I cristiani decapitati in Nigeria e il maiale che fa il bungee  jumping in Cina

Le persecuzioni ignorate dai media, troppo presi da altro

cristiani decapitati

Roma. Prima un video di 56 secondi prodotto in Nigeria da Amaq, sedicente agenzia di stampa dell’Isis, con undici uomini di fede cristiana. Dieci di loro sono spinti a terra e decapitati. La strage è avvenuta in coincidenza della celebrazione del Natale. Il giorno dopo, un’altra cattolica, Martha Bulus, è decapitata nello stato di Borno con le sue damigelle, cinque giorni prima delle nozze: i terroristi di Boko Haram, che hanno giurato fedeltà all’Isis, hanno bloccato l’auto su cui viaggiava sull’autostrada che collega Maiduguri e Yola e l’hanno massacrata con le amiche solo perché cristiana.

Poi l’irruzione nel villaggio di Gora-Gan, nello stato nigeriano di Kaduna, sparando a chiunque incontrassero nella piazza in cui si era riunita la comunità evangelica: due cristiani, Briget Philip, 18 anni, e Priscilla David, 19 anni, sono uccisi. Quattro seminaristi cattolici del Buon Pastore sono stati rapiti, uno di loro poi rilasciato ma ferito gravemente. Infine, due giorni fa, il reverendo Lawan Andimi, guida locale della Christian Association of Nigeria, è decapitato nel filmato girato dai suoi rapitori. Ma non c’è fine al tormento dei cristiani del grande paese africano.

“Ogni giorno – ha detto padre Joseph Bature Fidelis, della diocesi di Maiduguri – i nostri fratelli e le nostre sorelle vengono massacrati per le strade”. In un drammatico appello ad “Aiuto alla Chiesa che soffre”, padre Fidelis racconta l’ultimo di una lunga serie di attacchi e omicidi di fedeli cristiani. Si stima che circa mille cristiani nigeriani siano stati uccisi solo nel 2019 per la loro fede. Circa seimila di loro sono stati uccisi dal 2015. Nel suo videomessaggio, padre Fidelis lancia un appello: “Chiedo al governo dell’Italia, il paese dove ho studiato, e a tutti i governi europei di fare pressione sul nostro governo perché faccia qualcosa per difenderci. Altrimenti rischiamo lo sterminio”.

Ma gli appelli vengono raccolti se la notizia assume una consistenza pubblica. Invece, quanto è avvenuto ai cristiani nigeriani nell’ultimo mese, le decapitazioni di massa, è stato ignorato dai media. “Cina choc: maiale gettato con il bungee jumping per inaugurare un parco a tema”, hanno titolato tutti i media italiani questa settimana. “Vittima di questa crudeltà un maiale finito fra le mani di alcuni lavoratori del Meixen Red Wine Town, un parco tematico che si trova nella città di Chongqing, nella zona sud-orientale del paese.

In sottofondo si sente una voce commentare all’altoparlante, le risate, gli applausi e le urla dei presenti. Ma tutto questo non è sufficiente a coprire le urla del povero animale”. Peccato che nessuno abbia praticamente scritto dei cristiani assassinati perché cristiani, fra le urla non meno sinistre dei loro carnefici. Non applaudivano, ma gridavano “Allahu Akbar”.