Don Luigi Palazzolo sarà santo

Riconosciuti anche i miracoli per l’intercessione di padre Marella e padre Ambrosoli che diventano beati Sugli altari diciassette martiri: sedici spagnoli della Guerra civile e il sacerdote polacco ucciso dai nazisti

Sarà santo il sacerdote bergamasco che ha dedicato la vita ai ragazzi abbandonati. È don Luigi Palazzolo, fondatore dell’Istituto delle Suore delle Poverelle-Istituto Palazzolo, alla cui intercessione è attribuita la guarigione inspiegabile di una religiosa. Il miracolo è al centro di uno dei decreti della Congregazione delle cause dei santi che papa Francesco ha autorizzato a promulgare giovedì ricevendo in udienza il cardinale prefetto Angelo Becciu. Insieme con il prete lombardo, saranno diciannove i nuovi beati a cui si aggiungono sei nuovi venerabili.

Fra i prossimi beati due sono italiani. Si tratta del sacerdote “mendicante” e amico degli ultimi, don Olinto Marella, considerato ancor oggi «la coscienza di Bologna»; e padre Giuseppe Ambrosoli, il prete-medico e missionario comboniano del Cuore di Gesù che si è speso per l’Africa. All’intercessione di ciascuno è attribuito un miracolo che aprirà loro le porte della beatificazione.

Fra i prossimi beati, diciassette sono martiri, come stabiliscono due decreti del dicastero vaticano. Infatti Gaetano Giménez Martín e 15 compagni, sa- cerdoti e laici, sono stati uccisi in odio alla fede durante la Guerra civile spagnola nel 1936. E il polacco don Jan Franciszek Macha è stato vittima ad appena 28 anni della ferocia nazista. A scatenare la follia delle truppe di occupazione tedesche era stato l’impegno del giovane prete per le famiglie bisognose. Volendo aiutare i parrocchiani che avevano visto i loro padri o i figli catturati e uccisi

oppure mandati nei campi di concentramento, aveva creato l’associazione caritativa “Konvalia” (ossia “mughet-to”, chiamato anche giglio delle valli). Per questo era stato arrestato dalla Gestapo il 5 settembre 1941 e internato nel carcere di Katowice. Con una cordicella aveva realizzato la sua personale coroncina del Rosario. Condannato a morte, è stato decapitato con la ghigliottina.

Con il riconoscimento delle virtù eroiche, diventano venerabili in sei. Fra loro tre sono italiani. Uno è il sacerdote toscano Olinto Fedi, fondatore della Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata. Nato nel 1841 a Signa (dove è anche morto nel 1923), ha messo al centro del ministero le difficoltà della sua comunità parrocchiale, a cominciare dalle impagliatrici e dai contadini sfruttati. Con spirito francescano, ha dato vita alla “Pia casa del ritiro”. E per quanti bussavano alla porta della canonica ha istituito “Il pane dei poveri”. Sarà venerabile anche il frate minore conventuale Giacomo Bulgaro (1879-1967), il “Poverello di Brescia” che, sull’esempio di san Francesco d’Assisi, ha vissuto l’esperienza della conversione e ha fatto della povertà il fulcro della sua vita. Con sorriso e pazienza accoglieva gli indigenti in convento dove ha continuato il lavoro di calzolaio, rattoppando le scarpe dei frati, dei seminaristi e dei molti dimenticati. Inoltre vengono riconosciute le virtù eroiche della genovese madre Giovanna Maria Battista Solimani – al secolo Maria Antonia (1688-1758) –, fondatrice delle Monache Romite di San Giovanni Battista e dei Missionari di San Giovanni Battista, che ha scelto il Battista come modello sia per l’austera vita monastica sia per l’apostolato della Congregazione maschile dedita alle missioni. Fra i nuovi venerabili anche il vescovo canadese Ovidio Charlebois (18621933), della Congregazione dei Missionari Oblati di

Maria Immacolata, vicario apostolico di Keewatin; il vescovo tedesco Michele Wittmann, ausiliare di Ratisbona (1760-1833); e la religiosa spagnola Anna di Gesù De Lobera (al secolo Anna), monaca dell’Ordine delle Carmelitane Scalze (1545-1621)

I DECRETI

Il Pontefice ha autorizzato anche il riconoscimento delle virtù eroiche di sei servi di Dio Tra di loro anche tre italiani: don Olinto Fedi, il frate minore conventuale Giacomo Bulgaro e madre Giovanna Battista Solimani Nuovi venerabili anche il sacerdote canadese Ovidio Charlebois, il vescovo tedesco Michele Wittmann e la carmelitana spagnola Anna di Gesù De Lobera