Dal flop tracciamenti agli ospedali. Alla fine Macron e Merkel scelgono insieme il mese d’apnea

L’approccio dei leader dei due maggiori Paesi europei si ispira alla stessa filosofia. E probabilmente ora contagerà il resto del Continente

Un mese di apnea, un mese per «frangere i flutti» della seconda ondata del coronavirus, per dirla con i tedeschi. Emmanuel Macron e Angela Merkel scelgono lo stesso giorno per annunciare le nuove misure di restrizione, temporanee ma molto più dure, che dovranno appiattire la curva dei contagi in Francia e in Germania e scongiurare un Natale di isolamento collettivo.

I leader dei due maggiori Paesi europei adeguano i nuovi lockdown al diverso ritmo dei casi – 36mila in Francia, 15mila in Germania – ma sono chiaramente ispirati dalla stessa filosofia. Che probabilmente contagerà il resto del continente. Scongiurare il più a lungo possibile un nuovo letargo dell’economia; mantenere le scuole e gli asili aperti.

Continuare a fare tamponi a tappeto – le capacità sono aumentate a 1,75 milioni a settimana in Germania, 1,9 milioni in Francia. E per dimostrare alle categorie in rivolta in entrambi i Paesi la necessità di adottare misure unitarie e non più localizzate, entrambi fondano il loro ragionamento su due fatti.

Il primo è il fallimento dei tracciamenti che, secondo Merkel, «nel 75% dei casi non riescono più a individuare l’origine del contagio». Gli fa eco Macron nel suo discorso in diretta tv: «Questo sistema può essere efficace con poche migliaia di casi al giorno, ora non lo è più». Diventa insomma indispensabile un pacchetto nazionale, senza distinzioni regionali che ormai non riescono a contenere la diffusione del virus.

Secondo, entrambi i leader hanno messo in guardia sul rischio reale di un collasso del sistema sanitario. Entro metà novembre, ha previsto Macron, i pazienti in terapia intensiva in Francia saranno già 9mila, rispetto ai 5mila posti normalmente disponibili nel sistema sanitario nazionale. «Nessun Paese occidentale può far fronte a un’onda del genere» dicono nell’entourage del presidente sottolineando che la Germania, dall’alto dei suoi 30mila posti di terapia intensiva ma con soli circa 7.600 letti ancora liberi, è costretta allo stesso giro di vite. Anche in Germania il ritmo dei ricoveri in terapia intensiva sta crescendo: ce ne sono stati 108 in più nelle ultime sole 24 ore; il totale è 1470. E Merkel ha avvertito che «entro settimane» il sistema sanitario rischia di collassare.

Macron aggiunge un discorso etico. «Anche se potessimo aprire molti più letti di rianimazione, come stiamo in parte facendo – osserva il leader francese – chi può seriamente volere che migliaia di nostri connazionali passino settimane in terapia intensiva con i danni sulla salute che comporta?»

Se nella primavera scorsa, davanti all’attacco improvviso del virus, alcuni land avevano chiuso i confini contro i francesi “appestati”, questa volta sia Merkel che Macron insistono sulla necessità di mantenere la libera circolazione in Europa, con i dovuti controlli sanitari negli aeroporti. Anche qui i due leader mostrano di aver fatto tesoro degli errori della primavera: i capi di Stato e di governo della Ue avvieranno oggi una serie di riunioni che si ripeteranno ogni due o tre settimane per garantire un coordinamento più stretto dell’emergenza. Ed evitare il collasso di Schengen che avvenne, di fatto, nella prima ondata.

La Francia in prima linea nella seconda ondata della pandemia ha imparato dalla Germania e segue ora un lockdown più soft rispetto a quello della primavera scorsa, che era in tutto uguale a quello italiano. Questa volta le scuole rimarranno aperte per difendere l’istruzione dei giovani ma anche impedire la paralisi totale dell’economia come avvenne a marzo-aprile quando il crollo del Pil francese fu molto più brutale di quello tedesco.

Nel rispetto dei protocolli sanitari, in Francia potranno quindi continuare i cantieri del settore edilizio, la produzione nelle fabbriche, le aziende agricole. In uno scenario in cui si disegna una nuova brutale recessione dopo la ripresa estiva, in forma di W come prevedono già alcuni economisti, Macron ha lanciato un appello a imprese e lavoratori: «L’economia non deve fermarsi».

Merkel ha parlato di una situazione «molto seria». E ha chiesto ai tedeschi, che dovranno anche limitare al massimo i contatti con le altre persone, «uno sforzo nazionale». Nel documento si legge addirittura che le feste private «sono inaccettabili, alla luce della situazione nel Paese». La cancelliera è riemersa dopo sei ore di maratona con i governatori – meno rissosa delle precedenti – con un pacchetto di misure che colpiranno il turismo, la ristorazione e il settore del tempo libero, ma ha già promesso 10 miliardi di euro per garantire un rimborso del fatturato che andrà dal 70 al 75%. E ha lasciato scuole, asili e negozi aperti.