Cosa è successo con il vaccino AstraZeneca nel Regno Unito

Il vaccino sotto esame in Europa è stato somministrato a più di 11 milioni di persone senza problemi. Il premier Johnson: «È sicuro ed efficace». In Gran Bretagna hanno già somministrato la prima dose a oltre 23 milioni di persone, di cui circa la metà, oltre 11 milioni, con AstraZeneca: e non c’è stata nessuna reazione fatale. Grazie al sistema di “Yellow card” messo in piedi dalla Mhra, l’agenzia regolatoria britannica sui farmaci e la sanità, sono stati segnalati circa 54 mila casi di effetti collaterali minori dopo l’iniezione di AstraZeneca, con poco più di un centinaio di reazioni allergiche di tipo anafilattico. Ci sono stati anche circa 250 decessi (quasi altrettanti tra chi ha ricevuto una dose di BioNTech/Pfizer) nel lasso di tempo successivo alla somministrazione, ma questo non significa che il vaccino sia stata la causa della morte.

punto di vaccinazione a Londra

DAL CORRISPONDE LONDRA In Gran Bretagna hanno accolto con una scrollata di spalle le notizie in arrivo dall’Europa sulle presunte reazioni avverse al vaccino di AstraZeneca.

«Abbiamo messo in chiaro che è sia sicuro che efficace – ha detto il portavoce di Boris Johnson -. Quando alle persone viene chiesto di riceverlo, dovrebbero farlo con fiducia».

E i numeri stanno dando ragione al governo. In Gran Bretagna hanno già somministrato la prima dose a oltre 23 milioni di persone, di cui circa la metà, oltre 11 milioni, con AstraZeneca: e non c’è stata nessuna reazione fatale. Grazie al sistema di “Yellow card” messo in piedi dalla Mhra, l’agenzia regolatoria britannica sui farmaci e la sanità, sono stati segnalati circa 54 mila casi di effetti collaterali minori dopo l’iniezione di AstraZeneca, con poco più di un centinaio di reazioni allergiche di tipo anafilattico. Ci sono stati anche circa 250 decessi (quasi altrettanti tra chi ha ricevuto una dose di BioNTech/Pfizer) nel lasso di tempo successivo alla somministrazione, ma questo non significa che il vaccino sia stata la causa della morte.

Nessuna morte è attribuibile direttamente alle vaccinazioni. Le statistiche sulla mortalità prevedono il decesso di migliaia di persone entro una settimana dalla somministrazione di una dose, per cause che nulla hanno a che vedere con il vaccino stesso. «La revisione dei singoli rapporti e dei pattern non dimostra che il vaccino abbia giocato un ruolo nel decesso”, secondo l’Mhra.

I risultati sul campo sono invece spettacolari: il numero dei ricoveri in ospedale e soprattutto dei decessi è crollato nelle ultime settimane, passando dagli oltre mille al giorno di gennaio a circa duecento, consentendo al governo di avviare la graduale, definitiva uscita dall’attuale lockdown.

Secondo Phil Bryan, il capo dell’agenzia del farmaco britannica, le notizie di trombosi non eccedono quelle che normalmente si sarebbero verificate tra la popolazione: «Le evidenze disponibili non confermano che il vaccino sia la causa», ha affermato. E Stephen Evans, professore di farmaco-epidemiologia alla Scuola di Igiene e Malattie tropicali, ha aggiunto che «le notizie di sospette reazioni avverse ai vaccini comportano l’enorme difficoltà di distinguere un effetto causale da una coincidenza».

 A Londra, quando si riceve il vaccino di AstraZeneca, viene anche consegnato un foglio informativo con i possibili effetti collaterali. Fra quelli «molto comuni», cioè che si verificano in più di un caso su dieci, vengono elencati la stanchezza, il mal di testa e i dolori muscolari: e l’aneddotica conferma che questo è quello che generalmente succede, con il malessere che passa nel giro di 24 ore; fra gli effetti «comuni», che coinvolgono cioè meno di una persona su dieci, si elencano febbre e vomito; mentre fra quelli «insoliti», cioè che colpiscono meno di una persona su cento, si citano l’ingrossamento dei linfonodi, l’eccessiva sudorazione e i dolori addominali. Ma in nessun caso si prefigurano reazioni davvero gravi.

«Quando succede qualcosa di male dopo aver ricevuto una vaccinazione – ha detto al Times Adam Finn, professore di pediatria all’università di Bristol – viene naturale chiedersi se il vaccino sia la causa. Tuttavia, quando un gran numero di persone viene vaccinato in un breve periodo di tempo, un certo numero di malattie inaspettate e insolite si verificano per caso nel periodo successivo alla vaccinazione». Ma non c’è nessun segnale, ha aggiunto, che in Gran Bretagna, dove un così gran numero di persone è stato vaccinato, si stiano verificando trombosi con più frequenza del solito. Insomma, mentre l’Europa si avvita ancora una volta su se stessa, Londra procede spedita sulla strada dell’uscita dalla pandemia.