. Eppure, per trent’anni, hanno lasciato che facesse il medico.