Cos’è davvero il Coronavirus tra luoghi comuni e psicosi: decalogo per cittadini responsabili

Tutta la verità sul Coronavirus: bufale e fake news tra psicosi e allarmismo, ma anche consigli utili e raccomandazioni per non sottovalutare il pericolo

L’arrivo del Coronavirus in Italia nella giornata di Venerdì 21 Febbraio ha mandato il Paese nel caos: oltre ai provvedimenti straordinari stabiliti dal Governo in un Consiglio dei Ministri d’emergenza nella notte tra Sabato e Domenica, è esplosa la psicosi diffusa e molte persone stanno adottando comportamenti assolutamente sconsigliati. Per questo motivo è doveroso ribadire, in un unico articolo, tutte le informazioni corrette sull’epidemia tentando di contrastare la deriva allarmista e i casi di panico dovuti alla reazione isterica di coloro che si informano superficialmente, e al tempo stesso mantenere alta l’attenzione rispetto a un virus molto pericoloso perchè nuovo e sconosciuto, che ci trova impreparati perchè non abbiamo farmaci (ne’ vaccini preventivi, ne’ medicinali curativi) a disposizione per contrastarlo.

Di seguito il decalogo per cittadini responsabili.

“Muoiono solo gli Anziani e i Malati” – FALSO

Non è affatto vero che il Coronavirus uccide soltanto anziani e malati. Il virus ovviamente si rivela letale in prevalenza per anziani e ammalati, ma può uccidere anche persone adulte, giovani e sane. Il medico cinese Li Wen Liang, che aveva riconosciuto la pericolosità del virus lanciando l’allarme per primo il 30 dicembre, è stato infettato da un paziente nei primi giorni di Gennaio a Wuhan ed è morto per le complicazioni dell’infezione il 7 febbraio. Aveva appena 33 anni, era sanissimo e aspettava il secondo figlio dalla moglie.

Il 20 febbraio sempre a Wuhan è morto un altro giovane medico cinese di appena 29 anni, Peng Yinhua, che aveva deciso di rinviare il matrimonio per rimanere a lavorare assistendo i pazienti in un momento di grande emergenza. Ricoverato il 25 gennaio, le sue condizioni si sono subito aggravate ed è deceduto dopo 26 giorni di agonia. Nella sola Wuhan sono morti altri 6 medici che lavoravano nel nuovo First People’s Hospital costruito appositamente per il Coronavirus: erano tutti sani, giovani e adulti.

Il 2 Febbraio c’è stato il primo morto al di fuori dalla Cina: un cinese di Wuhan che era in vacanza con la moglie nelle Filippine. E’ morto in ospedale a Manila dove era stato ricoverato 8 giorni prima del decesso. “Era stabile, con segni di miglioramento“, ha detto il ministro della Salute filippino Francisco Duque III annunciando la morte dell’uomo che aveva 44 anni ed era sano. Non soffriva di alcuna patologia.

In Italia, fino ad oggi, sono morte 7 persone che avevano patologie pregresse, ma il numero dei morti è troppo basso per avere una statistica attendibile. Il dato delle vittime mondiali è invece più importante: tra i 2.704 morti accertati nel mondo ci sono anche adulti, giovani e sani, seppur in percentuale minore rispetto agli anziani e ai malati che sono più esposti al rischio di morte. Quindi è FALSO che per Coronavirus muoiono solo anziani e malati.

Permetteteci una considerazione a margine: ammesso e non concesso che davvero morissero soltanto gli anziani e i malati, come potrebbe mai essere una notizia tranquillizzante? Non sono forse anche gli anziani e i malati degli esseri umani di cui preoccuparsi? Il fatto che siano anziani o che abbiano già altre malattie non significa che non possano ambire ad avere ancora tanto tempo, in alcuni casi magari anche decenni, di esistenza serena e felice insieme ai loro cari. Quanto possono essere egoisti coloro che “esultano” se i morti sono anziani e malati? Ci chiediamo se hanno genitori, zii, nonni…

“Ci sono molti più guariti che morti” – VERO, MA…

E’ VERO: dal Coronavirus si guarisce. E ovviamente sono molti più i guariti dei morti, come in tutte le epidemie della storia. La famigerata “Spagnola” che tra 1918 e 1920 decimò la popolazione mondiale provocando 100 milioni di morti su 500 milioni di casi accertati, ha visto guarire 400 milioni di persone tra quelle che hanno preso la malattia. Oggi, nel mondo, su  quasi 80.300 casi accertati di Coronavirus, abbiamo 2.704 morti e 27.840 guariti. Il fatto che si guarisca, però, non significa che sia una passeggiata di salute.

