Francia, avanza la legge che cancella il padre

Malgrado le massicce proteste di piazza, martedì è iniziato al Senato francese l’esame del progetto di legge che estende la fecondazione artificiale a donne single e lesbiche. Voto finale previsto per il 4 febbraio. Associazioni familiari e vescovi evidenziano l’assurdità di un testo che elimina la figura paterna e, quindi, pianifica orfani. Secondo quanto riporta l’appello indirizzato da Marchons Enfants al presidente Emmanuel Macron, «in concreto, secondo la stima del Ministro della Sanità, Agnès Buzyn, [la legge] creerà 2000 nuovi orfani di padre all’anno. E se si guarda l’esempio di alcuni paesi che hanno esteso la PMA, si vede che nel giro di qualche anno si potrà arrivare fino a 7000 nuovi orfani all’anno, il che significa che, in dieci anni, 70.000 bambini verranno deliberatamente privati del proprio padre...».

La piazza antistante il Senato francese ha visto in questi giorni il concorso di migliaia di persone radunatesi per manifestare la propria opposizione al progetto di legge che intende estendere la procreazione medicalmente assistita (PMA) a coppie di donne e a donne single. La revisione della Loi de Bioéthique sta arrivando a destinazione, dopo un lungo e tortuoso percorso. Il 15 ottobre, la legge aveva già incassato il “sì” dell’Assemblea Nazionale, il corrispondente della nostra Camera dei Deputati, con 359 voti a favore, 114 contrari e 72 astenuti.

Martedì 21 gennaio, il progetto di legge è giunto in Senato, dopo esser passato preventivamente all’esame della commissione. La camera di Palais du Luxembourg ha già espresso un primo importante orientamento, respingendo gli emendamenti volti ad eliminare l’articolo 1, ovvero il cuore della legge, con 162 voti contrari, 126 favorevoli e 37 astensioni, lasciando così presagire che il voto finale, previsto per il 4 febbraio, approverà l’estensione della PMA.

Più di venti associazioni, tra le quali Manif pour tous e Les Associations Familiales Catholiques, riunite attorno al collettivo Marchons Enfants!, da mesi si sono mobilitate per chiedere la moratoria di questa legge, che esclude completamente la figura paterna dalle persone di riferimento del bambino.

Con l’estensione della PMA, al problema etico legato alla fecondazione assistita, si aggiunge ora anche quello di cancellare per legge il padre dalla vita dei bambini, immettendo così nella società migliaia di “orfani pianificati”.

Secondo quanto riporta l’appello indirizzato da Marchons Enfants al presidente Emmanuel Macron, «in concreto, secondo la stima del Ministro della Sanità, Agnès Buzyn, [la legge] creerà 2000 nuovi orfani di padre all’anno. E se si guarda l’esempio di alcuni paesi che hanno esteso la PMA, si vede che nel giro di qualche anno si potrà arrivare fino a 7000 nuovi orfani all’anno, il che significa che, in dieci anni, 70.000 bambini verranno deliberatamente privati del proprio padre…».

Marchons Enfants ha preso posizione anche su altri aspetti della legge: «Quanto a pretendere che sull’atto di nascita di un bambino figurino due madri, si tratterebbe di una menzogna di Stato. La co-maternità non esiste». Inoltre, «se la PMA venisse autorizzata anche per le donne che non hanno problemi di sterilità, la medicina diventerebbe una prestazione di servizio per la realizzazione dei nostri desideri individuali». In realtà, ogni fecondazione assistita sostitutiva dell’atto coniugale si configura già come un dominio tecnico a servizio di un desiderio personale, che priva il bambino del naturale contesto umano degno del concepimento. Inoltre, la commissione speciale del Senato, incaricata di esaminare i 267 emendamenti deposti, ha accolto l’emendamento proposto dalla senatrice Muriel Jourda, delle file del partito Les Républicains, con il quale viene introdotto il criterio d’infertilità. Magra consolazione.

Emendamenti a parte, è chiaro che la posta in gioco è ancora più pesante: «Non siamo stupidi», insistono i firmatari dell’appello, «dopo la PMA senza padre, presto o tardi, si giungerà alla PMA post-mortem, alla maternità surrogata, eccetera».

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese ha a sua volta preso posizione, esprimendo la propria «inquietudine» relativamente a tre aspetti della revisione della legge. Anzitutto, i Vescovi francesi evidenziano che non è possibile sottoporre la generazione di una nuova persona a un “progetto parentale”, come vorrebbe il testo, perché si tratterebbe di conferire ai genitori, o presunti tali, un potere assoluto, incapace di «garantire una considerazione sufficiente della dignità del bambino. Il rispetto del bambino dovrebbe essere l’attenzione primaria».

L’aspetto decisamente più inquietante è però «la legalizzazione della filiazione senza padre, né ascendenza paterna, e della maternità tramite una semplice dichiarazione di volontà, davanti a un notaio, senza che la donna viva la gestazione». Ci troviamo così di fronte all’«inverosimile». Ma questa fantasia avrà delle conseguenze brutalmente concrete, e non solo sui bambini. La legge infatti non contempla neppure la possibilità di ricorrere «all’obiezione di coscienza da parte di quanti, come per esempio i notai, si rifiuteranno in coscienza di essere parte, loro malgrado, della realizzazione dell’inverosimile».

I Vescovi francesi mettono infine in luce il fatto che la legge contiene la proposta di estendere la «diagnosi pre-impianto», aprendo così la strada eugenetica a «una maggiore selezione dei nascituri».

L’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, che figura tra i firmatari del comunicato del Consiglio permanente della CEF, si è sentito in dovere di far sentire ulteriormente la propria voce episcopale nell’imminenza della votazione della legge al Senato (vedi qui), anche con l’intento di supportare le manifestazioni di Marchons Enfants: «Da anni, ci siamo coinvolti sempre di più verso una deriva mercantile dei paesi ricchi che si permettono il lusso d’organizzare un traffico eugenico con l’eliminazione dei più fragili». Monsignor Aupetit si domanda come sia possibile che «la nostra società così attenta, giustamente, al rispetto dell’ecologia per il pianeta, lo sia così poco quando si tratta dell’umanità» e giunga persino all’atto «mostruoso di infliggere volontariamente» ai bambini la dolorosa assenza del padre.