I talebani occupano le colline di Kabul Il presidente in tv: evitiamo i massacri

Ghani lancia un disperato appello, ma i due fronti trattano (senza di lui) in Pakistan. Cade anche Mazar-i-Sharif

I talebani occupano le colline di Kabul Il presidente in tv evitiamo i massacri

La caduta di Kabul è imminente. Le colonne talebane sono giunte al distretto di Char Asyab, una decina di chilometri dalle aree urbane. In città è il caos. Le Nazioni Unite parlano già di «crisi umanitaria gravissima», per i circa 4,5 milioni di abitanti, oltre ai circa 400 mila profughi fuggiti verso la capitale dalle province che venivano progressivamente prese dai talebani.

Ieri pomeriggio si è arresa Mazar-i-Sharif, l’unica città importante nelle regioni settentrionali che ancora resisteva. Non pare sbagliato affermare che ormai l’intero Paese sia nelle mani dei talebani, tranne l’area sempre più ristretta della capitale. I primi contingenti degli oltre 3.000 soldati americani mobilitati per aiutare ad evacuare l’ambasciata americana sono giunti all’aeroporto ed entro domani dovrebbero essere tutti dispiegati. Altri 4.000 sono pronti ad intervenire dalle basi nel Golfo. Almeno 600 teste di cuoio britanniche sono in arrivo. Numerose rappresentanze straniere stanno ritirando il loro personale. Le poche decine di italiani, tra diplomatici e Carabinieri del «Tuscania» addetti alla loro sicurezza, evacueranno questa sera con un volo speciale per Roma approfittando della rete di protezione garantita temporaneamente dalle truppe Usa. La Farnesina invita i cittadini italiani a raggiungere la sede diplomatica coi loro mezzi per unirsi all’evacuazione. L’ambasciata resterà formalmente aperta, ma custodita solo da guardie locali.

Nel frattempo, il presidente Ashraf Ghani in un discorso alle tv nazionali ha detto di essere in contatto «per consultazioni» con «leader locali e partner internazionali». «Nella veste di vostro presidente sto cercando di prevenire ulteriori instabilità, violenza e fughe di profughi», ha detto. Parole che certo non rispondono alla precondizione talebana, per cui ogni negoziato deve essere preceduto dalle dimissioni di Ghani e del suo governo. Anzi, potrebbero aizzare l’offensiva. Pare dunque siano in corso contatti in Pakistan tra leader afghani non legati al governo ed esponenti talebani, per una trattativa parallela che escluda Ghani e garantisca un passaggio di poteri non violento. Tra i partecipanti di spicco all’iniziativa si troverebbe Ahmad Massoud, figlio del celebre Ahmad Shah Massoud leader dell’Alleanza del Nord acerrimo nemico dei talebani assassinato da Al Qaeda nel 2001, oltre a Yonous Qanoni, ex presidente del parlamento e alcuni deputati pashtun.