“I PARROCI DEVONO RECUPERARE I CATTOLICI DISPERSI DAL VIRUS”

Il Direttore di Radio Maria: “ I preti vadano di casa in casa a riportare la gente in Chiesa. La Madonna di Medjugorje aveva invitato a Tornare a Dio, ma non mi pare sia stata ascoltata”

Il vescovo di Pavia, monsignor Sanguineti, recentemente ha sollevato l’allarme sul fatto che, dopo il lockdown, cresce «la disaffezione alla messa» e ha detto che mentre si riempiono i luoghi del divertimento «non sono in molti a sentire la necessità di venire a Gesù». Segno di paura o dissolvimento della fede?

 

A mio avviso è normale che dopo un bufera il gregge si disperda. Il buon pastore non può aspettare nell’ovile che le pecore ritornino. Deve andarle a cercare. In concreto i Parroci a mio avviso dovrebbero contattare tutti i residenti nella parrocchia, o attraverso una visita o telefonicamente o con altre iniziative, in modo tale che la comunità si ricostituisca e riprenda a partecipare alle attività della parrocchia. Forse è rimasta un po’ di paura, ma a questo punto sarebbe da superare. Escludo un ulteriore dissolvimento della fede durante la pandemia, perché abbiamo notato che a Radio Maria sono aumentati gli ascoltatori. Segno che la gente in questi mesi sentiva il bisogno di pregare e di ascoltare le parole della fede.

 

Anche il cardinale Robert Sarah è intervenuto, con l’approvazione di papa Francesco, per ricordare ai vescovi che agiscano affinché «la partecipazione dei fedeli alla celebrazione dell’Eucaristia non sia derubricata dalle autorità pubbliche a un “assembramento”, e non sia considerata come equiparabile o persino subordinabile a forme di aggregazione ricreative». C’è in taluni pastori troppa preoccupazione per la sanificazione e poca per la santificazione?

 

L’azione pastorale più importante  di una Parrocchia è la “Divina Liturgia”, che deve essere,  anche esteriormente,  all’altezza dei misteri che celebra. Bisogna avere la massima cura non solo per la S. Messa domenicale, ma anche per quella feriale. La cura della preghiera liturgica alimenta la fede e la vita spirituale dei fedeli come nessun’ altra attività. Le Parrocchie devono ripartire dalla Santa Messa.

 

Nel suo nuovo libro – La dottrina cattolica. Il credo antimodernista di San Paolo VI – lei ricorda quel gesto di papa Montini che pronuncia appunto il Credo di fronte alla crisi post conciliare, che valore ha oggi quel testo?

 

Il Credo è una professione di fede di straordinaria efficacia, ma San Paolo VI la collocò in un momento di contestazione delle verità della fede da parte delle correnti moderniste, dimostrando coraggio e chiarezza di discernimento. Infatti egli ave va capito che ad essere messa in questione era la fede cattolica in quanto tale. E’ quello infatti che è avvenuto dopo, col dilagare dell’ apostasia silenziosa, come la chiamò S. Giovanni Paolo II e con l’abbandono della fede delle moltitudini. In questo momento di confusione e di smarrimento il Credo di Papa Montini va valorizzato per la sua chiarezza, la sua profondità e la sua semplicità.

 

Molti hanno un ricordo antipatico della dottrina, invece, lei sembra voler dire che senza autentica dottrina, custodita e tramandata, si scivola facilmente nella religione dell’uomo che si fa Dio. Perché?

 

La Dottrina Cattolica altro non è che la “Divina Rivelazione” che Dio ha affidato alla Chiesa, perché la custodisca scrupolosamente  e la insegni  fedelmente. Senza l’insegnamento della Parola di Dio morirebbe la fede e la Chiesa diventerebbe una istituzione  umana per la quale  non varrebbe certo  la pena di soffrire e morire.

 

Di fronte alla pandemia tutti sembrano intenti a proporre un «nuovo umanesimo» per la rinascita, lei invece dice che proprio questo «nuovo umanesimo» potrebbe rivelarsi come una «pandemia» ben più grave…in che senso?

 

Questa pandemia, qualunque ne sia l’origine, è stata permessa da Dio perché l’uomo si rendesse conto della sua miseria e ritornasse umilmente nella sua condizione di creatura. La Madonna a Medjugorje in questi mesi ha rinnovato pressantemente l’appello di ritornare a Dio e a suo Figlio, ma non mi pare che sia stata ascoltata.  L’umanità prosegue imperterrita sulla via della costruzione di un mondo senza Dio, del quale l’uomo sia il padrone assoluto. In questo modo si mette in mano del potere delle tenebre, del male e della morte. In ogni caso la Madonna ha promesso di restare  con  noi per aiutarci in questo passaggio difficile.

 

Torniamo alla Messa: le celebrazioni sono spesso, ed ora con il post Covid lo sono sempre di più, degradate e assalite da norme e regole estranee. Il cardinale Joseph Ratzinger disse che la crisi della chiesa è funzione del crollo della liturgia, perché?

 

Credo che presto verrà superata questa situazione di emergenza e che finalmente si potrà far rivivere la “Divina Liturgia”, la S. Messa e i Sacramenti,  nella sua bellezza e nel suo valore formativo. Perché questo avvenga ci vuole la fede, nei fedeli e soprattutto nei sacerdoti. Mi inquieta molto il fatto che la Madonna abbia detto recentemente che abbiamo “rifiutato la fede e la Croce”.