Coronavirus, la Germania riapre a tappe scuole, negozi. E industrie (in realtà, mai chiuse)

Passa la linea ottimista ma prudente della cancelliera: la locomotiva riparte. Anche se molti settori (siderurgico per esempio) non si erano mai fermati

In Germania passa la linea ottimista ma prudente di Angela Merkel. Il gabinetto di crisi, formato dalla cancelliera e dai premier dei Länder federali, prolunga almeno fino al 3 maggio le misure restrittive della vita sociale, ma annuncia una serie di ripartenze nell’economia e nella scuola, che danno quanto meno il senso di un avvio a «piccoli passi» del lungo cammino vero una sorta di normalità. Contro la pandemia «abbiamo avuto dei risultati che all’inizio non erano affatto scontati, ma il nostro è un successo temporaneo e fragile», avverte Merkel al termine della videoconferenza. E con la sua tranquilla franchezza, chiede ai cittadini di «capire che la società dovrà convivere con il Covid-19 finché non ci saranno medicine specifiche e soprattutto un vaccino».

A partire da lunedì prossimo, potranno riaprire gli esercizi commerciali con una superficie inferiore a 800 metri quadrati e comunque tutti i concessionari d’auto, i negozi di biciclette e le librerie, sotto la condizione che rispettino rigorosamente le misure igieniche e presentino un piano atto a garantire la sicurezza dei clienti. È stata concordata anche la graduale riapertura delle scuole a partire dal 4 maggio, iniziando dalle ultime classi e da quelle che prevedono esami o che segnano il passaggio da un ciclo a quello successivo. Rimarranno invece ancora chiusi asili nido e elementari, dov’è più difficile per gli insegnanti far rispettare ai bambini le misure di prevenzione e sicurezza. Per contro sono ancora proibiti fino al 31 agosto i grandi eventi pubblici come concerti e manifestazioni sportive. Vietato anche celebrare messe o altri eventi religiosi. Resta l’obbligo di mantenere una distanza di 1,5 metri tra le persone e il divieto di assembramenti superiori a 2 persone.

Ancora chiusi i ristoranti e i commerci non essenziali. Di più, per la prima volta e con un parziale cambio di rotta, visto che ancora di recente erano state definite inutili, il governo tedesco ora «consiglia urgentemente» l’uso delle mascherine quando sui trasporti pubblici e quando si fa la spesa. Merkel ha sottolineato che questo cauto avvio di normalizzazione della vita pubblica rende tanto più «importante che si riesca a seguire meglio le catene d’infezione». A tale scopo, verrà concretizzato il progetto di un’applicazione per smartphone che servirà a tracciare chiunque sia risultato positivo e i suoi contatti. «Ma il suo utilizzo sarà volontario», ha precisato la cancelliera, molto attenta alla forte sensibilità dei tedeschi in tema di privacy. Per quanto riguarda l’economia, il gabinetto di crisi non ha preso decisioni e spetta ancora alle aziende decidere eventuali riaperture. In realtà buona parte delle imprese tedesche hanno continuato a lavorare, quella siderurgica, per esempio, sia pure a scartamento ridotto. Le sole condizioni imposte: rispetto delle misure igieniche, distanza di sicurezza e chiusura delle mense aziendali. Le fermate sono state quelle forzate da problemi di forniture. È successo nei grandi gruppi automobilistici, da Volkswagen a Opel a Daimler Benz, che hanno messo i loro operai a orario ridotto o in cassa integrazione, a carico dello Stato.