Emergenza denatalità: ogni anno si perde una città come Reggio Emilia

La sintesi del presidente del Forum delle famiglie Gianluigi De Palo al convegno voluto dal presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. Lanciata l’idea di un «Patto per la natalità»

A dare una misura dell’allarme sociale è il paragone lanciato dal presidente del Forum delle famiglie, Gianluigi De Palo: «Ogni anno nel nostro Paese perdiamo una città come Reggio Emilia». Rimastica i dati Istat, De Palo, esposti al Senato dal presidente dell’Istat Gian Carlo Blanciardo durante un convegno dal titolo significativo, «Emergenza denatalità», voluto dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati per la Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia. E dunque: nel 2018 449mila nascite (entrano nel calcolo tutti i nuovi nati sul suolo italiano), 9mila in meno del precedente minimo registrato nel 2017. I decessi sono stati 636mila, 13mila in meno del 2017. In rapporto al numero di residenti, nel 2018 sono deceduti 10,5 individui ogni mille abitanti, contro i 10,7 del 2017. Il saldo naturale nel 2018 è di -187mila nuovi nati: il secondo livello più basso nella storia dopo quello del 2017 (-191mila). E nel 2019 segnali ancor più negativi: nei primi sei mesi un ulteriore calo del 2%. Ci si avvicina a un record storico.

Invecchiamento generazionale e calo delle nascite

Si capisce dunque la gravità: «La trasformazione socio-demografica da molto tempo interessa il nostro Paese. Il suo progressivo invecchiamento generazionale e il calo delle nascite ha acquisito, specie negli ultimi anni, le proporzioni di un’autentica emergenza nazionale — l’allarme lanciato da Casellati —. Se si considera il triennio 2014-2017, le nascite sono diminuite di circa 45 mila unità, mentre sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. Un dato destinato a peggiorare anche quest’anno, se consideriamo che a giugno il numero delle nascite registrate nel primo semestre del 2019 è pari a poco più di 206 mila bambini. Secondo l’Istat la fase di calo della natività, innescatasi nel 2008 e proseguita con andamento negativo costante, ha ormai assunto caratteristiche strutturali».

Casellati: «Un dramma epocale»

«A risentirne — la riflessione di De Palo — sono molteplici aspetti della società, in particolare la sanità e il welfare. Chi pagherà le pensioni? Serve un patto per la natalità». «Senza più figli, sono a rischio conti pubblici e pensioni. Senza nuovi nati salta il patto tra generazioni — ha incalzato Casellati —. Ma l’emergenza va affrontata con un piano straordinario di lungo periodo e non con misure estemporanee. Un piano che coinvolga anche le imprese». Possibili vie per tamponare l’emergenza: «Bisogna conciliare famiglia e lavoro, investire su istituti e strutture, incentivare la natalità con misure fiscali ed economiche, sostenere il ruolo delle donne madri sul lavoro. E bisogna fare presto, perché un Paese che non fa figli è un Paese incollato a un eterno presente, incapace di spiccare il salto verso il futuro. L’Italia è ultima in Europa per tasso di nascite ed età media delle madri. Il calo delle nascite che va avanti da dieci anni è un dramma epocale che incide sulla società, sull’economia, sul futuro».