Coronavirus, ora Trump promuove la mascherina: necessaria, piaccia o no

Il presidente degli Stati Uniti: «Serve per fermare il contagio, indossatela. Imploriamo gli americani di non affollarsi nei bar e nei ristoranti»

Non è sembrato molto convinto, ma Donald Trump lo ha detto. Anzi lo ha letto con voce monocorde dal discorso preparato nei dettagli dai consiglieri: «Che vi piaccia o no, mettete la mascherina. È necessario per fermare il contagio». Martedì 21 luglio, il presidente degli Stati Uniti è tornato sul podio delle conferenze stampa. Formato e toni completamente diversi da quelli che avevamo visto fino a un paio di mesi fa. Nel testo si riconosce la mano di Anthony Fauci, il virologo di riferimento dell’Amministrazione: «La situazione è destinata a peggiorare, prima di migliorare».

Per il resto l’obiettivo era segnalare all’opinione pubblica il cambio di passo sulle precauzioni. E Trump ha eseguito il compito, resistendo anche nel momento più insidioso, quello delle domande dei giornalisti. «Non ho alcun problema con la mascherina. Vedete? La porto sempre con me», ha detto il leader americano, tirandone fuori dalla tasca una nera, con la riproduzione della Casa Bianca. Una reporter gli ha fatto osservare che l’altra sera è stato visto nel suo hotel di Washington, senza alcuna protezione. Risposta: «Ero a distanza di sicurezza dagli altri. Comunque la metto ogni volta che è necessario». Vedremo se e quanto durerà il nuovo corso, che arriva comunque con almeno tre mesi di ritardo rispetto alle raccomandazioni di Fauci e dell’autorità sanitaria federale. Trump, però, ha provato a scaricare la responsabilità sugli scienziati: «Per molto tempo ci hanno detto che non serviva; ora hanno cambiato idea e, ripeto, non ho alcun problema a mettere la mascherina».

Per il resto il presidente ha difeso la sua gestione della pandemia, sostenendo che negli Stati Uniti il tasso di mortalità è più basso che in altri Paesi e che sono stati eseguiti 50 milioni di tamponi, «di gran lunga il numero più alto nel mondo». Trump ha solo accennato alle difficoltà nel Sud del Paese, dove gli ospedali sono vicini alla saturazione. A un certo punto, però, ha implicitamente riconosciuto la gravità del momento: «Imploriamo gli americani di non affollarsi nei bar e nei ristoranti». Segue un altro annuncio sul vaccino: «Avremo presto sviluppi importanti. Due candidati sono molto avanti e presto inizieranno la produzione. Poi le dosi saranno distribuite dai nostri militari. Sono già pronti».

Infine un fuori programma con una domanda su Ghislaine Maxwell, la socia e amante del finanziere Jeffrey Epstein, suicidatosi in carcere l’agosto scorso. Maxwell verrà processata con l’accusa di aver circuito diverse ragazze, costringendole a prostituirsi per Epstein e il suo giro di conoscenti, tra i quali il principe Andrea. Trump conosceva la coppia Maxwell-Epstein: «Non ho seguito molto la vicenda, ma le auguro di stare bene. L’ho incontrata diverse volte nel corso degli anni. Immagino che abitassero a Palm Beach come me. Il principe Andrea? Non so nulla»