Covid, Vaticano: anche quest’anno restrizioni per i riti di Pasqua

Rinnovate le misure già prese lo scorso anno: niente processioni e messe «all’interno dell’edificio sacro» Niente lavanda dei piedi il Giovedì Santo, niente bacio della croce il Venerdì Santo, invito a favorire la partecipazione dei fedeli anche con celebrazioni online e predisposizione di sussidi per pregare a casa in famiglia.

La pandemia porterà ad una seconda Quaresima e Pasqua con le restrizioni già viste lo scorso anno. «Per le celebrazioni della Domenica delle Palme, del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e della Veglia Pasquale valgono le indicazioni dello scorso anno» è l’indicazione della Congregazione per il Culto divino. «Stiamo ancora affrontando il dramma della pandemia di Covid-19 che ha portato molti cambiamenti anche al consueto modo di celebrare la liturgia», scrive il Prefetto della Congregazione, il cardinale Robert Sarah.

Anche nel 2021 i fedeli cattolici si preparano a vivere una Quaresima e una Pasqua con riti cambiati per il rispetto delle norme anti-Covid. Niente lavanda dei piedi il Giovedì Santo, niente bacio della croce il Venerdì Santo, invito a favorire la partecipazione dei fedeli anche con celebrazioni online e predisposizione di sussidi per pregare a casa in famiglia. «Il vescovo è chiamato a prendere decisioni prudenti affinché le celebrazioni liturgiche possano svolgersi con frutto per il popolo di Dio e per il bene delle anime a lui affidate nel rispetto della salvaguardia della salute e di quanto prescritto dalle autorità responsabili del bene comune», si legge nel documento diffuso oggi dalla Congregazione per il Culto divino. Si replicano dunque le indicazioni della Quaresima e Pasqua 2020, tenendo conto delle differenti situazioni.

«In molti Paesi sono ancora in vigore rigide condizioni di chiusura che rendono impossibile la presenza dei fedeli in chiesa, mentre in altri si sta riprendendo una normale vita cultuale», si legge nel documento del Vaticano firmato dal cardinale Robert Sarah. La celebrazione della Domenica della Palme dovrà avvenire «all’interno dell’edificio sacro», senza dunque processioni con i ramoscelli d’ulivo. Per ciò che concerne la Messa crismale gli episcopati potranno, a seconda della situazione del Paese, indicare un eventuale trasferimento di data, per consentire una più ampia partecipazione dei sacerdoti. Restano le disposizioni dell’anno scorso anche per il Triduo pasquale, a cominciare dal momento culmine della Messa in «Coena Domini» del Giovedì Santo, per la quale il dicastero vaticano decreta che «la lavanda dei piedi, già facoltativa, si ometta». E’ implicita poi l’indicazione ai vescovi di sospendere poi tutte le manifestazioni di pietà popolare che normalmente accompagnano i riti della Pasqua, come le processioni che vedono normalmente un’alta partecipazione di fedeli.