I repubblicani all’attacco della “sinistra socialista e radicale” di Biden. Haley: “Non siamo razzisti”

Alla convention Usa uno show nel segno di Trump. Il presidente si è collegato dalla Casa Bianca. Il presidente descritto come il salvatore dalla pandemia. Centrale il tema dei neri pro-Trump. E un sostenitore ha definito il presidente "guardia del corpo della civilizzazione dell'Occidente"

Abramo Lincoln, i caduti americani, i lavoratori, la sfida nello spazio. La voce narrante di Jon Voight. Nella serata che ha aperto la convention repubblicana, uno degli interventi più attesi è stato quello di Nikki Haley, 48 anni, per diciannove mesi inviato Usa alle Nazioni Unite, considerata la grande antagonista di Kamala Harris, per alcune settimane una possibile vicepresidente, e probabilmente una delle dirigenti del partito che guiderà la transizione del dopo Trump.

Uscita dall’amministrazione, Haley ha mantenuto i rapporti con la Casa Bianca, tenendo una posizione che ora potrebbe favorire un suo rientro. “Il presidente – ha spiegato subito – è stato duro con la Cina, duro con l’Iran e ha vinto. Ha usato con il mondo le parole di cui il mondo aveva bisogno”. Poi ha definito Joe Biden “un bene per Iran e Isis” e “grande per il partito comunista cinese”.

“Trump – ha aggiunto – merita altri quattro anni alla Casa Bianca perché mette sempre l’America First. Trump ha fatto quello che Barack Obama e Joe Biden si sono rifiutati di fare con Corea, Iran, Israele, Cina e Isis”. “L’amministrazione Biden-Harris – ha avvertito gli elettori – sarebbe molto peggio di quella Obama-Biden”, ha aggiunto Haley, che molti vedono anche come futura candidata alla presidenza.

Haley poi ha attaccato chi descrive il Paese come razzista. “In molti del partito democratico è diventato di moda dire che l’America  razzista. Non è vero, questa è una bugia, non lo è e ve lo dico io che sono l’orgogliosa figlia di un’immigrata”. Entrambi i genitori vengono dall’India.

Tutti gli interventi sono stati costruiti per realizzare un quadro di Donald Trump, presentato come l'”uomo che ama l’America”, “pensa agli altri”, il leader giusto per “affrontare la pandemia” e riportare l’economia di nuovo in alto.