Coronavirus, Sánchez vara il blocco totale ma è fuga di massa dalle città Catalogna verso l’isolamento

Assalto ai treni da Madrid per Valencia, esodo verso il mare o nelle case di campagna

La Catalogna è la prima comunità autonoma della Spagna a voler diventare zona rossa, con ormai oltre 520 casi di contagio da coronavirus. Il presidente della regione, Quim Torra, si prepara a chiudere porti, aeroporti e stazioni. Ieri il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per due settimane (rinnovabili). I casi sono già 4.500 con oltre 120 morti. Il presidente Pedro Sánchez, aveva annunciato stanziamenti di oltre 18 miliardi di euro e oggi presenterà al consiglio dei ministri i nuovi provvedimenti: «Temiamo di arrivare a diecimila casi la prossima settimana».

Si prevedono limitazioni alla circolazione delle persone, la mobilitazione del settore privato e pubblico (le forze armate hanno interrotto le esercitazioni per mettersi a disposizione), interventi sulle aziende, precauzioni per mantenere gli approvvigionamenti ed evitare la penuria di beni di prima necessità (già introvabili le mascherine). Alcune grosse industrie hanno deciso di chiudere le loro filiali spagnole: Seat, Volkswagen e Renault. Sospese le attività del Parlamento, che non si riunirà prima del 24 marzo.

A Madrid dove già risultano oltre 2.000 positivi e 40 deceduti, è stato modificato il criterio dei test che saranno condotti soltanto su chi ha sintomi e prima di dimettere chi è guarito. Da oggi, oltre a scuole e università, musei, cinema e teatri, chiudono bar, ristoranti, locali notturni e gli esercizi commerciali, tranne farmacie, supermercati, benzinai, edicole e tabaccai. Paralizzata l’attività dei tribunali. Stop anche ai campionati sportivi.

La Conferenza episcopale è pronta cancellare le celebrazioni della Settimana Santa.
Le autorità spagnole non sono riuscite a frenare l’esodo in massa da Madrid verso le seconde case, al mare o nei villaggi di origine. Nella regione di Murcia è stato disposto l’isolamento di 376mila persone nelle località sulla costa. Treni ad alta velocità sono arrivati strapieni a Valencia, che aveva già deciso di annullare Las Fallas,la festa del fuoco e dei giochi pirotecnici, frequentata ogni anno da migliaia di turisti. La Catalogna si prepara a chiudere dopo aver isolato 70mila abitanti nell’area di Igualada, particolarmente colpita dal virus. Quasi certo il rinvio delle elezioni galiziane e basche.

Il virus ha attaccato la classe politica: due ministre sono risultate positive, Irene Montero (Pari opportunità), Carolina Darias (Politiche territoriali), Santiago Abascal, presidente di Vox, nuova formazione parlamentare di estrema destra, e almeno tre deputati, tutti reduci dall’assemblea generale del partito, con 9000 partecipanti. In isolamento il leader di Unidas Podemos, Pablo Iglesias, secondo vice presidente del governo e partner di Montero; in quarantena anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau.

È la seconda volta, nella storia della democrazia spagnola, che si dichiara lo stato d’allerta: nel 2010 furono precettati così i controllori aerei in conflitto con il governo.