Da Londra a New York il mondo che riparte

Il piano dell’Unione europea per riaprire ai turisti extra Ue. Ma in Germania resta «il freno di emergenza» su ristoranti e incontri fuori dal nucleo familiare

Turismo avanti tutta. L’Unione Europea non si può permettere un’altra estate di crisi e cerca di trovare una soluzione in sicurezza per far tornare i cittadini extra Ue, in particolare quelli provenienti dagli Usa, dal Regno Unito e da Israele, dove i tassi di vaccinazione sono superiori rispetto all’Ue. La Commissione ha proposto di consentire l’ingresso nell’Ue per motivi non essenziali non solo a tutte le persone provenienti da Paesi con una buona situazione epidemiologica, ma anche a tutti coloro che hanno ricevuto l’ultima dose raccomandata di un vaccino anti Covid autorizzato dall’Unione. Le frontiere esterne sono bloccate per i viaggi non essenziali dal marzo 2020.

Ua presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen,

Confini e salute sono competenza nazionale perciò si tratta di raccomandazioni non vincolanti, l’ultima parola spetta ai singoli Stati membri che possono comunque imporre test o quarantene. Domani gli ambasciatori presso la Ue ne discuteranno. Il tentativo è quello di avere un approccio armonizzato. La Commissione propone anche di rendere meno severi i requisiti per classificare i Paesi come «sicuri» dal punto di vista epidemiologico (finora nell’elenco sono inclusi Australia, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud, Thailandia), quadruplicando la soglia del numero di positivi ogni 100 mila abitanti. Questo dovrebbe consentire al Consiglio di ampliare l’elenco dei Paesi da cui sono consentiti i viaggi. La proposta prevede una certa flessibilità e l’introduzione di un «freno di emergenza» nel caso in cui la situazione epidemiologica in un Paese extra Ue dovesse peggiorare rapidamente o fosse rilevata una variante che desta preoccupazione: uno Stato membro può sospendere urgentemente e temporaneamente tutti i viaggi in entrata di cittadini extra Ue residenti in quel Paese.

L’intenzione di aprire ai cittadini Usa vaccinati era già stata anticipata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a fine aprile in un’intervista al New York Times, ma senza dettagli. Ora la Commissione propone che gli Stati membri consentano il viaggio nell’Ue di chi ha ricevuto, almeno 14 giorni prima dell’arrivo, l’ultima dose raccomandata di uno dei quattro vaccini autorizzati nell’Ue: Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e l’unica dose di Janssen (il siero di Johnson & Johsnon). Il permesso potrebbe essere esteso ai vaccini che hanno completato il procedimento di utilizzo di emergenza dell’Oms. Quanto ai bambini, attualmente esclusi dalle vaccinazioni, dovrebbero poter viaggiare con i genitori vaccinati se hanno superato con esito negativo un test Pcr, al massimo 72 ore prima di essere arrivati a destinazione. Intanto gli Stati membri e Parlamento Ue devono mettersi d’accordo rapidamente per far partire il certificato digitale verde.

Gran Bretagna, dal 21 giugno liberi tutti: via le ultime restrizioni (tranne i viaggi all’estero)

Il 21 giugno sarà la data del «liberi tutti» in Gran Bretagna: verranno tolte le ultime restrizioni e potrebbe essere abolita la regola del distanziamento sociale di un metro. In alcune situazioni tuttavia potrebbe restare in vigore l’obbligo della mascherina, che però in Gran Bretagna non è stata mai imposta all’aperto, ma solo nei locali chiusi e sui mezzi pubblici. Già dal 17 maggio riapriranno pienamente pub e ristoranti, che al momento possono fare solo servizio all’aperto (e col tempo che fa a Londra è una bella sfida); quel giorno sarà dato il via libera anche ai cinema e ai musei, chiusi da quasi 5 mesi, e verrà tolto il limite di 30 persone ai funerali (che ha imposto una cerimonia ridotta anche per le esequie del principe Filippo a Windsor). Lì dove il governo Johnson resta molto cauto è sui viaggi all’estero, vietati fino al 17 maggio: dopo di che, entrerà in vigore un sistema «a semaforo». Pochissimi Paesi saranno sulla «lista verde», mentre quasi tutta Europa sarà sulla «lista arancione», che comporta obbligo di quarantena di 10 giorni e doppio test molecolare (a proprie spese) al rientro in Gran Bretagna.

Germania,più libertà di movimento (e di riunirsi in tanti) per chi ha fatto il vaccino

Più liberta di movimento per i vaccinati e i guariti dal Covid se il piano in proposito sarà approvato entro questa settimana da governo e Bundestag: via le restrizioni sociali, libertà di riunione senza limiti numerici. I vaccinati che arriveranno da Paesi esteri non a rischio alto come l’Italia non dovranno più restare in quarantena. Tra i Land, lo Schleswig-Holstein ha inaugurato un progetto pilota nelle zone del Mare del Nord (Sylt, Büsum, St. Peter Ording) e del Baltico (Lubecca) e aperto le strutture ricettive. I turisti devono presentare un test negativo all’arrivo e lasciare i propri dati nei ristoranti per un eventuale tracciamento. Nessun cambiamento per il turismo in generale e per i ristoranti. Tutti devono restare a distanza e indossare le mascherine nei mercati e sui mezzi pubblici. Quindi per la maggioranza dei tedeschi resta in vigore «il freno di emergenza» del 23 aprile: un nucleo familiare può incontrare un’altra persona, il coprifuoco nazionale vale dalle 22 alle 5, da soli si può fare sport fino alle 24, dopo si può uscire con il cane, per andare/tornare dal lavoro o dall’ospedale.

Dipendenti pubblici, feste, teatri: il 19 maggio a New York torna la (quasi) normalità

Gli 80 mila dipendenti pubblici sono tornati in ufficio ieri. La metropolitana riprenderà il servizio 24 ore su 24 a partire dal 17 maggio. E due giorni dopo, mercoledì 19 maggio, New York tornerà alla «quasi» normalità.
La Grande Mela aveva chiuso o imposto rigide limitazioni ai servizi, al commercio, ai trasporti un anno fa, il 30 aprile 2020. Ora, nel giro di un paio di settimane, saranno rimossi «i vincoli di capienza». Potranno riprendere a pieno regime i ristoranti, i bar, i negozi, ma anche i musei, i cinema e i teatri di Broadway. Nei locali potranno essere serviti alcolici anche oltre la mezzanotte. Più graduale il recupero per gli stadi del baseball (fino al 33% dei posti disponibili). Allentate anche le regole per gli «assembramenti al chiuso»: dal 19 maggio saranno consentiti eventi «indoor» con fino a 500 partecipanti (oggi il tetto è di 250), a patto che possano dimostrare di essere stati vaccinati o di essersi sottoposti al test. Sempre a partire dal 19 maggio nelle case private si potranno riunire fino a 50 persone, purché testate o vaccinate.