Coronavirus, il governo blinda le frontiere. La Campania è la regione più a rischio

Nel nuovo Dpcm tamponi anche per chi arriva da Uk, Olanda e Belgio. De Luca chiude i locali alle 23. Speranza: “Nessun territorio fuori pericolo”. Le ipotesi di lockdown locali e nuove restrizioni agli eventi. Conte esclude una chiusura totale. Boccia: “Ottobre mese decisivo”

A Palazzo Chigi nessuno lo nega più: la seconda ondata è tra noi. Preme. Si avvertono rumorosi scricchiolii in alcune aree sotto pressione. E bisogna rafforzare la diga, prepararsi alla guerra. “Nessun territorio può considerarsi fuori pericolo – spiega a sera in videoconferenza Roberto Speranza, convocando i governatori e l’Anci di Antonio Decaro – Chiediamo a tutti grande cautela. E di mantenere misure uniformi in tutto il Paese”.

Per questo, preannuncia Francesco Boccia nel chiuso della riunione, il ministro della Salute sta valutando “specifiche misure di sicurezza” per teatri, palazzetti sportivi e altri luoghi pubblici. Il limite, oggi, è duecento persone. L’esecutivo ragiona se scendere a cento, ma la scelta a sera torna in bilico: molto dipenderà dalle linee guida che fornirà oggi il Parlamento.

Siamo a un punto di svolta. Già stasera il Consiglio dei ministri prorogherà lo stato d’emergenza per decreto. Poi, mercoledì, arriverà un giro di vite col nuovo dpcm, valido per 30 giorni. Interventi selettivi. Evitando (per ora) di colpire l’economia con duri lockdown totali. Evitando restrizioni agli orari di bar, ristoranti, piscine. Con una diga interna, fatta di mascherine all’aperto in tutta Italia. E una esterna, per stoppare i contagi di importazione dai Paesi europei più colpiti dal Covid, estendendo i tamponi obbligatori a chi rientra dal Regno Unito, Olanda e Belgio (dopo Spagna, Malta, Croazia) e forse allargando la misura all’intera Francia, non solo ad alcune regioni. Sullo sfondo, intanto, e ancora solo ufficiosamente, si fa strada lo scenario di chiusure territoriali. Province o porzioni di Regione. Le più a rischio sono Campania, poi Liguria e Lazio.

Un passo alla volta però, perché la battaglia durerà mesi. La prima mossa è il Dpcm. Come al solito, lavorano al testo il ministro della Salute e Boccia. Il primo, ormai, non nega che sono alle porte giorni “difficili”. Il secondo sostiene che il prossimo mese sarà fondamentale per capire se la diga regge: “Ottobre è decisivo, anche per testare la tenuta della rete sanitaria. Ci farà capire come andrà fino alla prossima primavera”. Conte, però, vuole evitare di spegnere di nuovo i motori dell’economia, angosciato dalle conseguenze sociali. “Non vedo all’orizzonte un nuovo lockdown totale – sostiene – Il contagio continua, ma siamo fiduciosi di tenerlo sotto controllo. Abbiamo un monitoraggio sofisticato che ci consentirà, dove necessario, di intervenire in modo mirato e circoscritto”. E infatti, almeno per ora, l’avvocato evita un “coprifuoco” sugli orari di chiusura di bar e ristoranti.

Reggere significa però provare ad alzare un muro di contenimento. Prima di tutto verso l’esterno. A ore è attesa la conclusione del monitoraggio della situazione epidemiologica dei Paesi europei. La decisione, ormai di fatto presa, è quella di fissare tamponi obbligatori per chi rientra da Gran Bretagna, ma soprattutto Olanda e Belgio, osservati speciali da un paio di settimane. E poi c’è la diga interna, quella eretta con il nuovo Dpcm. Prima di tutto le mascherine all’aperto in tutta Italia. Non è una misura transitata indenne di fronte al Comitato tecnico scientifico, però: ieri gli esperti hanno consigliato di fissare alcuni paletti, evitando la protezione dove non c’è rischio di assembramento, ad esempio al parco, oppure in auto senza altri passeggeri.

L’esecutivo sembra però orientato a limitare al minimo le eccezioni sulla mascherina. E prepara anche una campagna battente (e certamente tardiva) sulla app Immuni, che a questo punto può davvero rappresentare un jolly di fronte alla seconda ondata. Ma non basta. Il governo guarda già avanti. Sebbene ufficiosamente, nessuno nega più l’ipotesi di lockdown territoriali. Mirati, ma estesi. Anche regionali, se necessario. Fondati sui 21 criteri scelti dai tecnici, non solo il celebre Rt. Non è ancora il momento e si spera non debba accadere, ma la candidata numero uno, stando ai numeri degli ultimi giorni, è sempre la Campania. Per il governo rischia di essere la nuova Lombardia, almeno potenzialmente.

Densità abitativa, ospedali sotto pressione, alcuni comportamenti poco virtuosi come quelli denunciati anche con un video dal governatore. Nella scala di rischio del Cts, lambisce il livello tre. L’ultimo stadio, il quarto, prevede la chiusura di territori. E Vincenzo De Luca non ha mai negato questo scenario estremo. Per adesso, comunque, emana un’altra ordinanza restrittiva: prevede vincoli alla movida, vieta a ristoranti, bar, gelaterie, pub e vinerie di accogliere clienti oltre le 23 (le 24 il venerdì e il sabato sera).