Qualcuno guarisce in modo banale, perchè ha le difese immunitarie più forti ed è più resistente. Ma altri (anche se giovani e sani) per guarire devono subire un calvario fatto di settimane o mesi di atroci sofferenze. Molte persone guarite sono state ricoverate in terapia intensiva, in rianimazione, quindi anche nei casi che fortunatamente non si rivelano mortali, non si può certo considerare un’esperienza piacevole. Vedi i turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma dallo scorso 29 gennaio: sono stati ricoverati con pochi sintomi simil-influenzali, poi si sono aggravati, adesso stanno migliorando. Ma è da un mese che sono chiusi lì dentro. Insomma, certo che si guarisce e ci mancherebbe pure che i guariti non fossero più dei morti, ma non significa che sia bello contrarre questo virus. Basti ascoltare le testimonianza dei guariti: le parole del 78enne Lu Jinhuo o quelle del 23enne Huang.

Il Coronavirus non colpisce i bambini – VERO

La comunità scientifica non riesce ancora a spiegarsi perchè, ma il Coronavirus sembra davvero molto più raro, o più lieve, nei bambini. Il presidente della Società Italiana Pediatria, Alberto Villani, ha spiegato che “Non è chiaro il meccanismo: quel che è certo è che in tutto il mondo ci sono pochi casi e nessun morto. Esistono molti virus che sono aggressivi solo in alcune fasce d’età pensiamo alla varicella, che colpisce prevalentemente i bambini, vai a spiegare perché. Se ci pensiamo bene, non è un fenomeno insolito“. Anche il presidente della Società italiana di Infettivologia Pediatrica Guido Gattinara è cauto: “I motivi per cui così pochi bambini si sono ammalati non sono ancora chiari. Potrebbe esserci qualcosa di diverso nel modo in cui l’organismo dei bambini risponde al virus, anche se le informazioni che vengono dalla Cina potrebbero non essere così accurate per quanto riguarda l’infanzia. In ogni caso, un basso numero di casi tra i bambini sarebbe una buona cosa dato che questi sono meno propensi a lavarsi le mani, a coprirsi la bocca e ad astenersi dal toccare gli altri, comportamenti che possono diffondere germi. Se il coronavirus si diffondesse tra i bambini, l’epidemia potrebbe diventare molto peggiore“.

Ad oggi, nel mondo, ci sono pochissimi casi e zero vittime sotto i 15 anni. Un paio di studi scientifici hanno già confermato come il Coronavirus non colpisca i bambini, e il caso emblematico è quello dell’all’Ospedale Regina Margherita di Torino, dove una bambina ricoverata è risultata negativa al virus nonostante fossero positivi entrambi i genitori con cui era stata a stretto contatto (si tratta della famiglia di Codogno che si trovava in Piemonte). Evidentemente il Coronavirus è meno aggressivo con i bambini: ad oggi possiamo dire che non li colpisce, quindi l’affermazione è VERA. Ma non possiamo completamente sbilanciarci dicendo che i bambini ne sono immuni in modo assoluto, perchè il numero di casi – soprattutto fuori dalla Cina, dove possiamo ipotizzare informazioni parziali sui bambini – è troppo esiguo. In ogni caso, questa Sì che è una buona notizia.

“Il Coronavirus è come una semplice influenza” – FALSO

Il Coronavirus non ha nulla a che vedere con la semplice influenza: è una delle bufale più diffuse in questi giorni. Tutti i virologi lo ripetono da giorni con insistenza. Per Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia “Chi dice che è come una semplice influenza è un ignorante in materia, basta guardare i numeri che ci dicono che vi è una mortalità del 2,5% sui casi accertati, quindi una mortalità molto alta per un’infezione respiratoria. E’ più facile che questi virus attaccando un organismo già debilitato portino a conseguenze più drastiche, però non possiamo non notare che anche giovani, come il 38enne di Cologno, siano in rianimazione. Quindi non vuol dire nulla l’età, nessuno di noi può sapere se il proprio organismo reagirà bene al virus pur avendo un’età non avanzata. Tra virologi abbiamo tutti le idee chiare, quelli che si spacciano per virologi sono un’altra categoria. Noi virologi siamo da sempre convinti che il virus sia molto serio e pericoloso“.

