Covid, migliorano incidenza e Rt (sotto 1). Veneto, Marche e Trento in arancione

Secondo la cabina di regia l'epidemia rallenta lentamente, ma preoccupa l'occupazione delle terapie intensive. Zaia: "Da martedì riapriamo le scuole". Nessun cambio di colore tra le altre regioni

Sono numeri in chiaro scuro quelli che arrivano dal monitoraggio del venerdì condotto dalla cabina di regia per l’emergenza Covid: l’epidemia rallenta, seppur molto lentamente, e rispetto a una settimana fa calano l’incidenza e l’Rt medio, mentre aumentano i numeri relativi all’occupazione delle terapie intensive e dei ricoveri, che superano le soglie critiche. È sulla base di queste evidenze che il ministro della Salute Roberto Speranza, al termine della consueta riunione con i gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, firmerà le nuove ordinanze che stabiliranno il colore delle regioni: il Veneto, come annunciato dal presidente Luca Zaia diventa arancione, così come Marche e provincia autonoma di Trento.

I dati del monitoraggio della Cabina di Regia

Continua a scendere l’incidenza del contagio che oggi si attesta a 232,7 ogni 100.000 abitanti, una settimana fa il dato arrivava a 240,3. Una situazione che continua a preoccupare, bel lontana dai 50 casi ogni 100.000 che, come si legge sulla nota dell’ Iss, “permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”. In miglioramento anche l’Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, che scende sotto l’1: siamo a 0,98, una settimana fa era 1,08.

Più allarmante la situazione sul fronte ospedaliero, dove i numeri sono in crescita e le soglie critiche ampiamente superate: il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 41 per cento, 11 punti percentuali al di sopra del livello di guardia, mentre le aree mediche a livello nazionale risultano occupate al 44 per cento (la soglia critica è il 40 per cento). In generale, ricostruisce ancora l’Iss, tra regioni e province autonome, sono ben 14 le aree che superano i livelli d’allerta, due in più di una settimana fa.

Veneto, Marche e Trento in arancione, nessun cambio tra le altre regioni

“Saremo in zona arancione, ne ho parlato con il ministro Speranza”, ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, aggiungendo che “si tratta ora di capire se da martedì o mercoledì”. In questo caso, “aprono gli asili nido, tutte le strutture per la fascia d’eta’ 0-6, le elementari, le medie e le superiori al 50% in presenza. Questo almeno al 30 aprile poi speriamo di andare a regime”, ha concluso il leghista. Anche Marche e provincia autonoma di Trento saranno arancioni a partire da martedì 6 aprile. Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in giornata le nuove ordinanze, come si apprende da fonti del Ministero.

Tutte le altre regioni, invece, si ritroveranno dopo Pasqua nella stessa situazione di oggi. La Campania, che pure nei giorni scorsi aveva sperato nella promozione in arancione, resta rossa, a causa di un Rt superiore a 1,25. Stesso destino per la Calabria.

Martedì 6 aprile, quindi, l’Italia sarà così divisa: in rosso, Emilia-Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta. Arancioni: Sicilia, Sardegna, Umbria, Molise, Basilicata, Lazio, Abruzzo, Veneto, Marche, provincia autonoma di Bolzano e di Trento