Coronavirus in Russia, un’ambulanza ogni cinque minuti: Putin scopre la «guerra al virus»

A Mosca è emergenza. E il Paese più esteso del mondo fa i conti con l’epidemia in rapida crescita che azzera l’illusione di «immunità». Varate misure eccezionali

Il «miracolo» che qualcuno prevedeva all’inizio della pandemia non c’è stato e ora la Russia vede numeri sempre più vicini a quelli degli altri Paesi colpiti dal Covid-19. Vladimir Putin, che fino ad ora aveva lasciato la gestione della crisi al governo, è intervenuto direttamente: «Occorrono misure straordinarie. Le prossime settimane saranno determinanti. Non dobbiamo abbassare la guardia perché il picco dell’epidemia non è ancora arrivato».

Il Paese più grande del mondo ha ancora un’incidenza di casi relativamente bassa, 21.102, con appena 170 morti ufficiali. Ma sono cifre in crescita soprattutto nella capitale. A Mosca la situazione sta sfuggendo di mano, come hanno ammesso le autorità che hanno denunciato ieri 1.489 nuovi casi. Nel giro di due o tre settimane gli ospedali, già enormemente sotto pressione, rischiano di scoppiare. Anche per questo il sindaco Sobyanin da oggi ha imposto a tutti l’uso di un’app sulla quale registrare i motivi di qualsiasi uscita di casa con mezzi di trasporto. Grazie a un codice, la polizia è in grado di controllare chiunque in pochi istanti.

I posti letto in città sono insufficienti, nonostante si lavori affannosamente per crearne di nuovi: 24 nosocomi sono stati riconfigurati a tempo di record. Un paziente, Georgij, ha descritto come «catastrofica» la situazione in un pronto soccorso: «Gente ammassata, con ambulanze in arrivo ogni cinque minuti. Medici e infermieri lavorano come in tempo di guerra». Scene che, purtroppo, abbiamo già visto accadere in altri Paesi.

L’epidemia avrà effetti gravissimi anche sulla situazione economica: il Fondo monetario internazionale prevede una contrazione del 5,5 per cento del prodotto interno lordo. Chi può, cerca di inventarsi qualche cosa per far sopravvivere il proprio business. Diversi alberghi, ad esempio, hanno iniziato ad offrire camere e suite per l’autoisolamento. I prezzi sono particolarmente bassi e molti sono i clienti che cercano così di sfuggire ai disagi della coabitazione. Lo Smart Welcome Hotel di San Pietroburgo offre una camera doppia per un mese a 17 mila rubli, pari a 212 euro.

È tornata critica la situazione sulla frontiera con la Cina che Mosca aveva chiuso subito. Ora è Pechino che vede crescere i casi di coronavirus «di ritorno» e blocca il flusso di suoi cittadini che arrivano dalla Russia. Nella cittadina di Suifenhe, nella provincia dello Heilongjiang (Nordest della Repubblica Popolare) ha costruito uno speciale ospedale con pressione negativa dell’aria dove vengono trattati i pazienti infetti. Chi giunge dall’estero si deve fare un mese di quarantena.

Donald Trump e Vladimir Putin si sono parlati nuovamente al telefono, ma hanno discusso soprattutto questioni petrolifere dopo l’intesa che mira a far risalire il prezzo del greggio. Il ministro degli Esteri Lavrov ha respinto con sdegno le accuse al suo Paese di voler sfruttare l’epidemia a fini politici. Ha poi precisato che gli aiuti all’Italia sono stati spediti a seguito di una specifica richiesta del nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte. A chi vorrebbe far pagare alla Cina i danni della pandemia, Lavrov ha risposto che l’ipotesi «supera i limiti della decenza».