Coronavirus, ora gli Usa guardano al «caso italiano» con altri occhi. Trump: «Saranno settimane molto dure»

Fin a qualche giorno fa per gli americani l’Italia era uno spauracchio o un cattivo esempio. Ora, invece, è l’apripista di cui seguire la traccia. Secondo uno studio della Gates Foundation, l’epidemia negli Usa potrebbe durare fino a luglio

NEW YORK – Fin a qualche giorno fa l’Italia era per gli americani lo spauracchio o il cattivo esempio da non seguire. Il Paese investito da una “tempesta perfetta” che non si sarebbe ripetuta altrove. Colto di sorpresa, il Bel Paese aveva reagito con generosità ma anche con una certa dose di improvvisazione. L’America era un’altra cosa. Ma il coronavirus cambia rapidamente tutto: riempie in una notte i reparti di rianimazione e capovolge le percezioni. Come quella degli americani per quanto è accaduto nel nostro Paese. Nel presentare le nuove, agghiaccianti previsioni di 100-240 mila morti da coronavirus negli Usa nelle prossime due settimane, la task force della Casa Bianca ha mostrato i grafici dell’andamento dell’epidemia in Italia per spiegare quello che sta accadendo negli Stati Uniti. E il presidente Donald Trump, nel condividere quell’analisi, ha aggiunto mestamente che «le prossime saranno settimane molto dure».

La situazione italiana vista dagli Usa

Improvvisamente le 13 mila vittime dell’Italia, viste fino ieri come una tragedia biblica, diventano un male minore rispetto allo tsunami che sta investendo gli Stati Uniti. Il nostro Paese non è più un caso deviante ma l’apripista la cui traccia viene seguita anche dall’America. Il vicepresidente Mike Pence lo dice esplicitamente: «Sulla base di vari fattori ci siamo convinti che le caratteristiche della situazione italiana sono le più simili a quelle degli Usa e abbiamo basato le nostre nuove previsioni su quello che è accaduto nella Penisola». Visto che l’Italia ha fatto da canarino nella miniera, l’America avrebbe avuto il tempo per prepararsi alla tempesta in arrivo. Pence evita di rispondere a queste domande, salvo rivendicare il tempestivo blocco dei voli dalla Cina. Ma è chiaro che c’è stato un ritardo che ora gli Stati Uniti pagano duramente con una previsione di perdita di vite umane addirittura peggiore di quelle dell’Italia. E così gli americani — che fino a qualche giorno fa guardavano in tv i drammatici servizi dalla Lombardia con paura e compassione, ma anche con l’illusione che da loro non potesse accadere nulla di così grave — si ritrovano improvvisamente a vedere nella tragedia italiana non una minaccia ma un possibile cammino di speranza.

L’illusione (già evaporata) che l’epidemia si concentri a New York

Ai corrispondenti di Cnn, Nbc o Fox che trasmettono da Bergamo, Cremona o Roma viene chiesto con insistenza se, con i dati che cominciano a migliorare, l’Italia vede finalmente la luce in fondo al tunnel. Ma quel tunnel per l’America sarà ancora lungo e anche l’illusione che la crisi sarà localizzata soprattutto nell’area di New York (dove anche il tempio mondiale del tennis, la sede degli US Open a Flushing Meadows, sta diventando ospedale i pazienti Covid-19) evapora davanti al crescente numero di città dalle strutture mediche e sociali assai deboli, da Detroit a New Orleans, aggredite dal coronavirus.

Le previsioni della Gates Foundation

Alle previsioni della Casa Bianca si aggiunge ora l’analisi della fondazione filantropica di Bill Gates, molto credibile visto che viene da un’istituzione che combatte da vent’anni contro le epidemie e che lo stesso fondatore di Microsoft già nel 2015 ammonì che il mondo rischiava di essere travolto da attacchi virali ai quali non si era preparato. La Gates Foundation prevede un numero di morti americani leggermente inferiore rispetto alle stime più “ottimiste” della Casa Bianca, 93 mila. Ma è preoccupante da altri due punti di vista: prevede che New York, che oggi registra circa la metà dei casi Usa di coronavirus, avrà solo 16 mila morti. Fosse vero, vorrebbe dire che ci saranno vere e proprie stragi in altre città. Inoltre secondo questo studio il contagio si manterrà elevato almeno fino a tutto luglio. Cosa che renderebbe sempre più complessi i problemi di tenuta psicologica e del tessuto economico dell’America.