Coronavirus Italia, l’indice Rt Regione per Regione: Lombardia e Lazio a 0,9

I dati del monitoraggio del ministero della Salute del 12 giugno, riferiti al periodo 1-7 giugno 2020: «La criticità resta bassa, ma l’epidemia non è conclusa». In Lombardia e Lazio indice Rt a 0,9

La criticità «resta bassa», ma l’epidemia di coronavirus non è conclusa. Sono queste le conclusioni del monitoraggio del ministero della Salute diffusi il 12 giugno, e riferiti alla settimana tra l’1 e il 7 giugno, successiva dunque alla seconda fase di riapertura.

Il «quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione», scrive il ministero, «rimane a bassa criticità», perché «si osserva una generale diminuzione del numero di casi e una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali», in primis gli ospedali (e le terapie intensive: lo dimostrano, da ultimi, i dati del bollettino della Protezione civile diffusi proprio il 12 giugno: i pazienti in terapia intensiva sono 227, in tutta Italia).

Restano però «in alcune realtà regionali» numeri tali da non consentire un abbassamento della guardia: «in alcune parti del Paese, la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante» e «in quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio». L’indice Rt – che misura il tasso di contagiosità dopo l’applicazijone delle misure decise per contenere la malattia — è vicino al livello di guardia (che è 1) in almeno tre Regioni: Lombardia, Lazio e Puglia (che però ha numeri di nuovi contagi molto bassi: solo 2, nel corso delle ultime 24 ore, e 1 solo nelle 24 ore precedenti).

In altre parole, come detto sopra, «l’epidemia in Italia di Covid-19 non è ancora conclusa», nonostante l’efficacia delle misure di lockdown. È dunque essenziale, si legge, «rafforzare le attività di tracciamento dei nuovi casi per identificare precocemente tutti i potenziali focolai» e «mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico».

I dati del monitoraggio sono importanti perché in base a questi — e a una valutazione che comprende altri parametri: 21, in tutto — vengono decise dalle autorità regionali e nazionali i calendari per le riaperture delle varie attività ancora bloccate a causa dell’epidemia. Attualmente, ad esempio, è prevista in tutta Italia la riapertura delle attività sportive di contatto dal 25 luglio e delle discoteche dal 14 luglio: ma le Regioni hanno l’autorità di stabilire calendari più cauti, a seconda proprio della situazione epidemiologica e della capacità di reazione del sistema sanitario.

Di seguito, i dati fondamentali delle diverse Regioni e Province autonome:

Abruzzo: Rt 0,7 (0,23-1,34)
Basilicata: Rt 0
Calabria: Rt 0,09 (0-0,36)
Campania: Rt 0,28 (0,01-0,9)
Emilia-Romagna: Rt 0,55 (0,31.0,75)
Friuli-Venezia Giulia: Rt 0,67 (0,32-1,19)
Lazio: Rt 0,93 (0,57-1,5)
Liguria: Rt 0,53 (0,26-1,37)
Marche: Rt 0,76 (0,22.1,49)
Molise: Rt 0,48 (0,13-0,98)
Veneto: Rt 0,59 (0,22.0,98)
Lombardia: Rt 0,9 (0,75-1,02)
Piemonte: Rt 0,54 (0,36.0,71)
Bolzano: Rt 0,84 (0,03-1,99)
Trento: Rt 0,65 (0,16.1,19)
Puglia: Rt 0,94 (0,34-1,84)
Umbria: Rt 0,3 (0-1,63)
Sardegna: Rt 0,1 (0-0,4)
Sicilia: Rt 0,59 (0,19-1,26)
Toscana: Rt 0,68 (0,31-1,09)
Valle d’Aosta: Rt 0,49 (0,02-1,4)