Coronavirus, altri 242 morti in 24 ore nella sola provincia di Hubei

Nella zona, considerata l’epicentro dell’epidemia, i contagiati sono ormai più di 48 mila

Altri 242 morti nella sola giornata di mercoledì: è il drammatico bilancio dell’epidemia di Coronavirus (Covid19) nella provincia di Hubei, in Cina, dove dall’inizio dell’emergenza le persone che hanno perso la vita sono – secondo le fonti ufficiali – 1.310. Nella zona sempre nella stessa giornata i nuovi casi accertati, sempre secondo le autorità sanitarie locali, sono 14.840, per un totale di 48.206 contagiati. Le guarigioni accertate sono invece 3.441. Le autorità sanitarie hanno spiegato di aver modificato i criteri per confermare i casi di contagio, garantendo una maggiore discrezionalità ai medici nel decidere se un paziente è infetto. Si tratta di «casi diagnosticati clinicamente» anche per agevolare un più rapido accesso alle cure. L’inattesa impennata nel numero dei morti secondo le autorità cinesi sarebbe legata proprio all’adozione dei nuovi criteri di classificazione dei casi di contagio. Il report è stato diffuso proprio mentre sembravano arrivare segnali di un rallentamento della diffusione della malattia.

Proprio mercoledì l’istituto Spallanzani di Roma ha annunciato le dimissioni di venti turisti cinesi che erano stati in contatto con soggetti contagiati, ma sono risultati negativi ai test diagnostici per l’accertamento della positività. Cattive notizie invece dal Giappone: Il ministro della Salute nipponico Katsunobu Kato ha confermato l’accertamento di altri 44 casi di coronavirus sulla nave da crociera Diamond Princess, nella baia di Yokohama. È il risultato maturato da altri 221 test fatti, che porta il totale delle infezioni accertate a 218, in aggiunta al funzionario della quarantena rimasto a sua volta contagiato. A bordo ci sono ancora oltre 3.000 persone, tra cui 35 italiani, di cui 25 membri dell’equipaggio, incluso il comandante Gennaro Arma.

Nuovo caso negli Usa

È stato intanto confermato un nuovo caso di coronavirus cinese in California. Secondo quanto reso noto dalle autorità sanitarie Usa si tratta di uno dei cittadini americani evacuati da Wuhan, in Cina, che si trova ora nella base dei marine Miramar nella contea di San Diego. È il 14esimo caso di coronavirus negli Usa, l’ottavo in California.

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Le rassicurazioni del Fondo Monetario

« L’impatto dell’epidemia del coronavirus sull’economia globale sarà lieve, anche se ancora è presto per quantificarlo»: lo ha detto la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, secondo cui a una rapida contrazione della crescita seguirà una rapida ripresa.

La Cina: noi trasparenti

«Abbiamo affrontato l’epidemia di coronavirus con apertura, trasparenza e responsabilità»: lo ha dichiarato Zhang Jun, ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite. Il diplomatico ha difeso le «severe» misure di prevenzione e controllo della Cina di fronte all’epidemia, affermando di aver ampiamente rispettato i protocolli sanitari richiesti dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’ambasciatore ha sostenuto che la Cina ha condiviso con l’OMS informazioni sull’epidemia «non appena sono state disponibili», e ha ricordato il celere sequenziamento del virus. Jun ha chiesto solidarietà e collaborazione dalla comunità internazionale perché «nessuna nazione può sopravvivere da sola». Da Pechino è però rimbalzata la notizia della rimozione dalla carica di Jiang Chaoliang, il segretario del Partito comunista cinese (Pcc) dell’Hebei, la provincia l’epicentro dell’epidemia. Jiang, ha riferito l’agenzia ufficiale Xinhua, sarà sostituito dal sindaco di Shanghai, Ying Yong. E non è stata l’unica epurazione: Zhang Xiaoming è stato rimosso da direttore dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao presso il Consiglio di Stato e demansionato a semplice vice direttore nel dipartimento. Zhang è stato sostituito da Xia Baolong, vice presidente e segretario generale del Comitato nazionale della Chinese People’s Political Consultative Conference (CPPCC), uno degli organi consultivi di massimo livello, ed ex segretario del Pcc dello Zhejiang.

La nave respinta

Intanto la nave da crociera Mv Westerdam è approdata in Cambogia dopo 2 settimane in mare perché respinta da Giappone, Taiwan, Guam, Filippine e Thailandia per paura del coronavirus cinese. La sua destinazione originaria era Shanghai che è stata chiusa. La nave è ora ormeggiata nel porto cambogiano di Sihanoukville. «È un esempio di solidarietà internazionale che abbiamo chiesto con insistenza, l’epidemia può far emergere il meglio o il peggio di noi» ha commentato il capo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ringraziando il governo della Cambogia.

Massima allerta anche ibn Vietnam

Un comune di 10.000 abitanti vicino ad Hanoi è stato messo in quarantena per paura di diffondere il coronavirus. Lo ha confermato il ministero della Salute vietnamita. «Stiamo ordinando una quarantena per l’intero comune di Son Loi per 20 giorni – ha fatto sapere il ministero – perché nella cittadina sono stati segnalati 5 casi di infezione da Covid-19».

Tokyo: «Non rinviamo le Olimpiadi»

L’emergenza coronavirus ha spinto gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo ha smentire l’ipotesi di annullare o prorogare i Giochi Olimpici. Il Ceo di Tokyo 2020 Yoshiro Mori ha illustrato la posizione in un incontro con i massimi funzionari del Comitato Olimpico Internazionale. «Per quanto riguarda il coronavirus – ha detto – circolano voci irresponsabili, ma vorrei chiarire che non stiamo pensando di posticipare o annullare i Giochi. Vorremmo coordinarci con il governo nazionale e agire in modo calmo». A soli 162 giorni dalla cerimonia di apertura, sono state sollevate da più parti preoccupazioni per l’ospitalità giapponese dei Giochi a causa della diffusione del virus in tutta l’Asia. L’epidemia ha già provocato la riprogrammazione di una serie di eventi sportivi nel continente, dalle qualificazioni olimpiche di boxe e basket al Gran Premio di Shanghai di Formula 1. In Giappone finora si sono registrati 28 casi di infezione da coronavirus, ma nessun decesso.