Elezioni Usa, secondo Helmuth Norpoth vincerà Trump al 91%: «Demeriti dello sfidante»

Professore di scienze politiche alla Stony Brook University, nel 2016 aveva previsto la vittoria di Donald Trump. Il suo modello è basato sulle primarie

Nel 2016 Helmuth Norpoth, 77 anni, professore di scienze politiche alla Stony Brook University, aveva previsto la vittoria di Donald Trump. Il suo modello, basato sulle primarie in New Hampshire e South Carolina, indica che Trump vincerà ancora una volta.

Come funziona il modello?
«È basato su cent’anni di primarie. Le prime sono cruciali: il New Hampshire in particolare, dove Joe Biden è andato male. Ho incluso la South Carolina nel modello perché, a differenza del New Hampshire, ha più minoranze. Qui Biden è andato meglio, ma la combinazione dei due risultati lo vede indietro rispetto a Trump, che nella mia formula ha una probabilità del 91% di essere rieletto».

Il presidente in carica è sempre avvantaggiato?
«Non sempre. Quando nelle primarie è messo in difficoltà da rivali del suo partito, spesso non vince a novembre, come accadde a George H.W. Bush nel 1992 (dalla sfida con Pat Buchanan in New Hampshire uscì solo con il 50% circa) e a Jimmy Carter sfidato nel 1980 da Ted Kennedy. Un presidente in corsa per la rielezione ha la certezza di vincere solo se va molto bene nelle primarie, e non è detto. Non dimentichiamo che Trump aveva un rivale: William Weld, l’ex governatore del Massachusetts, che ha preso circa il 10% in New Hampshire».

Sanders batterebbe Trump?
«Avrebbe meno chance di Biden».

Però prima della South Carolina il voto moderato era spaccato, si è ricompattato dopo il New Hampshire, col ritiro di Buttigieg e Klobuchar.
«Vero, ma in New Hampshire Biden ha ottenuto meno del 10%: questo la dice lunga sulla debolezza della sua candidatura. Perché tanti problemi in un piccolo Stato in cui tutti lo conoscono? È arrivato dopo Buttigieg e Klobuchar, assai meno noti di lui, oltre che dopo Sanders. Non ricordo nessun candidato alla Casa Bianca che sia andato così male senza una ragione: per Bill Clinton nel 1992 c’erano le accuse di rapporti extraconiugali esplose subito prima. È andato giù, ma poi ha recuperato. Comunque anche sommando i risultati di Biden, Buttigieg e Klobuchar, non superano Trump».

Il Covid-19 e le proteste per George Floyd non influenzano il voto? Non sarà un referendum su Trump?
«È ragionevole, ma vedremo. L’approvazione per Trump non è mai stata alta, ma non è cambiata molto dopo questi eventi. È vero che gli elettori di Biden sono motivati dall’opposizione a Trump, ma non penso che sia così inusuale quando hai un presidente in carica: penso a Obama-Romney e Bush-Kerry. La domanda è se il presidente in carica possa riscuotere un’approvazione positiva sufficiente a vincere, oppure riesca a rappresentare il rivale come un’alternativa così terribile che la gente eviterà di votarlo anche se l’inquilino della Casa Bianca non piace. Ci sarà una campagna cattivissima per distruggere la credibilità di Biden».