Governo, Draghi indica le priorità ai partiti. E apre il dossier sulla scuola

Sul tavolo, nei colloqui, l’accelerazione sui vaccini. Il calendario delle lezioni potrebbe arrivare a fine giugno

Si delinea un’idea del programma di Mario Draghi dopo la ripresa delle consultazioni con i partiti minori. Intanto la collocazione internazionale,«atlantista ed europeista», un doppio pilastro su cui il premier incaricato insiste in tutti i confronti anche per risolvere i dubbi residui sia della Lega che dei Cinque Stelle. I quali, nel frattempo, annunciano che domani e dopodomani «gli iscritti saranno chiamati a esprimersi» su Rousseau «su un eventuale supporto a un governo presieduto da Mario Draghi».

Il premier incaricato, intanto, delinea una cornice di priorità indicando cinque emergenze: ambiente, sanità (con la campagna vaccini da accelerare), lavoro (con la «tutela» di chi resta senza), imprese (con un sostegno anche alle banche) e scuola. Su quest’ultimo punto il capo del governo incaricato ha insistito sull’obiettivo di lavorare da subito sia per cambiare il calendario scolastico — allungandolo a giugno oltre i termini previsti in modo da recuperare le tante assenze dovute al Covid — sia per avere tutti i docenti pronti già da i primi di settembre.

Sono tutte dichiarazioni riferite dai piccoli partiti che escono dal confronto con Draghi, che domani vedrà le parti sociali a conclusione del secondo giro di consultazioni. Ma del programma fanno parte in primo luogo tre maxi riforme — Pubblica amministrazione, giustizia civile e Fisco — da mettere in campo per cambiare il volto e il futuro del Paese. Riforme che, pure se connesse con il Recovery e indicate dalla Commissione di Bruxelles, danno la sensazione alle forze politiche di un orizzonte temporale non breve. «Ha parlato molto lui e c’è stato poco spazio per le domande da parte nostra», dice un parlamentare appena uscito dal colloquio con il premier incaricato dove, come nel primo giro, Draghi ha gestito da solo (nessun assistente o staff) i colloqui.

Oggi con i grandi partiti ci si aspetta un metodo simile. A partire dall’assenza a riferimenti sulla composizione delle squadra di governo. Ma sul programma c’è molta carne al fuoco, «è arrivato a mettere sul tavolo la questione di un bilancio comune europeo e quindi una visione che non riguarda soltanto il presente ma un’impostazione futura», afferma il socialista Riccardo Nencini. Nel corso delle consultazioni di ieri è emerso che il piano vaccinale sarà al centro del programma del governo Draghi essendo «l’emergenza più imminente» per la ripresa dell’occupazione e dei consumi. Il premier incaricato avrebbe detto che «si aspetta una ripresa ma che sarà molto lenta» e che occorre «tutelare le persone che non avranno il lavoro». Spazio anche alle imprese, ma qualche misura sarà necessaria «anche per le banche».