Coronavirus nel mondo, stop alla sperimentazione del vaccino di AstraZeneca: “Reazione anomala”

I test hanno generato problemi "non spiegabili" su uno dei volontari in Gran Bretagna. Fauci scettico: "Improbabile un vaccino entro la fine dell'anno"

Il coronavirus ha ucciso quasi 900 mila persone nel mondo. E in queste ore l’America Latina e i Caraibi hanno ormai superato un altro drammatico traguardo, quello delle 300 mila vittime di coronavirus. Un numero trainato soprattutto dal Brasile, il Paese più colpito nell’area. E mentre i numeri della pandemia aumentano costantemente, è soprattutto la questione vaccino a tenere banco nel dibattito mondiale.

Stop ai test di AstraZeneca: reazione anomala in un volontario

AstraZeneca sospende tutti i test clinici sul vaccino per il coronavirus che sta sviluppando con l’Università di Oxford dopo uno dei partecipanti ha accusato una seria potenziale reazione avversa. Lo stop temporaneo consente al colosso farmaceutico di esaminare il caso ne rivedere i dati sulla sicurezza. “Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa”, afferma un portavoce di AstraZeneca. “Si tratta di un’azione di routine che si verifica ogni volta che c’è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test” che consente il tempo di “indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell’integrità del processo dei test”, aggiunge AstraZeneca. “Nei test più ampi reazioni possono accadere per caso ma devono essere indipendentemente valutate con attenzione”, aggiunge il colosso farmaceutico, che con l’annuncio della sospensione cala del 6% a Wall Street nelle contrattazioni after hours. Non è inconsueta per i test clinici una sospensione. Ma lo sviluppo del vaccino del coronavirus è uno di quelli più sotto osservazione della storia e qualsiasi segnale che arriva dai test è passato all’esame con la lente di ingrandimento. Anche se il vaccino di AstraZeneca fosse alla fine approvato, questa battuta d’arresto potrebbe tradursi in timori sull’uso. I dati iniziali sui test sono apparsi molto promettenti, con il vaccino in grado di produrre una robusta risposta immunitaria  e solo deboli effetti collaterali. Lo scorso mese l’azienda ha reclutato circa 30 mila persone negli Usa per portare avanti il suo più vasto studio sul vaccino. Sta anche testando il vaccino, sviluppato dall’Università di Oxford, tra migliaia di persone in Gran Bretagna, così come porta avanti sperimentazioni più contenute in Brasile e Sud Africa. Due altri grandi test su altrettanti vaccini (basati però su un meccanismo diverso da quello di AstraZeneca) sono in corso di svolgimento negli Stati Uniti, uno portato avanti da Moderna e l’altro da Pfizer con la tedesca BioNTech.

Usa, Fauci scettico: “Improbabile un vaccino entro fine 2020”

Proprio nelle ore in cui AstraZeneca annunciava lo stop, anche il super esperto americano di malattie infettive Anthony Fauci si diceva scettico sulla possibilità che il vaccino al Covid-19 venga indivuduato a breve. “E’ improbabile che avremo una risposta definitiva sulla sicurezza e l’efficacia di una vaccino entro la fine dell’anno”, ha detto intervenendo a un evento online sulla ricerca. Il luminare, dunque, frena rispetto alle promesse del presidente Donald Trump, che sta spingendo per ottenere un vaccino prima delle elezioni di novembre.

La pandemia avanza in Brasile: oltre 14 mila casi in un giorno

Il Brasile ha registrato altri 504 decessi e 14.279 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani.  Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 4.162.073, un numero che rende il Paese il terzo più colpito al mondo dopo Stati Uniti e India, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 127.463.  Il tasso di letalità è fermo al 3,1%, mentre quello di mortalità è pari a 60,7 persone ogni centomila abitanti.

In Argentina superato il mezzo milione di positivi

L’Argentina ha superato oggi la soglia del mezzo milione di casi di coronavirus: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana il Paese registra ora 500.034 contagi, inclusi 10.405 decessi. Finora sono guarite 366.590 persone.