Fuga dalle scuole private: un quarto degli studenti a rischio «esodo» verso le statali

Tra probabili chiusure di istituti paritari e difficoltà economiche delle famiglie, già da aprile in ritardo con il pagamento delle rette, molti studenti in età d’obbligo scolastico rischiano un esodo “forzato” verso le scuole pubbliche. Le primissime stime hanno fatto accendere una spia rossa all’interno del governo, in primis nel Pd: un ragazzo su quattro, vale a dire circa 200mila studenti, non potendo più frequentare una scuola paritaria, si potrebbero riversare sul sistema pubblico. Non solo. Ci sarebbero poi migliaia di lavoratori che perderebbero il posto.

A rischio il sistema 0-6
Per quanto riguarda la fascia 0/6, la situazione, addirittura, rischia di essere esplosiva, ha evidenziato, nei giorni scorsi, la responsabile scuola dei Dem, Camilla Sgambato, perché più del 50% dei servizi sono offerti da scuole paritarie, private o gestite dal terzo settore. «Vogliamo far collassare il sistema integrato da 0 a 6 anni?», si chiedono in molti, anche all’esterno del partito democratico.

I numeri
Il tema è estremamente delicato, ed è bene partire dai numeri per rendersene conto. Le scuole paritarie in Italia, secondo gli ultimi dati del ministero dell’Istruzione, sono 12.564 (contro le 40mila statali) e accolgono 866.805 studenti (a fronte dei 7,5 milioni iscritti al pubblico): la fetta principale, 524.031, sono, come detto, nel segmento della scuola dell’infanzia (compresi asili e materne). Il settore impiega circa 160mila unità di personale alle dipendenze, tra docenti (90mila) e tecnici-amministrativi (70mila) e tutto sommato ha retto al grande “esodo” di insegnanti che hanno colto al volo le varie tornate di stabilizzazioni iniziate nel 2015/2016, optando per il posto fisso negli istituti statali.

I fondi
Il finanziamento al mondo delle paritarie negli anni è salito, per effetto degli interventi spinti dall’ex sottosegretario, oggi deputato Iv, Gabriele Toccafondi. Il contributo pubblico ora ammonta a 512,7 milioni annui; a cui si aggiungono i 35,9 milioni previsti per inserire gli studenti con disabilità (gli ultimi dati indicano circa 12mila alunni). Le rette a carico delle famiglie oscillano dai 2mila ai 4-5mila euro, suddivise in 10 mensilità, a seconda del grado di istruzione; ma è prevista una detrazione, al pari delle scuole statali, del 19% fino a 800 euro di spese. Dopo una sostanziale dimenticanza nel decreto Marzo, nel dl Rilancio è stato previsto un finanziamento ad hoc per le paritarie di 120 milioni.

La trattativa per nuovi fondi
Ma occorrono risorse aggiuntive per scongiurare le difficoltà a settembre.
«Se non si stanziano ora le risorse necessarie, lo Stato dovrà garantire almeno 2 miliardi di risorse aggiuntive in più – ha detto Sgambato -. Le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma, permettendo al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7mila euro ad alunno». Sulla stessa lunghezza d’onda Iv: «Servono nuove risorse, soprattutto per aiutare le famiglie a sostenere le rette – ha aggiunto l’ex sottosegretario, ora capogruppo Iv in commissione Cultura della Camera, Gabriele Toccafondi -. Poi, c’è bisogno di rafforzare le attuali detrazioni. La scuola non può permettersi di far scomparire gli istituti paritari». La trattativa per finanziamenti aggiuntivi dovrebbe entrare nel vivo nei prossimi giorni. L’unico partito di maggioranza ancora freddo è il M5S.