Coronavirus Cina, il ministero: «Può diventare più forte», ipotesi quarantena in entrata e uscita da Wuhan

Periodo di incubazione tra 1 e 14 giorni. La capacità di diffusione del coronavirus si rafforza. Chiusi tutti i mercati di «animali selvaggi»

«Ci appare che la capacità di diffusione del virus si stia rafforzando». «Il periodo di incubazione può variare tra 1 e 14 giorni». «Questo coronavirus si trasmette anche durante l’incubazione, diversamente da quello della Sars». «La conoscenza che abbiamo al momento del coronavirus è limitata». Sono frasi del signor Ma Xiaowe, ministro della Commissione sanitaria nazionale di Pechino, che ha parlato alla stampa cinese e straniera. Secondo gli ultimi dati statali, in Cina i morti sono 56, i casi confermati 1.985 la maggior parte a Wuhan e nello Hubei che circonda la città, inclusi 10 tra in Hong Kong, Macao e Taiwan (che i cinesi considerano provincia). I casi sospetti sono 2.684. Il signor Ma Xiaowe si è presentato con quattro colleghi ministri, allineati per comunicare il bollettino di guerra contro il virus. Ci sono i responsabili della Sanità, Industria, Tecnologia, Trasporti. Perché tutta la Cina è mobilitata dopo che sabato sera Xi Jinping ha detto che «la diffusione del virus accelera, la situazione è grave».

In sala, reporter e cameramen indossavano la mascherina. Gli unici senza, i dirigenti governativi, perché la loro voce si sentisse con chiarezza (e certo anche per non drammatizzare ulteriormente). Non è ancora sicuro, ma pare proprio che «il patogeno possibile sia stato un animale selvatico», dice Ma. Il focolaio dell’epidemia a Wuhan è stato individuato nel mercato del pesce e degli animali, più o meno esotici, macellati o in gabbia. E oggi le autorità hanno vietato in tutta la Cina il commercio di animali selvatici, in mercati, supermarket, ristoranti e piattaforme online. Provvedimento temporaneo, pare, perché quando sarà passata questa grande emergenza bisognerà fare i conti con la passione dei cinesi per «i sapori selvaggi».

La quarantena imposta a 16 città dello Hubei coinvolge 56 milioni di persone. E anche in Italia ora si comincia a parlare di quarantena. «Semmai si dovesse arrivare alla decisione di spostare i nostri connazionali come anche gli altri stranieri, e questo dipenderà dalle autorizzazioni delle autorità cinesi, tutti quanti sarebbero sottoposti a quarantena sia in uscita che in entrata da Wuhan — ha spiegato all’ANSA il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina Stefano Verrecchia —. Tutto questo discorso fa parte di un campo di ipotesi allo studio da parte dell’Italia con altri partner, e comunque tutti gli spostamenti devono avvenire su base volontaria» ha aggiunto.

Wuhan, «ground zero» del virus, sta costruendo un secondo ospedale a ritmi forzati: 1.300 letti promessi entro due settimane. Dopo le feste per il Capodanno lunare cancellate, con i simboli della forza economica e culturale della Cina chiusi fino a nuovo ordine – dalle stazioni dell’alta velocità nello Hubei alla Città Proibita di Pechino – il comandante supremo Xi dice che la Cina «può vincere la battaglia», ma di fronte all’accelerazione dell’epidemia «è necessario rafforzare la direzione centralizzata e unificata del Comitato centrale del partito». Nella commissione d’emergenza saranno inclusi «esponenti del Partito e del governo a diversi livelli, i quali debbono preparare piani appropriati per contenere il virus, sotto la guida del Comitato centrale». Segno che il leader supremo Xi vuole coinvolgere tutti, dare compiti a tutti (e non restare un imperatore distante e unico responsabile se la situazione peggiorerà). Si ricorda che il suo predecessore Hu Jintao era pronto ad accorrere sui luoghi di incidenti gravi, terremoti e calamità naturali, si inchinava di fronte alle vittime. Lo chiamavano «il grande attore», ma era anche apprezzato per la sua capacità di dimostrare empatia con la popolazione. Quanto è grave e già estesa l’epidemia di coronavirus in Cina? E si può arrestare mettendo in quarantena milioni di persone? Sul web cinese da ieri cominciavano a circolare accuse ai funzionari locali di Wuhan e dello Hubei, si chiedeva l’intervento del governo centrale per rimuoverli e prendere il comando della battaglia sanitaria. E Xi ha dato un primo segnale forte. La quarantena si fa più stretta a Wuhan: da oggi non si potranno più muovere le vetture private in centro, se non per «ragioni essenziali».

Passione legittima, ma è assurdo vendere questa carne in un mercato nel cuore di una metropoli. Soprattutto dopo che la Sars era partita a Canton, nel 2002, da una situazione analoga. I Paesi toccati dal virus, con casi sporadici, sono 11. Contagiati e sotto osservazione all’estero, dall’australia al Nepal, sarebbero una cinquantina. Dimostrando senso della responsabilità e preoccupazione, Pechino ha ordinato alle agenzie di viaggio cinesi di bloccare i tour di gruppo all’estero, oltre che all’interno del Paese. Da oggi divieto di vendere ai gruppi cinesi pacchetti viaggio volo-hotel. Taiwan (che non si sente provincia cinese) ha vietato i viaggi di cinesi nell’isola. Una decisione che potrebbe accendere un fronte polemico tra Taipei e Pechino. Nella riunione del Politburo presieduta da Xi, il Partito ha deciso di costituire un gruppo speciale per gestire la crisi. È il punto chiave

Quali siano queste ragioni, per gente che già non ha più autobus e metropolitana non si sa. Le misure fanno pensare che l’obiettivo sia di confinare la gente a casa, sani o contagiati che siano. Il ministro Ma ha sottolineato che da ieri a Pechino, all’ingresso della metropolitana sotto la stazione centrale dei treni, personale in tuta protettiva prende la temperatura ai passeggeri. Le scuole della capitale resteranno chiuse anche dopo la fine delle feste del Capodanno lunare, il 3 febbraio. Stessa decisione a Hong Kong. Potrebbe servire a poco: la rivista scientifica The Lancet pubblica uno studio secondo il quale ci sarebbero portatori sani di coronavirus, soggetti senza sintomi influenzali, niente febbre, tosse, starnuti che diffondono l’infezione (qui lo studio completo). Riassume il dottor Yuen Kwok-yung, uno dei ricercatori dell’articolo: «Polmonite asintomatica che cammina». Da Washington è arrivato l’ordine di evacuazione per il personale del consolato e gli americani di Wuhan, con un charter speciale. Stati Uniti e resto del mondo temono il contagio, nonostante l’Organizzazione mondiale della sanità abbia deciso di non dichiarare ancora l’emergenza internazionale. Pechino ha agito d’anticipo bloccando i tour organizzati all’estero. Ormai solo in Tibet non sono stati segnalati casi, nessuna altra regione cinese è risparmiata. I morti, esclusi tre, sono invece tutti ancora nello Hubei. Ma a Pechino i contagi accertati sono saliti a 26 e potrebbero essere già parecchi di più, se si pensa che a Wuhan per due settimane almeno si parlava solo di 45 ammalati e la gente continuava a viaggiare senza sapere.