Fase 2, primo weekend libero: «Troppa gente nelle strade» Movida, la stretta dei sindaci

A Brescia Delbono ordina la chiusura dei locali alle 21.30. A Bergamo, istituito il senso unico pedonale nei fine settimana A Verona si potrà bere, ma soltanto seduti ai tavolini.

fase 2

Sono bastate poche ore per cambiare idea dopo il preoccupante prologo di venerdì sera, con piazze strapiene e assembramenti ovunque, e poi ieri la corsa in spiaggia o nei rioni della movida. Molti sindaci si sono arrabbiati, altri hanno fatto parziali marce indietro rispetto alle iniziali aperture.

«Serve responsabilità»

Nell’ultimo documento al governo il Comitato tecnico scientifico ha messo in guardia contro il rischio che riesplodano i contagi e ha chiesto il pugno duro nei confronti di chi crea raduni pericolosi. Un appello alla responsabilità è arrivato anche dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: «Prima di questa apertura gli italiani sono stati corretti, si sono dimostrati molto responsabili, ma oggi la difficoltà arriva dalla movida: i ragazzi, dopo tanto tempo a casa, hanno perso i limiti che si erano dati. Mi auguro — ha aggiunto — che il senso di responsabilità riemerga: si adattino alle nuove condizioni perché dobbiamo stare attenti più che mai, tornare indietro sarebbe deleterio per tutti».

Eccessi e dietrofront

Fra i primi cittadini più attivi nel fermare gli eccessi della movida c’è quello di Brescia, una delle città più colpite dall’epidemia: Emilio Del Bono ha ordinato da ieri la chiusura dei locali di piazza Arnaldo alle 21.30 anziché alle 24. Analogo provvedimento a Perugia con chiusura alle 21 fino al 7 giugno. Immediata la reazione del sindaco di Verona Federico Sboarina che si è detto «incazzato nero» per le immagini di piazza delle Erbe affollata e poi coperta da rifiuti e bottiglie rotte. Quindi fino al 2 giugno prossimo niente bevute fuori dai locali, ma solo seduti ai tavolini. A Bergamo — altra città simbolo della tragedia coronavirus — senso unico pedonale nei fine settimana sulla Corsarola in Città Alta per evitare il rischio di assembramenti. Più in generale il governatore della Lombardia Attilio Fontana si è detto pronto a nuove restrizioni, dopo «le foto, i video e le notizie arrivate nelle ultime ore su assembramenti e movida in diversi comuni lombardi (Milano inclusa, ndr)».

I controlli

Controlli intensificati anche a Torino, dove ha riaperto il 70% dei locali. Soddisfatto invece «per l’organizzazione» il governatore della Liguria Giovanni Toti dopo una passeggiata nel centro storico di Genova. A Firenze il questore Armando Nanei ha istituito presidi fissi sull’Oltrarno, ma anche in piazza Santo Spirito e piazza Ghiberti, piazza Poggi e piazza della Repubblica. Sulla stessa linea la decisione del questore di Roma Carmine Esposito: in città ci sono 2.500 uomini per la vigilanza contro i raduni. Nonostante questo però ieri nella Capitale folla di giovani in via del Corso per il ritorno dello «struscio» del sabato pomeriggio, o nei locali di Trastevere. Ma anche ressa sulle spiagge di Ostia e Fregene, nonché ingorghi di auto sulle consolari per il mare e i Castelli. Polizia in azione a Napoli, Palermo e Catania per sciogliere assembramenti nei centri storici.

Scontri a Napoli

Pomeriggio di tensione proprio a Napoli, fra piazza Dante e via Toledo, per un sit-in di antagonisti: in 200 hanno tentato di sfilare in corteo, vietato dalle norme anti-Covid, lanciando oggetti contro la polizia schierata. Tre agenti feriti, uno con 15 giorni di prognosi. Condanna da parte del capo della polizia Franco Gabrielli per il quale «non è ammissibile che una manifestazione sfoci in violenza gratuita».

Movida e controlli

A livello nazionale, secondo una stima delle forze dell’ordine, ieri c’è stato un +20% negli spostamenti degli italiani, soprattutto in auto e in treno. Sul fronte del contrasto agli assembramenti da venerdì identificate 131.962 persone, 651 delle quali multate (il 10% solo nella Capitale). Cinque denunciati per falsa attestazione e due (positivi al virus) per aver violato la quarantena. Ispezionati 49.585 locali: 40 sanzioni e otto chiusure.