Coronavirus, il bollettino di oggi 3 agosto: 159 contagi e 12 morti

Brusco calo dei casi totali di chi ha contratto il virus, ma aumenta il numero dei decessi. In terapia intensiva 41 persone. Secondo uno studio ci sono forti differenze territoriali fra le popolazioni di Nord e Sud Italia sullo sviluppo degli anticorpi: il 2,5% contro meno dell'1% nel Meridione

Netto calo dei casi di contagio in Italia: il bollettino di oggi 3 agosto parla di 159 persone che hanno contratto il virus. Ieri erano 239 e 295 di due giorni fa. Aumenta, invece, il numero dei decessi: sono 12 (ieri 8 e ieri l’altro 5) per un totale di 35.166 vittime. Sono 129 i pazienti guariti e dimessi nelle ultime 24 ore, per un totale di 200.589 dall’inizio dell’epidemia. Sono cinque le regioni italiane nelle quali non si sono verificati nuovi contagi: si tratta di Marche, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Valle d’Aosta e Basilicata. Con 34 nuovi contagiati, invece, l’Emilia-Romagna è la regione con più casi rispetto a ieri, seguita da Lombardia (25) e Veneto (22).

E da uno studio presentato da ministero della Salute e Istat risulta che sono un milione 482 mila gli italiani, il 2,5per cento della popolazione residente in famiglia, risultate con IgG positivo, che hanno cioè sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2. Quelle che sono entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia attraverso l’identificazione del Rna virale. Sono i primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul sarsCov2. “I risultati qui presentati – si legge nella prefazione – sono provvisori e sono relativi a 64.660 persone, che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio”.

La situazione regione per regione

Le differenze territoriali nell’ambito dell’indagine di sieroprevalenza sullo sviluppo degli anticorpi nella popolazione sono molto “accentuate” e la Lombardia raggiunge il massimo con il 7,5 per cento di sieroprevalenza, ossia 7 volte il valore rilevato nelle regioni a piu bassa diffusione soprattutto del Mezzogiorno. I picchi a Bergamo (24 per cento) e Cremona (19 per cento).

Dopo la Lombardia segue la Valle d’Aosta, con il 4 per cento, e un gruppo di regioni che si collocano attorno al 3 per cento: Piemonte, Trento, Bolzano, Liguria, Emilia-Romagna e Marche. Il Veneto è all’1,9 per cento mentre otto regioni, tutte del Mezzogiorno, presentano un tasso di sieroprevalenza inferiore all’1 per cento, con i valori minimi in Sicilia e Sardegna (del gruppo fanno parte Puglia, Umbria, Basilicata, Campania, Molise, Calabria, Sardegna, Sicilia.