Coronavirus, Trump valuta sospensione tutti i voli. In Cina 25 nuovi decessi, 6000 infetti. Borsa Hong Kong crolla

I morti salgono a 132 e i contagi hanno superato quelli della Sars. Tre nuovi casi accertati in Baviera. Partito da Wuhan aereo con americani. Brusco ritorno agli scambi dopo la pausa del Capodanno lunare. Primo caso negli Emirati Arabi

Più contagi della Sars. Con l’ultimo aggiornamento, arrivato questa notte, l’epidemia di coronavirus ha già superato in Cina la diffusione della sindrome del 2003: sono 5974 i casi confermati (contro i 5327 della Sars, in nove mesi), mentre i decessi sono saliti a 132. È stato confermato il primo caso negli Emirati Arabi.

Sempre nella notte sono partiti da Wuhan i primi voli per evacuare i cittadini stranieri bloccati nella città in quarantena, quello americano e quello giapponese, che è anche arrivato a destinazione. Intanto gli Stati Uniti stanno valutando una possibile sospensione di tutte le tratte dalla Cina, misura che finora nessun Paese ha preso. Dopo la lunga vacanza del Capodanno lunare, brusco ritorno agli scambi della Borsa di Hong Kong, che in apertura perde oltre il 3%.

Il contagio rallenta, ma supera la Sars

Nel corso delle ultime 24 ore i decessi sono saliti da 106 a 132 e i contagiati da 4515 a 5974, con altri 9239 casi sospetti. Come detto il conto complessivo dei contagiati è ora più alto di quello raggiunto dalla Sars, anche se con una mortalità per ora più bassa. Segnalato il primo caso sospetto in Tibet, ultima provincia cinese a essere raggiunta dall’epidemia.

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Va anche notato che rispetto al giorno precedente i nuovi contagi confermati risultano in diminuzione, circa 600 in meno. È presto per capire se si stratta di una anomalia statistica oppure dell’inizio di un rallentamento. Ieri il super esperto cinese Zhong Nanshan ha dichiarato che il picco potrebbe essere raggiunto entro dieci giorni, ma i modelli di altri ricercatori lo collocano molto più avanti nel tempo, addirittura ad aprile. Il capo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, in visita a Pechino, ha espresso fiducia nella capacità della Cina di contenere l’epidemia.
Gli Usa valutano il blocco

La Casa Bianca sta valutando un possibile blocco completo di tutti i collegamenti aerei dalla Cina agli Stati Uniti. Lo riferiscono i media americani, secondo cui l’ipotesi sarebbe stata discussa in una conference call tra funzionari del governo e manager delle maggiori compagnie aeree. Finora nessun altro Paese al mondo ha attuato un blocco così deciso.

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Si tratta per ora solo di un’ipotesi e secondo alcune fonti non dovrebbe essere imminente, ma “tutte le opzioni sono sul tavolo”, ha detto il segretario alla Salute Alex Azar. Le compagnie Usa hanno comunque già annunciato una riduzione dei voli. Ieri anche il governo di Hong Kong ha sospeso i collegamenti ferroviari alta velocità con la Cina e dimezzato quelli aerei, pur evitando una chiusura completa della frontiera.
Prime evacuazioni, gli italiani aspettano

Sono partiti nel corso della notte i primi aerei per evacuare i cittadini stranieri da Wuhan, epicentro del contagio messo in quarantena dalle autorità cinesi. Il primo è stato quello americano, con a bordo i diplomatici del consolato e alcuni “privati” cittadini, farà scalo in Alaska prima di atterrare a San Francisco. Il secondo è quello giapponese, che è già arrivato a destinazione con 200 persone a bordo.

Dopo aver chiesto e ottenuto il supporto, anche economico, della Ue, la Francia invierà due voli charter: sul primo, che dovrebbe atterrare in città oggi, troveranno spazio 250 cittadini transalpini, sul secondo, previsto “in settimana”, 100 cittadini europei, tra cui “verosimilmente”, dice la Farnesina, anche qualche italiano.

Nonostante solo una parte dei nostri 60 concittadini voglia lasciare Wuhan, non dovrebbe bastare a rimpatriarli tutti: il ministero degli Esteri sta lavorando per organizzare “il prima possibile” altri voli. Oggi dovrebbero essere messi a punto anche i protocolli sanitari per accoglierli una volta sbarcati in Italia. Anche l’Australia ha annunciato dei voli di evacuazione: i suoi cittadini faranno la quarantena su un atollo del Pacifico.
Il mondo ha paura

Aumentano i casi all’estero. La Germania ne ha registrati quattro, che rappresentano anche i primi episodi di contagio avvenuti su territorio europeo. Il primo cittadino tedesco ad ammalarsi infatti, un ingegnere, non è stato in Cina ma ha contratto il virus da una collega senza sintomi di ritorno dal Dragone, trasmettendolo poi a sua volta ad altri tre colleghi. Con i tre casi francesi, i contagiati in Europa salgono così a sette. Al momento nessun malato confermato in Italia.
Ripartenza shock per Hong Kong

I timori per l’impatto economico dell’epidemia e del blocco messo in campo dalle autorità cinesi per contenerla pesano sulle Borse. Dopo la lunga chiusura del Capodanno cinese, Hong Kong ha riaperto in rosso del 3%, trascinata al ribasso dai titoli delle compagnie aeree, ma anche di tecnologia e lusso. Le Borse della Cina continentale resteranno chiuse fino a lunedì, dopo che il governo ha prolungato di tre giorni il periodo di vacanza.

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