Famiglia nel 2050, scenari da incubo

Centinaia e centinaia di miliardi sono già stati spesi o stanziati dall'Unione Europea per l'ambiente e i cambiamenti climatici. Ma la vera emergenza europea è la crisi demografica, che sta portando l'uomo europeo verso l'estinzione. Una analisi del quotidiano britannico The Guardian mostra un raccapricciante trionfo in atto dell'eugenetica, con pochi ricchi che potranno permettersi la selezione della specie e delle qualità dei figli. I progressi nella tecnologia creeranno dibattiti etici sempre più comlpessi, per esempio il fenomeno dei ‘bambini disegnati’ o ‘su misura’ dei genitori, sono già una realtà e lo diverranno ancor più nei prossimi decenni, quando saranno disponibili tecniche raffinate per l’eugenetica e la selezione della specie umana. Già oggi i genitori sono in grado di selezionare gli embrioni per escludere malattie e condizioni ereditarie.

Ma, prevede il ‘The Guardian’ con i professori di diverse Università che hanno contribuito all’articolo, “entro il 2050, i futuri genitori potrebbero pagare non solo per una buona salute, ma anche per caratteristiche come intelligenza, attrattività e fascino, qualità atletiche: i bambini di genitori ricchi potrebbero essere geneticamente superiori a quelli nati da famiglie a basso reddito”.

La famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, scomparirà entro il 2050? Si estinguerà dal continente europeo quella forma originale di unione gratuita, responsabile e libera, co-creatrice di posterità ed educatrice delle nuove generazioni di cittadini? Esisterà ancora l’uomo europeo o gli uomini europei saranno divenuti così sterili da cercare la propria posterità nell’umanità artificiale? I dati lasciano pochi dubbi al riguardo, l’Eurostat ci dice che nel 2016 c’erano 2.2 milioni di matrimoni nei paesi europei e ben 1 milione i divorzi. Il matrimonio che interessava 7.8 per mille persone nel 1965, nel 2016 vedeva coinvolti solo 4.4 persone. Le due linee di progressione statistica tra matrimonio e divorzi, dal 1965 ad oggi, tendono sempre più ad intersecarsi. Secondo i dati aggiornati, anche i nati fuori dal matrimonio sono in aumento e ormai sfiorano il 50% dei nuovi cittadini europei (clicca qui). .

La fotografia è tanto più preoccupante se consideriamo anche la progressiva denatalità che colpisce ormai tutti i paesi europei: stante il tasso di sostituzione (o sopravvivenza nazionale) di 2.1 nati per donna, in nessun paese europeo si raggiunge quella cifra minima di preservazione della specie umana europea. Ai due antipodi troviamo la Francia a 1.90,  e Malta a 1.26 (clicca qui). In Italia, come è noto, ancora una volta si è registrata un drammatica riduzione delle nascite, tra il 2017 e il 2018: 18.500 nati in meno, a conferma delle previsioni dell’ONU che prevedono la perdita del 10% della nostra popolazione entro il 2050 (clicca qui).

La politica europea degli scorsi anni, fondata sul presupposto che gli immigrati potessero riempire culle, posti di lavoro, università e città lasciate vuote dalla volontaria sterilità europea, non ha funzionato né in termnini di numeri/capitale umano né sotto l’aspetto della integrazione. Non solo il multiculturalismo, dogma neo socialista propagandato come la panacea di tutti i mali europei (incluso il cristianesimo) dalla fine degli anni ’90 del secolo scorso, non ha prodotto gli effetti sperati; ma ancor oggi viviamo tutte le difficoltà di pensare, elaborare e implementare un reale modello di integrazione per persone, famiglie e comunità che provengono da paesi, culture e valori di riferimento completamenti diversi da quelle europei.

A fronte di questa drammatica crisi di natalità e famiglia, cioè di coscienza e futuro che vive l’Europa, come abbiamo già pubblicamente lamentato, la Commissione Europea ha deciso di imbracciare solitariamente l’avventura insensata della lotta ai cambiamenti climatici. Non riusciremo a sopravvivere ma ci dedichiamo al giardinaggio ecologico.  Abbiamo speso e prevediamo di stanziare centinaia di miliardi di euro nei prossimi anni, affinché il nostro continente divenga il più pulito e meno inquinante del pianeta. Quanto spenderemo invece per la crescita della natalità, per contrastare lo spopolamento e l’impoverimento, l’indebolimento della coesione sociale e civile causato dalla diminuzione di matrimoni e divorzi? ‘Zero euri’, al momento non esiste una voce nel budget europeo che preveda un significativo ‘Piano di crescita della popolazione e della coesione sociale’ del continente. Il tentativo fatto con il bilancio 2014-2020, di inserire nei finanziamenti per la coesione e per lo sviluppo regionale, fondi che potevano essere destinati alla natalità, è miseramente fallito e non ha prodotto nessun risultato. I soldi sono stati usati per crisi industriali, sviluppo economico, infrastrutture…non per aiuti alle famiglie e sostegno alla natalità.

Colpisce che nessuno si chieda chi saranno i beneficiari del fantomatico continente europeo pulito e verde del 2050. Chi stiamo beneficiando, chi saranno gli abitanti delle nazioni europee se, progressivamente, la popolazione europea è in via di estinzione? Non sarebbe ben più ragionevole affrontare la vera emergenza europea, crisi della natalità e corrispondente crisi sociale e decrescita economica, ancor prima che investire miliardi di euro per rincorrere solitariamente il benessere climatico?

