Coronavirus, scontro Boccia-Regioni. I comuni: «I soldi sono troppo pochi»

La dichiarazione del ministro delle Regioni Francesco Boccia è venuta fuori in un’intervista del mattino a Sky: «Se l’autonomia è sussidiarietà è un conto, se l’autonomia è fare da soli perché si pensa di fare meglio la risposta è: ‘no, perché crolli’. Nessuna regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte». Le polemiche che ne sono seguite da parte delle regioni del nord sono andate avanti tutta la giornata. Una giornata segnata anche dalle polemiche dei sindaci, in testa quelli della Lega, sui finanziamenti di emergenza per le famiglie. Qualcuno di loro - i sindaci leghisti della Campania - ha definito quei finanziamenti «briciole».

A Roma sono andati circa 15 milioni, meno del 4% del totale, a Milano invece 7, 3 milioni, l’1,8% del totale, una cifra che l’assessore comunale al Bilancio Roberto Tasca, ha così commentato: «È la stessa cifra che il comune ha raccolto con le donazioni al fondo di mutuo soccorso». Anche Roberto Pella, vicepresidente dell’Anci, ha criticato le misure del governo: «Bene i 400 milioni per la prima fase, ma credo che per dare una risposta più adeguata serva lo stanziamento di almeno 1 miliardo di euro».

Il problema ha anche risvolti più ampi di criminalità, così come ha sottolineato Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. «La crisi di liquidità che sta investendo un numero enorme di famiglie rappresenta una formidabile opportunità per la malavita. Ora che molti strati della società hanno perso le loro fonti di reddito in settori costretti alla chiusura forzata, chi ha messo da parte tanti i soldi, a cominciare dai narcos, detiene un potere immenso. Le cosche possono offrire soldi e lavoro a persone che a causa dell’epidemia hanno perso tutto».

Coronavirus, in arrivo reddito di emergenza, buoni spesa e aiuti ai precari

Buoni spesa

Una giornata piena di tensioni che, cominciata appunto con le dichiarazioni del ministro Boccia, ha scatenato le reazioni dei governatori, in prima linea quelle di Attilio Fontana, Lombardia, e insieme con Luca Zaia, Veneto. «Trovo avventate e inopportune le dichiarazioni del ministro Boccia», ha detto il governatore Fontana. E ha proseguito: «Invito il ministro a fare il ragionamento inverso: quale sarebbe la situazione nel Paese se le regioni non avessero fatto fronte nell’emergenza anche nella fase di sottovalutazione del rischio che ha attanagliato il Governo per giorni e giorni?».

Luca Zaia ha rilanciato: «Mi auguro che quello del ministro Boccia sia stato soltanto uno scivolone». E al coro si è unito anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: «Il governo non alimenti le contrapposizioni con le regioni e la smetta di provocare», mentre lo stesso ministro Boccia ha voluto rischiarare gli animi spiegando la sua versione: «Dire che in questa fase di emergenza Covid-19 nessuno ce la fa da solo non è una critica alle regioni, ma è semplice realismo. Lo ribadisco: nessuno ce la fa da solo. Nemmeno noi».