Per Giorgio Palù, docente ordinario di microbiologia e virologia all’Università di Padova, “Da un confronto tra il tasso di mortalità dell’influenza stagionale e Covid-19, sembra che la seconda sia più letale. Nella stagione 2018-2019 circa il 10 per cento della popolazione e’ stata colpita dall’influenza stagionale o da sindromi simil-influenzali. Qualcosa quindi come 8 milioni di persone, di cui 8mila morti direttamente (ad esempio per polmonite) o indirettamente legate all’influenza. Si tratta quindi di un tasso di mortalità dello 0,1%. Per Covid-19 si parla invece di un tasso di mortalità di circa il 2%, legata soprattutto alle forme gravi che danno polmonite interstiziale“.

Il noto virologo Roberto Burioni ha spiegato che “La differenza tra il Coronavirus e un virus normale è che questo virus è completamente nuovo, mentre il virus influenzale invece è una variante di quello dell’anno precedente, quindi ognuno ha un certo grado di immunità. (…) Questo virus è nuovo quindi nessuno ha anticorpi, non abbiamo medicine o vaccini. Inoltre questo virus ha la tendenza a scendere più in profondità del nostro apparato respiratorio, quindi va a toccare quella parte delicatissima dei nostri polmoni che ossigena i nostri corpi. Per questo la malattia può essere così grave. Questa è una malattia che nel 10% dei casi almeno provochi un ricovero, il 4-5% dei casi manda in terapia intensiva, numeri altissimi rispetto alla comune influenza stagionale“.

Anche Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene dell’università di Pisa, ha spiegato senza mezzi termini che “Non si può paragonare il Coronavirus all’influenza. E’ una sciocchezza infinita! I virus influenzali li incontriamo ogni anno, siamo abituati alla loro presenza. Il Coronavirus SarsCoV2 è un perfetto sconosciuto per il nostro sistema immune“. E’ quindi FALSO che il Coronavirus sia paragonabile a una semplice influenza. Ovviamente può capitare che per alcuni dei contagiati, i sintomi si rivelino analoghi o simili a quelli dell’influenza. Ma è un altro discorso.

“In Italia abbiamo più contagiati perchè facciamo più tamponi” – FALSO

Non è vero che negli altri Paesi del mondo ci sono meno contagiati rispetto all’Italia perchè non fanno i controlli. L’Oms impone di fare i tamponi ai sintomatici e a coloro che sono stati nei focolai della malattia, e stamattina Walter Ricciardi, membro dell’Oms e consulente del ministro della Salute, durante una conferenza stampa presso la sede della protezione civile ha spiegato che “la Francia ha fatto 300 tamponi, noi 4.000, e il Regno Unito 6.000, ma con una metodologia e seguendo un protocollo rigoroso“. Nel Regno Unito, nonostante il numero più alto di tamponi, ci sono appena 13 casi accertati di persone con il Coronavirus. La realtà è che in Italia abbiamo molti più contagiati perchè non abbiamo controllato gli ingressi dall’estero e gli ospedali si sono ritrovati impreparati, con molti medici e infermieri contagiati proprio per l’arrivo al pronto soccorso di Codogno del primo paziente positivo al Coronavirus. E’ quindi FALSO che abbiamo più contagiati perchè facciamo più tamponi.

I provvedimenti d’emergenza sono utili a bloccare l’epidemia – VERO

Dopo un enorme ritardo dovuto alla sottovalutazione del problema nella fase iniziale, i provvedimenti adottati oggi dalle autorità competenti sono utili a bloccare l’epidemia. Il Governo non ha preso l’emergenza sul serio fino a Venerdì scorso, e l’Italia è stata impreparata fino al giorno del primo caso “autoctono” a Codogno. Adesso, però, il decreto speciale del Governo che ha deciso di chiudere scuole, università e uffici e di annullare tutti gli eventi pubblici nelle Regioni del Nord colpite dall’epidemia è fondamentale per evitare il diffondersi dell’epidemia. Sono provvedimenti analoghi a quelli che Cina e Corea del Sud hanno già adottato da più tempo: è quindi VERO che sono utili ed è fondamentale che tutti le rispettino, anche perchè il dispiegamento di militari per presidiare i territori è imponente e per chi non rispetta le regole è previsto il carcere.

