Disoccupazione giù al 9,9%. Meno occupati a tempo pieno

L’Istat: aumentano (a quota 23,4 milioni) le persone con un impiego

Al dato positivo sul mercato del lavoro fa da contraltare la fase di stagnazione dell’economia. Nel secondo trimestre del 2019 l’analisi dell’Istat certifica un aumento dell’ 0,6% dell’occupazione rispetto al primo trimestre, una tendenza a cui si associa il calo della disoccupazione. In particolare, il dato relativo alle persone in cerca di lavoro segnala un tasso di disoccupazione in flessione rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 9,9% (-0,4%).

Il numero dei disoccupati diminuisce, dunque, per il nono trimestre consecutivo e segna un totale di 2,54 milioni di persone senza lavoro, ossia 260 mila in meno rispetto ad un anno fa. L’Istat indica inoltre che nel secondo trimestre i lavoratori in cerca di un impiego da almeno 12 mesi sono 1,45 milioni (-230 mila in un anno). Da rilevare che dopo due trimestri in calo torna a crescere il numero di inattivi: sono 63 mila in più rispetto al secondo trimestre 2018. Sul versante dell’occupazione il numero totale delle persone con un lavoro segna quota 23,39 milioni, evidenziando un aumento rispetto al trimestre precedente di 130 mila unità. Su base territoriale la crescita è più accentuata nelle aree del sud (+0,5%) rispetto alle altre regioni del nord e del centro. Nel complesso il tasso di occupazione sale di 0,3 punti percentuali e raggiunge quota 59,1%, a beneficiare dell’aumento sono sia gli uomini sia le donne.

Se l’istantanea sul mercato del lavoro restituisce una serie di dati positivi resta l’indicazione dell’istituto di Statistica, che rimarca la fragilità del contesto economico. Un primo segnale è, per esempio, l’andamento dell’input lavoro in termini di ore lavorate che registra una diminuzione su base congiunturale (-0,1%) e una rallentamento su base tendenziale (+0,4%).

La spiegazione la fornisce l’Istat osservando che «le dinamiche del mercato del lavoro si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell’attività economica, confermata nell’ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil». Un quadro che la neo-ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, considera comunque positivo rivendicando «la bontà delle misure» messe in campo dal Movimento 5 Stelle