Una recentissima analisi della situazione e delle prospettive inquietanti che ci attendono è stata recentemente pubblicata dal quotidiano britannico ‘The Guardian’. Ci avviamo verso un futuro nel quale pochi ricchi potranno permettersi la selezione della specie e delle qualità dei figli, quindi la creazione di una aristocrazia plutocratica, e tutti gli altri cittadini non potranno che rassegnarsi ad una vita da ‘monadi’ poveri e slegati da ogni vincolo o rapporto sociale. Nel Regno Unito sono circa il 50% le convivenze eterosessuali invece dei matrimoni, sono in aumento del 53% le unioni omosessuali e lesbiche e sta crescendo il numero di persone che si incontrano tramite internet e, senza alcuna relazione sentimentale o romantica, decidono di avere un figlio tramite le tecnologie riproduttive; crescono i singles e le coppie che deliberatamente decidono di non avere figli.  Crescono anche le madri sole: deliberatamente scelgono di esserlo e di diventare madri grazie alla inseminazione artificiale. Ma sono in crescita anche i padri singoli che per scelta decidono di essere tali e di far nascere il proprio figlio dall’ovulo di una donna donatrice e da una madre surrogata. “Vi è anche un aumento del numero di genitori transgender. Fino a poco tempo fa, i genitori transgender avevano figli e poi sono ‘transitati all’altro sesso’, ma a grazie agli sviluppi nella riproduzione assistita e alla possibilità di  preservare ovuli e spermatozoi in cliniche specializzate, un numero maggiore di persone transgender sta avendo figli dopo la transizione” (clicca qui).

I progressi nella tecnologia creeranno dibattiti etici sempre più comlpessi, per esempio il fenomeno dei ‘bambini disegnati’ o ‘su misura’ dei genitori, sono già una realtà e lo diverranno ancor più nei prossimi decenni, quando saranno disponibili tecniche raffinate per l’eugenetica e la selezione della specie umana. Già oggi i genitori sono in grado di selezionare gli embrioni per escludere malattie e condizioni ereditarie.

Ma, prevede il ‘The Guardian’ con i professori di diverse Università che hanno contribuito all’articolo, “entro il 2050, i futuri genitori potrebbero pagare non solo per una buona salute, ma anche per caratteristiche come intelligenza, attrattività e fascino, qualità atletiche: i bambini di genitori ricchi potrebbero essere geneticamente superiori a quelli nati da famiglie a basso reddito”.

Lo spettro eugenetico e, di conseguenza, il ritorno alla ‘casta di governanti plutocrati’ sulla plebe ‘minorata’ è tutt’altro che fantascienza. “Gli ovuli e lo sperma  artificiali sono all’orizzonte e ciò non sarà solo utile per le coppie eterosessuali infertili ma consentirà alle coppie dello stesso sesso di essere entrambi i genitori biologici dei loro figli, ma anche uomini single e donne single potranno produrre ovuli e lo sperma”. L’evoluzione nella ‘scienza genética e nelle tecniche di riproduzione però porteranno con sè una altra conseguenza devastante, oltre alla eugenetica e alla selezione per ‘censo’: l’inutilità della familgia e dei legami familiari. “La famiglia non riguarda più necessariamente la relazione biologica – è qualcosa che è molto cambiato”.

Già stiamo assistendo a trapianti di utero che hanno successo, ma entro il 2050 potremmo contare su uteri artificiali per far crescere i bambini su ‘misura’ desiderati. “Attualmente sono nella fase iniziale di sviluppo per aiutare i bambini molto prematuri, lo scopo attuale è quello di replicare, per quanto possibile, l’utero materno, ma ciò non esclude che essi possano essere utilizzati in un futuro prossimo come veri e propri uteri materni dal concepimento alla nascita (clicca qui).

”Ciò potrebbe liberare le donne dalla maternità”, secondo lo spirito del peggior intento marxista comunista e della peggior vulgata sessantottina. L’ultima conseguenza della “rivoluzionaria e liberatrice separazione del sesso dalla procreazione” porterà con sè però coseguenze devastanti: pochi ricchi governeranno di fatto e per generazioni sui molti meno abbienti e poveri; i figli di ‘qualità’ superiore dovranno essere educati con migliori attenzioni e costi; le frustrazioni familiari dei genitori per il futuro dei propri figli aumenteranno; la coesione sociale e le reti di solidarietà intergenerazionali si faranno sempre più flebili…

La prima preoccupazione di politici seri e responsabili e delle istituzioni europee, a fronte del reale e trágico declino che vive l’Europa, non è il clima terracqueo, è la specie umana. Destinare centinaia di miliardi di euro da oggi al 2050 per avere l’aria pura in Europa, dimenticando che a quella data l’estinzione europea sarà irreversibile, è semplicemente una follia. Come 100 anni orsono, ma con tecniche e potenzialità immensamente più terribili, lo spettro apocalittico della eugenetica e della omologazione socialista sta galoppando verso il nostro destino. Vogliamo fare un gran regalo alle generazioni future? Vogliamo veramente difendere e aiutare l’ambiente naturale? Smettiamo di scialacquare soldi al vento, sosteniamo seriamente le nascite dei futuri europei, promuoviamo le famiglie naturali con mamme e papà ed evitiamo di rincorrere l’idea di un continente ‘pulito’ ma disabitato nel quale i nostri figli e nipoti non ci saranno perché non gli avremo permesso di nascere.