“Tutti devono indossare la mascherina” – FALSO

Foto Getty

Stamattina durante la conferenza stampa della protezione civile il membro dell’Oms e consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi ha ribadito che “le mascherine di protezione non servono alle persone sane“. Le mascherine, infatti, sono utili soltanto agli operatori sanitari, medici e infermieri, che sono a stretto contatto con i malati, e utilizzano mascherine particolari con ventole e sistemi di sicurezza. Questa corsa alle mascherine è una stupida fobia, del tutto inutile per chi non è infetto. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare anche una mascherina solo a chi sospetta di aver contratto il nuovo coronavirus e presenta sintomi quali tosse o starnuti, oppure a chi si prende cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus. E’ quindi FALSO che servano le mascherine in massa per tutti, eppure sono esaurite su tutto il territorio nazionale e in molti le stanno ordinando sul web pagandole cifre spropositate. Ma in realtà non servono a nulla.

“Non ha alcun senso svuotare i supermercati e riempire le dispense: è inutile e pericoloso per la nostra salute” – VERO

E’ altrettanto inutile la corsa ai supermercati che vedono file interminabili e scaffali svuotati da persone con evidenti disturbi psicotici: non siamo in guerra e non c’è alcun rischio che finiscano le scorte. I supermercati rimarranno sempre aperti e le persone potranno regolarmente rifornirsi facendo la spesa. Affannarsi ad acquistare cibo non risolve nulla, anzi, crea gravi disagi. E ritrovarsi le case piene di cibo che non si consumerà significa alimentare gli sprechi o rischiare di non conservare i prodotti in modo adeguato, quindi esponendoci a rischi di ammalarci per il consumo di cibo scaduto o andato a male. E’ quindi assolutamente VERO che non bisogna prendere d’assalto i supermercati: non ce n’è motivo!

“E’ sconsigliato frequentare luoghi affollati e chiusi come cinema, chiese, discoteche, palestre e centri commerciali, ma deve continuare la vita normale e uscire all’aria aperta fa solo bene” – VERO

La regola più comune da seguire è in ogni caso il buon senso. Nelle zone dove non c’è stato alcun caso positivo di Coronavirus, si può continuare a fare la vita di sempre senza alcun tipo di paura. Laddove invece il virus è già arrivato, seppur in casi ancora apparentemente isolati, è sconsigliato frequentare luoghi affollati e chiusi senza un frequente ricambio d’aria, come cinema, chiese, discoteche, palestre e centri commerciali. Questo non significa che bisogna barricarsi in casa. Anzi. La vita all’aria aperta fa bene: uscire e frequentare parchi, luoghi arieggiati, piazze e aree pedonali o praticare escursioni in riva al mare, in campagna o in montagna, fa sempre molto bene alla salute perchè aiuta a combattere la sedentarietà e la sempre più diffusa carenza di vitamina D, che il nostro corpo produce quando la pelle è esposta ai raggi ultravioletti B (UVB) emessi dal sole. Questo vale per tutti i virus e per tutte le malattie: l’influenza circola in inverno non perchè fa più freddo ma perchè trascorriamo più tempo in luoghi chiusi a contatto con altra gente, e quindi siamo più esposti a contrarre virus da altri.

Lavarsi le mani, non toccarsi bocca, naso e occhi, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcol è utile per uccidere il Virus – VERO

Anche se può sembrare banale, per evitare di contrarre il Coronavirus la pratica più utile è quella di lavarsi le mani il più spesso possibile, evitare di toccarsi bocca, naso e occhi con le mani sporche e pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcol. Il virus pullula all’interno del corpo umano, ma può resistere un po’ di tempo anche sulle superfici. Qualsiasi sapone, però, lo uccide. Quindi è VERO: lavarsi spesso le mani è il miglior rimedio di prevenzione.

