Coronavirus Cina: il numero dei morti sale a 170, oltre 1700 nuovi contagi

Il numero di nuovi casi nella provincia focolaio ha segnato comunque un rallentamento negli ultimi tre giorni. Positivi tre dei passeggeri giapponesi evacuati da Wuhan

Continua ad aggravarsi giorno dopo giorno il bilancio dell’epidemia di coronavirus cinese che sta facendo tremare il mondo. Una vittima nella provincia sudoccidentale del Sichuan porta a 38 i nuovi decessi per il coronavirus cinese, 37 dei quali nello Hubei, per un totale di 170 vittime dall’inizio dell’epidemia. I nuovi casi registrati nella giornata di ieri in tutto il territorio cinese sono stati oltre 1.700, più di mille dei quali solo nella provincia focolaio dell’infezione, secondo l’ultimo bilancio del governo centrale. I nuovi casi registrati nella provincia focolaio dell’infezione sono stati 1.032, in ulteriore rallentamento rispetto ai 1.459 di due giorni fa e ai 2.077 di lunedì. Preoccupazione anche in Giappone, dove tre dei 206 passeggeri evacuati ieri da Wuhan sono contaminati dal coronavirus cinese, secondo quanto annunciato stamattina il Ministro della Salute del Giappone.

L’aiuto degli Usa

Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato che invieranno i loro «migliori esperti», su invito della Cina, per collaborare alle ricerche sul coronavirus. Lo ha reso noto il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow. «Stiamo inviando in aiuto i nostri migliori esperti del Centro di controllo per la prevenzione della malattie», ha dichiarato Kudlow ai giornalisti, precisando che gli esperti Usa sono stati invitati dalla Cina a lavorare insieme all’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) nella ricerca di una cura. Nei giorni scorsi il presidente, Donald Trump, aveva offerto alla Cina e all’omologo Xi Jinping «ogni aiuto necessario». Nel frattempo le aziende globali che operano in Cina stanno chiudendo negozi, ridimensionando le operazioni e limitando i viaggi. JPMorgan, la casa automobilistica Ford Motor, il colosso Kraft Heinz & Co. sono tra le aziende che hanno introdotto il divieto di viaggio dei dipendenti da e verso la Cina. Starbucks ha chiuso oltre la metà dei 4.300 negozi in Cina, Ikea ha chiuso tutti gli store. E numerose aziende stanno facendo altrettanto. La Federcalcio cinese ha invece rinviato a data da destinarsi tutte le partite di calcio.