È un vaccino, non un miracolo

Alla scienza possiamo chiedere quel che può darci: una ragionevole approssimazione al bene. Chi ha responsabilità non ingeneri false aspettati

Adesso che sembra di essere ritornati nello sconforto perché “la soluzione” (cioè il vaccino) sembra non essere più “la soluzione”, occorrerà ripetersi una verità tanto cruda quanto inconfutabile: qui nessuno fa miracoli.

A dirla tutta, Tempi è da un po’ che lo scrive – andatevi a rileggere Giancarlo Cesana e Corrado Sanguineti sul numero di febbraio –, non per disfattismo, ma per semplice realismo. Non puoi chiedere una certezza assoluta a chi (i virologi, i politici) non può dartela, così come non puoi riporre una speranza incondizionata in ciò che, come la scienza, non può offrire risposte definitive alla tue domande più importanti. Puoi chiedere una ragionevole approssimazione al bene e questo, al momento, è ciò che ci dà il vaccino: per contrastare il Covid, è meglio farlo che non farlo.

Risposte per ogni evenienza

Qui nessuno fa miracoli, e di sicuro non li fanno né lo Stato demiurgo, come lo chiama Amicone, né la scienza, che ha tempi suoi e non “forzabili” e che invece noi abbiamo dovuto manomettere per avere al più presto “la soluzione”. Ora che pare – e questo “pare” è molto importante – siamo di fronte a possibili e non dimostrati effetti collaterali letali del vaccino AstraZeneca, è chiaro che ci si fermi e si verifichi.

Questo virus si fa beffe di una società dominata dall’ansia di fornire le risposte giuste per ogni evenienza; questo virus si fa gioco della nostra perenne tentazione di sentirci a posto perché è tutto sotto controllo. Invece, non è mai così, nemmeno quando non c’è una pandemia.

Cosa chiedere al vaccino

Questo non significa essere disfattisti o scettici: al contrario, significa confidare nell’ingegno umano (come ci disse il cardinale Ruini in un’intervista di un anno fa) e sapere che – la storia millenaria ce lo insegna – siamo sempre stati capaci di venire a capo dei problemi che ci si sono posti di fronte. Certo, sarebbe tutto più semplice se chi ha responsabilità maggiori (gli scienziati, i politici) non creasse false aspettative come se fosse onnipotente. A un vaccino si può chiedere di proteggerci, non di fare miracoli.