I progressisti provano a frenare il dialogo Chiesa-Salvini

Stop alle Messe, ddl Zan-Scalfarotto e chiusura "scuole paritarie": la Chiesa verso l'abbandono del governo, ma tra i vescovi c'è chi frena nei confronti di una "nuova alleanza" con Matteo Salvini

La Lega di Matteo Salvini e la Chiesa cattolica hanno aperto un rinnovato canale di dialogo, ma gli ambienti progressisti non vogliono assecondare una convergenza.

Emisferi ecclesiastici che guardano con favore al centrodestra ed all’ex ministro dell’Interno sono sempre esistiti, ma il governo delle sinistre negli ultimi mesi ci ha messo del suo per far allontanare l’episcopato italiano. Se la querelle attorno allo stop delle Messe ha evidenziato la vera natura ideologica dell’esecutivo (altro che “nuovo umanesimo”), la questione del Ddl Zan-Scalfarotto, la legge contro l’omotransfobia, ha compattato ancora di più il fronte cattolico, anche tra i consacrati, che non possono non constatare come il progressismo la faccia da padrone tra gli scranni della maggioranza. In ultimo, ma non per ultimo, c’è l’atteggiamento scelto dal governo per affrontare il tema scuole paritarie. L’humus culturale che prevale tra i giallorossi sulle cosiddette “scuole private” è quello che è – non si scopre adesso – , mentre il centrodestra sta battagliando affinché gli effetti della pandemia non coinvolgano un settore che rimane strategico.

La Chiesa cattolica non può che riflettere su tutto questo: è come se il liberal-democraticismo (a loro detta anche cattolico) avesse iniziato a svelare il suo vero volto: c’è molto di liberal-democratico nelle priorità di Pd e 5stelle, ma molto poco di cattolico. Un volto che non disdegna di cavalcare battaglie anti-ecclesiastiche. Cosa ne pensa la maggioranza dell’abolizione dell’8×1000? Con buone probabilità, non sarebbe difficile rintracciare parlamentari favorevoli tra il Partito Democratico o tra il MoVimento 5 Stelle: certo laicismo è insisto nelle piattaforme ideologiche dei partiti di maggioranza. E questo non è vero soltanto da oggi. Matteo Salvini e vescovi progressisti hanno polemizzato sulla gestione dei fenomeni migratori. L’Ecclesia però deve guardare alla situazione nel complesso, senza parcellizzare il ragionamento su quello o su quest’altro aspetto. Esiste già qualche evidenza dell’alba di una nuova “alleanza”. Coloro che hanno assecondato l’anti-leghismo, però, non resteranno fermi: c’è da aspettarsi che chi nella Chiesa, a livello di dialettica politica, ha in questi anni preferito avere a che fare con il centrosinistra continui col privilegiare questa opzione.

Forse è anche per questo che non è ancora stato programmato un vero e proprio incontro tra Papa Francesco e Matteo Salvini. Jorge Mario Bergoglio dovrebbe recarsi in visita presso la Lombardia. La terra che, più delle altre, ha fatto i conti con il “cigno nero”, mostrando però anche le qualità dei suoi “eroi semplici”, così come l’ex arcivescovo di Buenos Aires ha definito gli operatori sanitari che hanno combattuto e stanno combattendo con il Sars-Cov2. La sensazione è che l’esecutivo abbia fatto perdere la pazienza ad esponenti di spicco dei sacri palazzi: nel corso di un momento delicato come questo, i giallorossi hanno deciso di puntare forte su quello che la Chiesa cattolica, sin dai tempi di Ratzinger e Ruini, ha chiamato “pendio scivoloso”, con le riforme bioetiche che hanno oltrepassato nella gerarchia delle priorità la prossimità umana che, riaprendo le chiese senza pensarci troppo quando è iniziata la fase2, il premier Giuseppe Conte e gli altri avrebbero potuto manifestare alla “base cattolica”. Non è andata così. E la Chiesa cattolica, nonostante l’ostruzionismo dei vescovi progressisti, non può che tenerne conto.

L’esito di questa apertura è tutto da verificare, ma più di un segnale c’è: tra coloro che si sono espressi contrariamente rispetto al ddl Zan-Scalfarotto c’è persino padre Bartolomeo Sorge, che certo in questi anni non si è risparmiato contro Matteo Salvini. “Omofobia. I vescovi zittiti come oscurantisti sono la prova del vero pericolo, da essi denunciato, che lo stesso capiti a chi osa difendere la famiglia naturale e il diritto ad avere papà e mamma”. Il padre gesuita non le ha mandate a dire.

Viviamo dunque una fase in cui sembra che la Chiesa cattolica si sia accorta all’improvviso di aver assecondato le velleità di chi, nel mentre di un momento decisivo, si è girato dall’altra parte. Per quanto la sinistra ecclesiale – ne siamo certi – cercherà di sbarrare comunque la strada alla dialettica con la Lega e Salvini.