Ai primi sintomi o in caso di contatto con qualcuno proveniente dalle zone colpite, bisogna andare al Pronto Soccorso – FALSO

A maggior ragione in questo periodo d’emergenza, è sconsigliato andare in Ospedale a meno che non sia strettamente necessario. I motivi sono due: evitare di esporsi a zone in cui è più facile che ci sia o ci sia stato qualcuno con il Coronavirus, ed evitare di affollare inutilmente i Pronto Soccorso degli Ospedali per motivi banali provocando disagi enormi per chi invece ne ha davvero bisogno. In ogni Regione ci sono inoltre alcuni Ospedali che si sono attrezzati appositamente per l’emergenza Coronavirus, quindi in caso di sintomi in persone che hanno una storicità legata ai luoghi focolaio dell’epidemia (la Cina, la Corea del Sud, l’Iran, il lodigiano, il padovano) o che siano stati a contatto con qualcuno che è risultato positivo, è opportuno seguire i consigli del Ministero: chiamare il 112 e spiegare la situazione seguendo attentamente le istruzioni. E’ assolutamente FALSO che bisogna recarsi al Pronto Soccorso se non in casi estremi. Se una persona che non ha il Coronavirus va al pronto soccorso, aumenta il rischio di prenderlo. Se una persona che ha il Coronavirus va al pronto soccorso senza chiamare prima il 112 e seguire le istruzioni, rischia di contagiare altra gente e alimentare la circolazione dell’epidemia.

I prodotti ordinati su internet dalla Cina, i ristoranti cinesi e i negozi cinesi sono pericolosi perchè possono trasmettere il Virus – FALSO

Il virus non viaggia tramite i pacchi ed è molto più pericoloso entrare a contatto con persone di Codogno anzichè con cinesi che non sono stati in Cina negli ultimi 3 mesi di qualsiasi altra area d’Italia. Le materie prime dei ristoranti cinesi sono tutti italiani e in molti casi i cinesi che ci lavorano, vivono in Italia da molti anni. E’ assolutamente FALSO che sia pericoloso entrare nei negozi e nei ristoranti cinesi e acquistare merce Made in China. Pensate che tutte le mascherine che in tanti si stanno affrettando ad acquistare, sono fabbricate in Cina!

Per qualsiasi informazione, chiamare il numero verde del Ministero 1500 – FALSO

Il numero verde 1500 attivato dal Ministero della Salute per rispondere alle domande dei cittadini sul Coronavirus è un numero di pubblica utilità con dirigenti sanitari e mediatori culturali che 24 ore su 24 rispondono dalla Sala operativa del Ministero. Prima che il Coronavirus arrivasse in Italia, il 1500 ha ricevuto in media 750 telefonate al giorno. Nelle conversazioni, possibili anche in lingua cinese per i cittadini che non parlano la lingua italiana, vengono fornite indicazioni circa le precauzioni da adottare quando si rientra dalla Cina. Da Venerdì scorso è andato letteralmente in tilt e in molti non riescono ad avere una risposta per la mole di telefonate che arriva da tutto il Paese. Tuttavia molte informazioni sono consultabili sul web, nei siti messi a disposizione dalle autorità come http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus e https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/. Anche in questo caso, quindi, è FALSO il consiglio di chiamare il 1500 per semplici informazioni sommarie o consigli utili già disponibili sul web. Molto meglio informarsi prima online, eventualmente contattare il proprio medico di famiglia e soltanto successivamente, in caso di necessità di ulteriori indicazioni, chiamare il 1500.

Gli animali da compagnia diffondono il Coronavirus: FALSO (secondo le autorità italiane)

Il Ministero della Salute riporta i consigli utili dell’Istituto Superiore di Sanità e spiega senza mezzi termini che gli animali da compagnia non diffondono il Coronavirus. In Cina alcuni esperti la pensano diversamente e hanno lanciato appelli volti all’attenzione e alla precauzione: ne è seguito uno sterminio dell’orrore con persone che hanno ucciso i loro animali e altri che sono andati a caccia di quelli randagi per evitare che diffondessero l’epidemia. In ogni caso, in base alle indicazioni fornite dalle autorità italiane oggi, è FALSO che gli animali da compagnia diffondono il Coronavirus.