Coronavirus, nuova circolare del Viminale: sì passeggiata genitore-figlio

Il testo con chiarimento inviato ai prefetti: «È da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori purché in prossimità della propria abitazione». La rivolta dei governatori. Gallera e De Luca: «Una follia»

I figli possono fare una passeggiata con uno dei genitori nei pressi della propria abitazione perché si tratta di un’attività motoria e non di uno sport all’aperto. È quanto chiarisce una circolare del Viminale inviata ai prefetti su spostamenti e assembramenti. In particolare nel documento scritto dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi viene evidenziato che «è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione». Una precisazione che ha provocato la dura reazione dell’assessore regionale lombardo, Giulio Gallera, che ha parlato di «follia» e di «atto gravissimo» sottolineando che «non è questo il momento di abbassare la guardia». «La circolare diffusa dal ministero dell’Interno — per Gallera — rischia di creare un effetto psicologico devastante, vanificando gli sforzi e i sacrifici compiuti finora». Sulla stessa linea anche il presidente della Ragione Campania Vincenzo De Luca, che parla di «messaggio gravissimo».

Tra le attività motorie ammesse resta quella di fare jogging, afferma il Viminale, precisando un punto che era apparso poco chiaro della circolare firmata da Piantedosi. Nella circolare è scritto che «l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)» e questo aveva generato equivoci sul fatto che il jogging fosse vietato. In realtà alcuni cittadini sono stati fermati per controlli mentre passeggiavano con i figli ma poiché non stavano correndo hanno rischiato la multa. Ecco perché il Viminale ha ritenuto di dover precisare che nei pressi delle abitazioni si può camminare con i figli e correre da soli.

In serata il ministero ha diffuso un comunicato per evidenziare che in realtà «le regole non sono cambiate» e che le precisazioni sono solo un chiarimento interpretativo di quanto già previsto dai decreti del presidente del Consiglio. E dunque si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. «La circolare del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale — spiegano al ministero —. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute. Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continua ad essere vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici».

Nella circolare si sottolinea anche che il divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (case-famiglia), ma chi arriva dall’esterno «è tenuto al rispetto della distanza e all’uso dei dispositivi di protezione, guanti e mascherine». Potranno altresì «essere consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, solo per motivi «di necessità o di salute».In ogni caso, tutti gli spostamenti restano «soggetti al divieto generale di assembramento e all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro da ogni altra persona»