Germania, cresce la domanda sul senso della vita

Come vivono in questa situazione di pandemia i tedeschi? Un sondaggio rileva che il 41% dei cittadini afferma di “pensare di più al significato della vita” rispetto a prima del Coronavirus. Segno che in molti sta riaffiorando un senso religioso.

I tribunali tedeschi hanno vietato ai fedeli di partecipare alle celebrazioni pasquali di quest’anno, dopo che alcuni devoti avevano presentato ricorso contro i divieti legati alla pandemia e applicati in tutta la Germania. Le decisioni giudiziarie arrivano dopo che i leader della Chiesa cattolica e protestante avevano già esortato tutti nelle scorse settimane a rimanere “responsabilmente” in isolamento.

Martedì 7 aprile era stato il tribunale amministrativo di Berlino a respingere la richiesta di emettere un provvedimento di urgenza contro le limitazioni, richiesta che era stata presentata da una congregazione cattolica e che riguardava l’autorizzazione alle celebrazioni sino ad un massimo di 50 partecipanti. Il provvedimento del tribunale di Berlino, al pari di quelli dell’Assia e della Sassonia dei giorni scorsi, ha confermato che le restrizioni imposte dalla politica non violano le libertà religiose. Né a Berlino né a Roma si considera la specificità cattolica, più volte e diffusamente ricordata da questo giornale.

Ma come vivono in questa situazione di pandemia i cittadini tedeschi? Nei giorni scorsi Giuliano Guzzo ha descritto la crescita impressionante di vendita delle Bibbie negli USA e la percentuale di americani che hanno iniziato o ripreso a pregare (clicca qui). Ebbene, un recentissimo sondaggio, ripreso dall’Alleanza Evangelica tedesca, rileva che il 41% dei tedeschi pensa di più al significato della vita, le donne hanno più domande esistenziali rispetto agli uomini, mentre i fedeli cattolici e protestanti sono quelli che pensano di più al significato della vita (clicca qui).

In piena crisi da Coronavirus, tra speranze di vaccini miracolosi e promesse politiche aleatorie, sempre più persone hanno molto tempo per pensare in profondità e porsi domande sul senso reale della vita.

Il sondaggio, condotto dall’Istituto di ricerca sociale e di mercato INSA-Consulere (Erfurt), mostra che, mentre il 41% dei tedeschi afferma di “pensare di più al significato della vita”, rimane un 46% degli intervistati che vive alla giornata, trascinato da distrazioni e preoccupazioni esterne. L’indagine registra anche le preferenze politiche degli intervistati e rileva che il 50% degli elettori della CDU e il 48% degli elettori della SPD, socialdemocratici di centro-sinistra, sottolineano che stanno riflettendo di più sul significato della loro vita a causa del Covid-19. Tra i Verdi sono il 43%, solo il 33% della sinistra e il 30% degli elettori del partito di destra AFD.

Per quanto riguarda le credenze religiose, il 38% dei non confessionali, il 45% dei cattolici e il 48% dei protestanti ‘mainstream’ si interrogano sulle questioni esistenziali più oggi, in epoca di pandemia, che ieri.

Tutti noi confidiamo che presto il Coronavirus venga sconfitto e, ancor prima della sua sconfitta definitiva, si possa tornare a partecipare alle celebrazioni eucaristiche. Prendiamo atto, nonostante limiti e autocensure di taluni vertici ecclesiastici tedeschi e italiani (clicca qui), che il Coronavirus sta provocando un effetto religioso, un ritorno al senso religioso in moltissime persone. E, come diceva il maestro e Servo di Dio Luigi Giussani, “il porsi di una domanda esistenziale implica già una risposta”. A noi la responsabilità di presentare la ragionevolezza della pretesa cristiana.