Don Roberto, il Papa manda Krajewski a celebrare la Messa di suffragio

L’Elemosiniere pontificio questa mattina nella cattedrale di Como porta il saluto e l’abbraccio di Francesco alla comunità in lutto per l’assassinio di Malgesini, «prete degli ultimi»

Il cardinale elemosiniere tuttofare, testa pensante e braccio operativo della carità del Pontefice, figura di riferimento per i «preti di strada», ieri ha lasciato le sacre mura vaticane per raggiungere Como. Stamattina in cattedrale Konrad Krajewski celebra la Messa di suffragio per don Roberto Malgesini, il 51enne sacerdote «degli ultimi» assassinato a coltellate in strada martedì. Il Porporato manifesta così la vicinanza di papa Francesco alla famiglia di don Roberto e alla comunità lariana.

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Il Cardinale polacco non recita l’omelia, affidata al vescovo monsignor Oscar Cantoni – «che era molto amico di don Roberto», dice Krajewski – ma alla fine della funzione pronuncerà un messaggio di affetto e incoraggiamento, portando i saluti e l’abbraccio del Papa, unito nel dolore e nella preghiera ai familiari, agli amici e ai conoscenti di don Malgesini. Pensando agli sventurati aiutati ogni giorno da don Roberto, fino all’ultima, fatale, mattina, Krajewski ricorda che l’amore non muore mai, trascende anche la morte fisica, perché si trasmette e va avanti.

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Riflettendo sull’opera e sulla tragica fine di don Malgesini, viene in mente la pagina del Vangelo in cui si legge che «Non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i suoi amici». E Krajewski esorta sacerdoti – compreso se stesso – e laici a raccogliere il testimone di don Roberto nell’impegno assiduo e quotidiano a favore del prossimo più in difficoltà, emarginato, discriminato. È la principale missione dei cristiani, dice.

Papa Francesco aveva dedicato a don Malgesini un pensiero commosso all’udienza generale di mercoledì, durante la quale ha reso «lode a Dio per la testimonianza, per il martirio di questo testimone della carità per i più poveri». Il Pontefice ha invitato a pregare «in silenzio per lui e per i tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società».