Coronavirus, cinque ventenni gravi: l’età dei malati si sta abbassando

In rianimazione persone tra i 40 e i 50 anni. L’epidemiologo: «Se si contagiano molti giovani una quota, seppur minima di essi, si ammala gravemente»

Dichiarazioni che ci devono fare riflettere. Prima che, ancora una volta, sia troppo tardi. Chi oggi finisce in Terapia intensiva per Covid-19? «I nuovi ricoverati in Rianimazione hanno prevalentemente tra i 40 e i 60 anni», dice Massimo Antonelli, alla guida del dipartimento Emergenza-Urgenza del Policlinico Gemelli di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico: «L’ultimo bollettino in Italia dà 55 pazienti assistiti con la ventilazione meccanica. Durante i mesi clou dell’epidemia chi veniva ricoverato in Terapia intensiva aveva principalmente tra i 60 e gli 80 anni, oggi la fascia d’età si sta decisamente abbassando».

I giovani in Rianimazione

L’ha anticipato ieri, nell’intervista rilasciata al Corriere, Agostino Miozzo, coordinatore del Cts: «Abbiamo anche persone giovani in Rianimazione. Nessuno è invulnerabile». È una questione di probabilità: «Se si contagiano molti giovani una quota, seppur minima di essi, si ammala gravemente», riflette l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force regionale della Puglia: «Cinque pazienti tra i 20 e i 30 anni sono in condizioni critiche». Chi invece sta male e viene ricoverato anche senza finire in Terapia intensiva? «L’età media adesso è intorno ai 50 anni», sintetizza l’assessore alla Sanità della Lombardia Giulio Gallera. Tutto ciò è la conseguenza del fatto che i nuovi positivi — come evidenzia l’Istituto superiore di Sanità — hanno spesso meno di 40 anni.